<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340</id><updated>2011-10-10T12:00:33.169+02:00</updated><title type='text'>DIARIO SAHARAUI                                                    saharawi.omar</title><subtitle type='html'>RASD ... SAHARA LIBRE ... RASD</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>274</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1827921291866385754</id><published>2011-02-09T10:59:00.001+01:00</published><updated>2011-02-09T11:04:32.658+01:00</updated><title type='text'>Un impegno per i bambini e le popolazioni Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJmmwpbLjI/AAAAAAAADrw/3mU1hrw-Bi8/s1600/%2528260410182609%2529Sahara%2BMarathon%2B2010%2Bdi%2BG.Federzoni%2B%252877%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJmmwpbLjI/AAAAAAAADrw/3mU1hrw-Bi8/s320/%2528260410182609%2529Sahara%2BMarathon%2B2010%2Bdi%2BG.Federzoni%2B%252877%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571628505090436658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Spezia. Una violenza inaudita si è abbattuta sul Sahara Occidentale occupato, e ha investito il campo di Gdeim Izik, a una decina di km dalla capitale El Aiun, dove 20 mila Saharawi si sono riuniti spontaneamente per rivendicare i propri diritti e contro le discriminazioni di cui sono oggetto sotto l’occupazione marocchina. All’alba di lunedì 8 novembre, dopo un mese di resistenza, il campo è stato investito militarmente e completamente distrutto. Contemporaneamente i quartieri Saharawi di El Aiun sono stati assaltati dall’esercito con violenze, arresti e l'uccisione di un giovane Saharawi. La repressione ha colpito anche tutti gli altri centri abitati, con un bilancio provvisorio di una ventina di vittime, oltre 700 feriti e &lt;br /&gt;150 scomparsi. Decine di Saharawi sono stati arrestati. Il territorio è stato chiuso ai giornalisti, agli osservatori internazionali e ai parlamentari di diversi paesi. Il Comune della Spezia è da sempre molto vicino al popolo del Saharawi, a cui è lòegato da un patto di amicizia che lo ha impegnato a visitare spesso, con una delegazione del consiglio comunale, i campi profughi nel deserto algerino e ad ospitare ogni anno una delegazione di bimbi Saharawi. Per questo motivo i consiglieri Simona Cossu e Edmondo Bucchioni hanno chiesto alla giunta di intervenire presso il Ministro degli Esteri chiedendo l’immediata fine della repressione e delle violenze nei confronti dei Saharawi, con il rilascio degli arrestati. Chiede inoltre di garantire il proprio impegno affinchè si faccia luce sulle persone scomparse, che sia garantito l’accesso al territorio da parte dei giornalisti, degli osservatori internazionali e dei rappresentanti delle organizzazione di difesa dei diritti umani. Inoltre impegna la giunta a ripristinare a partire dall'estate prossima l'ospitalità dei bambini Saharawi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1827921291866385754?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1827921291866385754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1827921291866385754&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1827921291866385754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1827921291866385754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/02/un-impegno-per-i-bambini-e-le.html' title='Un impegno per i bambini e le popolazioni Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJmmwpbLjI/AAAAAAAADrw/3mU1hrw-Bi8/s72-c/%2528260410182609%2529Sahara%2BMarathon%2B2010%2Bdi%2BG.Federzoni%2B%252877%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1854578898644624675</id><published>2011-02-09T10:58:00.000+01:00</published><updated>2011-02-09T10:59:23.560+01:00</updated><title type='text'>09/02/2011 - 10:32 - FORUM SOCIALE MONDIALE: DEBARGUE (CARITAS ALGERIA), «PRESTO UNA RIVOLTA?»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJldWbIZ7I/AAAAAAAADro/aXslp_Na_Lw/s1600/162729_1634430780477_1227905295_31795074_2817820_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 293px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJldWbIZ7I/AAAAAAAADro/aXslp_Na_Lw/s320/162729_1634430780477_1227905295_31795074_2817820_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571627243920713650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(dall’inviata SIR a Dakar) Il 12 febbraio ci sarà una manifestazione popolare ad Algeri e “molti pensano che una rivolta popolare anche in Algeria potrebbe partire da lì. Bisogna essere vigilanti”. Lo dice al SIR Jean François Debargue, segretario generale di Caritas Algeria, durante il Forum sociale mondiale in corso in questi giorni a Dakar (fino all’11 febbraio). Secondo Debargue, nell’Algeria guidata dal presidente Abdelazid Bouteflika “in questo momento possiamo immaginare scenari completamente opposti: ci sono pari possibilità che scoppi una rivolta o che non ci sia affatto”. “Se una rivolta ci sarà – prosegue Debargue – nascerà dalla ribellione dei giovani, che sono disperati e pronti a tutto. Ma la società civile è debole e non c’è una vera opposizione”. A suo avviso ci sono però una serie di differenze con le situazioni in Tunisia ed Egitto, nonostante anche in Algeria alcuni giovani si siano immolati con il fuoco e ci siano già state alcune piccole manifestazioni: “Molti algerini sono ancora traumatizzati dai massacri compiuti dai terroristi fino a dieci anni fa – spiega -, quindi non sentono l’urgenza di manifestare”. &lt;br /&gt;“L’esercito algerino – prosegue Debargue - non è neutrale come in Tunisia ed Egitto, perché ha tanti vantaggi economici, quindi con una rivoluzione avrebbe troppo da perdere. Inoltre gli algerini non hanno ancora una vera identità collettiva, preferiscono cercare soluzioni individuali alle difficoltà e alle ingiustizie, come la fuga all’estero o il terrorismo”. Dopo i fatti tunisini ed egiziani il governo è comunque sull’allerta. Ha infatti adottato delle “misure anticipatorie”: ha tolto lo stato d’emergenza che durava da 19 anni e abbassato i prezzi di alcuni generi alimentari. “Bouteflika ha 74 anni ed è al suo terzo mandato – ricorda Debargue -. E’ della stessa generazione dei vecchi dittatori africani, sicuramente in qualche modo teme una rivolta. Ma non ci sono alternative politiche e non si sa chi potrebbe prendere il potere al suo posto”. Il segretario di Caritas Algeria è anche attivamente impegnato in un progetto nella zona di Tindouf a favore del popolo Saharawi, tramite la creazione di piccoli orti familiari per 25.000 persone, con il sostegno di Caritas italiana.&lt;br /&gt;I saharawi rivendicano il diritto all’autodeterminazione e l’indipendenza politica – riconosciuta anche dall’Onu nel 1965 - sui territori del Sahara occidentale, con l’opposizione del Marocco, e per questo sono oggetto da circa trent’anni di una feroce repressione da parte marocchina. Questo li ha costretti ad un esilio forzato in Algeria, dove vivono 160.000 persone in quattro campi. L’ultimo grave episodio è avvenuto nell’ottobre 2010, quando il villaggio di El Ayoum, dove i saharawi avevano piantato migliaia di tende, è stato completamente raso al suolo dall’esercito marocchino. Anche a Dakar il 7 febbraio è accaduto un fatto spiacevole: un incontro organizzato dai militanti saharawi è stato preso d’assalto da alcuni attivisti marocchini, che hanno inveito in maniera aggressiva contro i saharawi, rubato e distrutto una parte dei materiali ed effetti personali degli organizzatori. Il seminario è stato annullato e i saharawi sono stati costretti a smontare lo stand. In questi giorni distribuiscono volantini di denuncia, chiedendo agli organizzatori del Forum di “assicurare ai popoli oppressi la sicurezza e la libertà d’espressione”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1854578898644624675?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1854578898644624675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1854578898644624675&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1854578898644624675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1854578898644624675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/02/09022011-1032-forum-sociale-mondiale.html' title='09/02/2011 - 10:32 - FORUM SOCIALE MONDIALE: DEBARGUE (CARITAS ALGERIA), «PRESTO UNA RIVOLTA?»'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJldWbIZ7I/AAAAAAAADro/aXslp_Na_Lw/s72-c/162729_1634430780477_1227905295_31795074_2817820_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-9008088158216585007</id><published>2011-02-09T10:55:00.002+01:00</published><updated>2011-02-09T10:57:43.022+01:00</updated><title type='text'>AGGIORNAMENTO SITUAZIONE  SAHARA OCCIDENTALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJlDGXUZbI/AAAAAAAADrg/gBtKujCzoOI/s1600/Mapadensidad.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 278px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJlDGXUZbI/AAAAAAAADrg/gBtKujCzoOI/s320/Mapadensidad.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571626792933156274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ANSAmed) - MADRID, 4 FEB -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'attivista per i diritti umani, Haminetu Haidar e 13 rifugiati saharawi nell'accampamento di Tinduf, in Algeria, sono stati citati a dichiarare come testimoni, il 9 e il 10 marzo prossimi, nell'inchiesta per genocidio e torture commesse nel Sahara occidentale fra il 1976 e il 1987, aperta nel 2007 dall'Audiencia Nacional. Lo riferiscono fonti giudiziarie citate dall'agenzia Europa Press. Indagati per i reati ipotizzati, 13 alti responsabili o ex responsabili della polizia, fra i quali Hosni Bensliman, capo della gendarmeria reale marocchina dal 1985. Su Bensliman pesa peraltro un ordine di arresto internazionale per la presunta implicazione nell'omicidio dell'oppositore Mehdi Ben Barka nel 1965.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inchiesta per genocidio e torture venne aperta su querela di parte dal giudice dell'Audiencia Nacional Baltazar Garzon nel 2007, ma è rimasta paralizzata dopo una commissione rogatoria inviata al Marocco nell'ottobre 2008, alla quale il Paese magrebino non ha dato seguito. Il magistrato Pablo Ruiz, che ha sostituito il giudice Garzon alla sezione istruttoria numero 5 dell'Audiencia Nacional, ha riattivato l'inchiesta a novembre e ieri ha citato a dichiarare 14 testimoni. L'indagine si basa sulla querela presentata nel 2006 e diretta contro 31 marocchini accusati della scomparsa di 542 persone, dopo che la Spagna abbandonò la sua ex colonia nel Sahara Occidentale, nel 1975; e documenta la morte per torture di 56 saharawi in carceri marocchine. Il giudice Garzon, dopo indagini preliminari, ridusse da 31 a 13 il numero degli indagati. (ANSAmed)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSAmed) - RABAT, 3 FEB -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di giovani marocchini ha lanciato un invito sul social network Facebook a "manifestare pacificamente" il 20 febbraio prossimo per "una grande riforma politica" nel loro Paese. "Invitiamo tutti i marocchini a manifestare il 20 febbraio per la dignità del popolo e per le riforme democratiche", si legge nella "piattaforma" del gruppo creata su Facebook e che conta più di 3.400 simpatizzanti. Nella nota, inoltre, si chiede una riforma della Costituzione, le dimissioni dell'attuale governo e lo scioglimento del Parlamento. Commentando l'invito di Facebook, il ministro per le Comunicazioni e portavoce del governo, Khalid Naciri, ha detto: "Lo consideriamo con grande serenità". Il Marocco (...) è da tempo impegnato in un irreversibile processo di democrazia e di spazio aperto per le libertà", ha detto il ministro in un punto stampa. (ANSAmed).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-9008088158216585007?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/9008088158216585007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=9008088158216585007&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9008088158216585007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9008088158216585007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/02/aggiornamento-situazione-sahara.html' title='AGGIORNAMENTO SITUAZIONE  SAHARA OCCIDENTALE'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJlDGXUZbI/AAAAAAAADrg/gBtKujCzoOI/s72-c/Mapadensidad.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4558064984204154680</id><published>2011-02-09T10:53:00.002+01:00</published><updated>2011-02-09T10:54:29.977+01:00</updated><title type='text'>Denunciano atto violento di marocchini nel Forum Sociale Mondiale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJkSxzRLwI/AAAAAAAADrY/QrZfA_Bmmw4/s1600/n1528170699_172820_4632.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJkSxzRLwI/AAAAAAAADrY/QrZfA_Bmmw4/s320/n1528170699_172820_4632.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571625962779520770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Denunciano atto violento di marocchini nel Forum Sociale Mondiale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dakar, 7 feb (Prensa Latina) Circa 500 marocchini hanno ostacolato con la forza la celebrazione di un atto solidale col paese saharawi durante il Forum Sociale Mondiale in Senegal, segnala una nota dell'organizzazione spagnola Sinistra Unita.  Il Ministero marocchino dell'Interno ha organizzato questa provocazione violenta per ostacolare che si esprimesse la solidarietà col popolo della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD) dentro il Forum Sociale Mondiale, precisa il testo.  &lt;br /&gt;Per oggi era programmata la conferenza internazionale “Sahara Occidentale: l'ultima colonia africana” con la presenza dell'ex senatore belga e presidente della Coordinatrice Europea di Solidarietà col Popolo Saharawi, Pierre Galand, e l'eurodeputato per Sinistra Unita, Willy Meyer. &lt;br /&gt;Centinaia di marocchini irruppero nella sala proferendo grida ed insulti, e dopo arrivarono fino al tavolo dell’esposizione per strappare la bandiera della RASD, indica il testo firmato da Meyer, vicepresidente dell'Intergruppo di Solidarietà col Popolo Saharawi nel Parlamento Europeo.  &lt;br /&gt;Meyer e Galand hanno cercato di evitare che i marocchini strappassero l'insegna nazionale, ma li hanno colpiti e spinti, mentre hanno aggredito una donna saharawi a chi causarono lesioni nel viso e la rottura dei suoi occhiali.  &lt;br /&gt;Il comunicato aggiunge che Meyer ricorse a sospendere l'atto davanti al vergognoso atteggiamento marocchino, dato che risultava impossibile celebrare la conferenza in mezzo alla barbarie espresse dai provocatori.   &lt;br /&gt;Per l'eurodeputato, questo atteggiamento fascista è incompatibile con la Lettera dei Principi del Forum Sociale Mondiale e non è la prima volta che il Marocco organizza un'azione violenta in questo tipo di eventi.  &lt;br /&gt;Nel dicembre passato durante il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, marocchini aggredirono in Sud Africa ad un giovane di Sinistra Unita e militante saharawis che avevano esposto uno striscione contro l'occupazione illegale del Sahara Occidentale.  &lt;br /&gt;Davanti a queste azioni violente, Meyer solleciterà gli organizzatori del Forum Sociale Mondiale di espellere la delegazione marocchina, come è accaduto nell'appuntamento di giovane e studenti nel dicembre scorso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4558064984204154680?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4558064984204154680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4558064984204154680&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4558064984204154680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4558064984204154680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/02/denunciano-atto-violento-di-marocchini.html' title='Denunciano atto violento di marocchini nel Forum Sociale Mondiale'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TVJkSxzRLwI/AAAAAAAADrY/QrZfA_Bmmw4/s72-c/n1528170699_172820_4632.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-77140771741346587</id><published>2011-02-01T17:02:00.002+01:00</published><updated>2011-02-01T17:03:16.487+01:00</updated><title type='text'>Caro Tahar Ben Jelloun</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUguupSF8bI/AAAAAAAADrQ/1XkB6kHYASc/s1600/foto_polisario.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 141px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUguupSF8bI/AAAAAAAADrQ/1XkB6kHYASc/s320/foto_polisario.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568752318134219186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Caro Tahar Ben Jelloun&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Tahar Ben Jelloun, leggo oggi, sabato 29 gennaio 2011, a pagina 5 del quotidiano Il Resto del Carlino di Bologna, una tua intervista che porta la firma del giornalista Giovanni Serafini, a proposito delle rivolte popolari che stanno infiammando l'Egitto e l'Algeria, la Tunisia e lo Yemen. Il titolo dell'articolo è " Non chiamatele rivoluzioni. E' la collera degli affamati". Sono d'accordo, con te, caro Tahar Ben Jelloun: è la fame, la sacrosanta fame che muove la rabbia della gente e merita rispetto. E la tua analisi sulla situazione sociale del Maghreb sarebbe perfetta, caro Tahar Ben Jelloun, se non fosse che a un certo punto mi appari come un bugiardo e questo mi fa arrabbiare molto, caro Tahar Ben Jelloun, perché gli scrittori come te dovrebbero illuminare le menti invece che offuscarle, e perché alcuni tuoi libri li ho letti e amati molto. Alla domanda sulla situazione sociale del Marocco del giornalista Serafini " E il Marocco, che è il suo paese di nascita?", tu dai questa risposta" Il Marocco è tranquillo: c'è progresso sociale, crescita democratica, libertà di espressione. Ci sarebbero problemi se governasse ancora Hassan II: con il nuovo re, Mohammed VI, tutto è cambiato". Ma come fai a dire che il Marocco è tranquillo, se solo l'8 novembre 2010 è stata repressa nel sangue la rivolta pacifica di oltre 200.000 sahrawi accampati per protesta a sud di El Ajoun, a Gdeim Izik, in quello che è stato chiamato Il campo della dignità, dove si erano riuniti a protestare pacificamente contro le loro condizioni di vita, i loro diritti non rispettati e la mancanza di un lavoro? E cosa mi dici delle rivolte dei pescatori di Sidi Ifni, anche queste represse nel sangue? Loro non sono sahrawi, ma marocchini. E riguardo al progresso sociale, cosa intendi? Non c'è a mio avviso progresso sociale dove non c'è rispetto dei diritti umani. E soprattutto, come fai a dire che in Marocco c'è libertà di espressione se ai giornalisti non è permesso di raccontare ciò che accade realmente in Marocco? Vorrei ricordarti che le redazioni di due giornali come Le Journal Hebdomadaire e Nichane sono state chiuse. La verità caro Tahar Ben Jelloun è che del tuo Paese tu racconti solo ciò che fa piacere al tuo Re, il quale si comporta esattamente come Hassan II, ma in modo meno evidente. Tu però dovresti saperlo. Anche la Francia, il Paese in cui vivi, lo sa, ma siccome condivide col Marocco interessi economici sul Sahara Occidentale, pone il veto sia all'Onu che all'Unione Europea quando si tratta di andare ad indagare sui misfatti del Marocco. Aspetto le tue risposte come se fossi tua figlia, caro Tahar Ben Jelloun. Vorrei che tu scrivessi per me, e per tutti i lettori che ti seguono da anni," La questione sahrawi spiegata a mia figlia", con l'onestà intellettuale che io mi aspetto da un grande scrittore come te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti abbraccio, caro Tahar Ben Jelloun.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabrina Giarratana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-77140771741346587?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/77140771741346587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=77140771741346587&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/77140771741346587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/77140771741346587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/02/caro-tahar-ben-jelloun.html' title='Caro Tahar Ben Jelloun'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUguupSF8bI/AAAAAAAADrQ/1XkB6kHYASc/s72-c/foto_polisario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-900416190377658815</id><published>2011-02-01T16:59:00.001+01:00</published><updated>2011-02-01T17:00:59.772+01:00</updated><title type='text'>MISSIONE SINDACALE EUROPEA NEL SAHARA OCCIDENTALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUguIQxq36I/AAAAAAAADrI/a9rgyMgM_uo/s1600/saharawi_08.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUguIQxq36I/AAAAAAAADrI/a9rgyMgM_uo/s320/saharawi_08.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568751658720747426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA. 26 gennaio di 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MISSIONE SINDACALE EUROPEA NEL SAHARA OCCIDENTALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8 centrali sindacali di vari stati europei sono rimaste a L'Aaiun, capitale del Sahara Occidentale, per 3 giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delegazione di sindacati europei composta dai sindacati della Spagna (CCOO Confederazione Intersindacale), Euskadi (ELA-STV), Galizia (CIG), Francia (CGT), Italia ( CGIL) e Portogallo(CGTP-IN), in base agli accordi presi nella 36ª Conferenza Internazionale di Solidarietà col Sahara Occidentale del novembre 2010 a Le Mans, si è recata a L'Aaiun dal 23 al 25 gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli obiettivi della missione internazionale era portare la solidarietà ai lavoratori e lavoratrici del Sahara Occidentale e al Popolo Saharaui, e conoscere direttamente la situazione attuale nei territori occupati dal Marocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi 3 giorni ci sono state riunioni con la Confederazione Sindacale dei Lavoratori Saharauis (CSTS)-organizzazione sindacale non riconosciuta dal governo marocchino -, con i lavoratori dell'impresa OCP di fosfati Fosbucraa ed altri, e con associazioni saharauis dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono state anche riunioni col Governatore di L'Aaiun, e col Vice Presidente del Consiglio Municipale, il Presidente del Consiglio Regionale (Parlamento) e del Consiglio Provinciale di L'Aaiun.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la visita, la Delegazione sindacale ha constatato la mancanza di libertà politiche, sociali e sindacali della popolazione e dei lavoratori e lavoratrici saharauis che non possono fare organizzazioni, associazioni e sindacati che non siano in linea con le direttive governative marocchine. Abbiamo avuto testimonianze che oltre cento saharauis sono ancora detenuti per avere partecipato alle proteste dell'Accampamento di Gdeim Izik. Abbiamo anche constatato che lo sfruttamento delle risorse naturali saharauis non portano benefici per la sua popolazione ( creazione di posti di lavoro, etc.). Vogliamo denunciare anche il controllo poliziesco al quale siamo stati sottoposti. La polizia marocchina ci ha seguiti in tutti i nostri spostamenti, registrando e fotografando le nostre attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione sindacale ha portato la sua solidarietà ai lavoratori di Fosbucraa che stanno manifestando da mesi davanti alla sede della Direzione dell'Impresa, chiedendo che gli siano riconosciuti i diritti derivati dai contratti firmati con l'impresa Fosbucraa, ed essere indennizzatili adeguatamente per le discriminazioni subite per il fatto di essere Saharauis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sindacati partecipanti a questa missione internazionale esprimono ancora la solidarietà col Popolo Saharaui ed esigono che si rispetti il suo diritto all'autodeterminazione mediante la realizzazione del referendum raccomandato in numerose risoluzioni delle Nazioni Unite e da sempre non rispettate dal regno del Marocco. Sollecitiamo l'Unione Europea a tener conto di questi principi nelle sue relazioni col Marocco, sospendendo lo Statuto Avanzato che ha con lui. Esigiamo al governo spagnolo, potenza amministratrice del territorio, secondo la legislazione internazionale, che eserciti una politica di neutralità attiva, rotta con le dichiarazioni del Ministro degli Affari Esteri e del Ministro della Presidenza, favorevoli alle tesi marocchine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- CC.OO España&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Confederazione Intersindacale. Spagna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- USO. Spagna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- ELA-STV. Basco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- CIG. Galizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- CGT. Francia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- CGIL. Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- CGTP-IN. Portogallo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-900416190377658815?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/900416190377658815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=900416190377658815&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/900416190377658815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/900416190377658815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/02/missione-sindacale-europea-nel-sahara.html' title='MISSIONE SINDACALE EUROPEA NEL SAHARA OCCIDENTALE'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUguIQxq36I/AAAAAAAADrI/a9rgyMgM_uo/s72-c/saharawi_08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6565174065313228682</id><published>2011-02-01T16:54:00.002+01:00</published><updated>2011-02-01T16:56:34.515+01:00</updated><title type='text'>Missione Delegazione Sindacale a Laayoune  (territori saharaui occupati)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUgtBiiKLBI/AAAAAAAADrA/tJe24zDUQe0/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 274px; height: 184px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUgtBiiKLBI/AAAAAAAADrA/tJe24zDUQe0/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568750443716815890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Missione Delegazione Sindacale a Laayoune  (territori saharaui occupati)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;data: 22 – 25 gennaio 2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno  partecipato:  Carlos  Carvalho CGTP –  IN (Portogallo),  Victoria Montero CCOO (Spagna),  Philippe Denolle CGT&lt;br /&gt;(Francia),  Sergio  Bassoli  CGIL (Italia),  Jaime  Tonda  Confederaciòn   Intersindical  (Spagna),   Santiago  González USO&lt;br /&gt;(Spagna),   Gorka Quevedo et  Saioa Igeregi ELA-STV ,  Pais Basco (Spagna),  Xesus Boán Confederaciòn Intersindical&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gallega (Spagna)  &lt;br /&gt;La partenza e l'arrivo a Laayoune&lt;br /&gt;La missione è partita con l'obiettivo di raggiungere Laayoune, visto che nei mesi seguenti gli scontri culminati l'8 novembre&lt;br /&gt;scorso con lo sgombero del campo di Gdeim Izik, varie delegazioni di parlamentari, associazioni umanitarie internazionali e&lt;br /&gt;giornalisti, sono state respinte. Secondo, una volta entrati, l'obiettivo era quello di portare la solidarietà dei sindacati europei&lt;br /&gt;alla popolazione e prendere conoscenza dei fatti accaduti, partendo dalla tutela dei diritti umani fondamentali. &lt;br /&gt;A Madrid, la sera del 2 gennaio, abbiamo realizzato una prima riunione di coordinamento tra tutti i partecipanti alla missione&lt;br /&gt;ed il rappresentante del Polisario, Kasisa Cherif.&lt;br /&gt;Per motivi esclusivamente tecnici, abbiamo dovuto prendere voli distinti per raggiungere Laayoune; il grosso della delegazione&lt;br /&gt;(6 persone) hanno viaggiato via Las Palmas, 2 persone (io e Jaime Tonda) via Casablanca e Philippe Denolle della CGT&lt;br /&gt;francese, ha viaggiato solo, il giorno prima, arrivando senza particolari  problemi a destinazione. Tutti quanti abbiamo fatto&lt;br /&gt;“dogana” a Laayoune. I servizi marocchini erano già informati del nostro arrivo, siamo stati accolti al controllo passaporti da un&lt;br /&gt;funzionario che ci ha fatto le domande di rito, professione, motivo del viaggio, alloggio in Laayoune, quindi, attesa per ricevere&lt;br /&gt;disposizioni  dalla centrale.  La richiesta specifica e precisa è stata la domanda “.....  siete sindacalisti  ?”.  Aspettavano una&lt;br /&gt;delegazione di sindacalisti. I nostri colleghi, arrivati con una ora di anticipo, sono invece stati accolti da un funzionario della&lt;br /&gt;Municipalità che li ha informati dell'interesse delle autorità locali, Governatore della Regione e Sindaco della città, di incontrare&lt;br /&gt;tutta la delegazione. &lt;br /&gt;Per entrambe i gruppi, da quel momento, abbiamo sempre avuto la presenza discreta di agenti in borghese ad ogni nostro&lt;br /&gt;spostamento. &lt;br /&gt;Gli incontri&lt;br /&gt;Durante il breve soggiorno a Laayoune abbiamo fatto base nella sede del sindacato CSTS (Confederazione Sindacale dei&lt;br /&gt;Lavoratori  Saharaui).  Organizzazione di  costituitasi  dopo la precedente missione del  2008,  non riconosciuta dalle autorità&lt;br /&gt;marocchine. La sede è un luogo di incontro e di passaggio di tante persone che hanno in comune la posizione politica di&lt;br /&gt;rivendicazione dell'indipendenza del  popolo saharaui  dal  Regno del  Marocco,  siano donne,  lavoratori,  pensionati,  giovani.&lt;br /&gt;Abbiamo quindi  potuto incontrare gli  ex-lavoratori  della impresa di  fosfato FOSBUCRAA,  in lotta per  il  riconoscimento dei&lt;br /&gt;salari persi nel passaggio dalla proprietà spagnola (Colonia, 1975) alla proprietà marocchina e del pensionamento obbligatorio&lt;br /&gt;ai 55 anni con perdita di 10 anni di lavoro, imposto dalla nuova proprietà marocchina. Una rivendicazione economica che però&lt;br /&gt;ha origine e si inserisce nella rivendicazione politica dell'autodeterminazione, come spiegherò in seguito. Abbiamo incontrato&lt;br /&gt;ex-lavoratori  di  imprese spagnole,  italiane,  francesi del periodo coloniale che rivendicano diritti,  ad oggi  non riconosciuti  e&lt;br /&gt;chiedono assistenza e risposte per non rinunciare ad un'aspettativa di giustizia rimasta nel cassetto per oltre un trentennio.&lt;br /&gt;Anziani che oggi vivono con pensioni da 20, 40 euro al mese, in povertà, che raccontano di aver fatto da guida nel deserto,&lt;br /&gt;negli anni '40 e '50, agli europei che andavano in cerca di miniere da sfruttare, storie d'altri tempi, che raccontano come si&lt;br /&gt;sono costruite le aziende e come si sono mal  distribuite le ricchezze prodotte.&lt;br /&gt;Pagina 1Abbiamo incontrato i rappresentanti delle associazioni dei diritti umani, persone che hanno in comune una storia di detenzioni&lt;br /&gt;in luoghi segreti,  desaparecidos, per periodi da tre a cinque anni, nella stessa città o regione di Laayoune, che oggi sono&lt;br /&gt;impegnate per tutelare i diritti umani fondamentali, per denunciare la tortura, la repressione e le discriminazioni nei confronti di&lt;br /&gt;chi esprime posizioni politiche sgradite alle istituzioni marocchine. Associazioni non riconosciute, che operano in un regime&lt;br /&gt;quasi clandestino, nelle case, nei luoghi di lavoro, rischiando sulla propria pelle di tornare in carcere o di perdere il lavoro.&lt;br /&gt;Trovano la forza ed il coraggio dalla loro esperienza diretta, dalla sofferenza fisica e psicologica subita , dagli anni persi nelle&lt;br /&gt;carceri. &lt;br /&gt;Abbiamo partecipato alla manifestazione degli ex-lavoratori della azienda di fosfato, portando la nostra solidarietà alla loro&lt;br /&gt;lotta per  il  riconoscimento dell'indennizzo economico per  il  declassamento di  categoria e del  pensionamento anticipato&lt;br /&gt;obbligatorio. Scoprendo una realtà molto più complessa e delicata di ciò che appare in superficie, visto che il conflitto che&lt;br /&gt;coinvolge 634 ex-lavoratori e le loro famiglie, vede  540 di questi che hanno accettato la proposta di accordo, costruita dalle&lt;br /&gt;autorità locali e dall'Impresa, mentre gli altri, si sono suddivisi in due gruppi, uno che chiede un indennizzo maggiore, ed uno&lt;br /&gt;che viene additato come “separatista”, e che fa di questa rivendicazione, una rivendicazione politica di indipendenza, e non&lt;br /&gt;negozia, vuole il 100% di quanto dovuto.  &lt;br /&gt;Partendo proprio da questo conflitto economico, la rivendicazione degli ex-lavoratori, oggi pensionati, dell'impresa di fosfato,&lt;br /&gt;abbiamo potuto entrare entro al conflitto politico tra Marocco e Popolo Saharawi. Ciò che le autorità marocchine non volevano&lt;br /&gt;che vedessimo o sentissimo, ce lo hanno servito su di un piatto d'argento. &lt;br /&gt;Siamo stati ricevuti dal Governatore della Regione e dal Vice-Sindaco della città di Laayoune, in due incontri separati, con&lt;br /&gt;tanto di giornalisti, consiglieri e televisioni locali. Entrambe i dirigenti sono saharaui, indigeni come si auto-definiscono, con&lt;br /&gt;matricola di identificazione della colonia spagnola, ripetuto con ostentazione per dare maggiore forza e legittimità alle loro&lt;br /&gt;parole e ed alla loro posizione. Entrambe, con toni diversi, molto formale e autoritario il Governatore, più dialogante e politico il&lt;br /&gt;Vice-Sindaco,  ex-sottosegretario  alla  Cooperazione  Internazionale  del  Governo  nazionale,  più  abituato  a  trattare  con&lt;br /&gt;delegazioni straniere, hanno ribadito l'attenzione delle istituzioni per la soluzione del conflitto  tra gli ex-lavoratori e l'impresa&lt;br /&gt;FOSBUCRAA,  segnalando che l'accordo è vicino e che solamente un piccolo gruppo di  ex-lavoratori   “manipolati  da una&lt;br /&gt;persona per  motivi  politici”  (nota:  sarebbe il  sindacato no riconosciuto CSTS)  non è al  tavolo del  negoziato,  portando&lt;br /&gt;rivendicazioni politiche e non sindacali. Abbiamo potuto così ascoltare la posizione ufficiale, tutta tesa a dimostrare che la&lt;br /&gt;maggioranza della popolazione saharaui  è integrata e riconosce gli  sforzi  e l'impegno del  governo marocchino nel  campo&lt;br /&gt;sociale ed economico, e che solamente una minoranza, manipolata e controllata dall'esterno, rivendica il “separatismo”. Le&lt;br /&gt;stesse autorità incontrate si sono dichiarate appartenenti alla comunità saharaui, autoctoni ed indigeni saharaui ma integrati&lt;br /&gt;nel Regno del Marocco. Ci hanno informati dell'esistenza e del ruolo del Consiglio Reale di Coordinamento per le Questioni&lt;br /&gt;Saharaui  (CORCAS),  composto da tutta la comunità saharaui,  sia governativa che di  società civile,  nel  cui  seno è stata&lt;br /&gt;elaborata la proposta di “una ampia autonomia territoriale dei territori occupati saharaui” presentata formalmente dal Marocco&lt;br /&gt;alle Nazioni Unite, affermando che questa è l'unica proposta percorribile e concreta per il popolo saharaui. Rispondendo alle&lt;br /&gt;nostre domande di  rispettare le decisioni  delle N.U.,  di  dar  corso al  referendum che questo non è possibile per  stessa&lt;br /&gt;ammissione della missione delle N.U. (MINURSO), per l'impossibilità di definire il corpo elettorale chiamato ad esprimersi. &lt;br /&gt;Abbiamo  incontrato,  su  iniziativa  delle  autorità  e  del  prezioso  lavoro  dei  servizi  che  ci  hanno  accompagnato  in  ogni&lt;br /&gt;spostamento e ben informati della nostra agenda di lavoro,  una donna saharaui, indicataci da uno “sconosciuto” ma quanto&lt;br /&gt;interessato figuro che fermatoci di sera, nella hall dell'Hotel, ci ha consigliato di fissare un incontro, per il giorno successivo,&lt;br /&gt;“..... prima della vostra partenza.... “, con questa signora “ …..... molto importante che vi vuole parlate e che sarà molto utile&lt;br /&gt;Pagina 2per la vostra missione..... ”. Incontro fissato e quindi, alle otto e trenta, del mattino seguente, la signora era ad attenderci nella&lt;br /&gt;hall, per farci conoscere la sua storia attraverso il racconto del dramma familiare. Una famiglia saharaui divisa, una parte nei&lt;br /&gt;campi a Tinduf, per seguire il sogno della propria nazione, ed una parte rimasta a Layoune, sotto la repressione marocchina,&lt;br /&gt;fino a quando, chi rientra a Layoune dai campi di Tinduf, racconta le violazioni dei diritti umani subite, il carcere,la tortura, ed&lt;br /&gt;una vita oramai rovinata. Mentre, chi è rimasto, dopo aver subito un periodo di repressione e di galera, oggi, con la nuova&lt;br /&gt;politica, vive bene, godendo dei servizi e dell'assistenza del governo, i figli vanno a scuola, e nessuno vive discriminazioni&lt;br /&gt;alcuna. &lt;br /&gt;Con  la  stessa  modalità,  abbiamo  incontrato  una  delegazione  di  ex-lavoratori  della  impresa  del  fosfato,  anch'essi  su&lt;br /&gt;indicazione delle autorità locali, hanno voluto far conoscere la loro versione dei fatti, riaffermando quanto già ascoltato dalle&lt;br /&gt;autorità marocchine; che siamo vicini all'accordo finale, che questa è l'unica proposta possibile ed utile per recuperare una&lt;br /&gt;parte di quanto gli spetterebbe, che dopo tanti anni è meglio questo accordo che niente, per lo meno recuperano un poco di&lt;br /&gt;denaro e,  soprattutto,  un posto di  lavoro per  un loro figlio,  e che loro non si  occupano di  politica,  la loro è una sola ed&lt;br /&gt;esclusiva rivendicazione economica, mentre gli altri (il gruppo dei 30, che fanno capo al CSTS) si sono isolati perché hanno&lt;br /&gt;introdotto rivendicazioni politiche “separatiste”.  Al nostro tentativo di provare a riflettere insieme se dietro il diritto individuale in&lt;br /&gt;quanto lavoratori non ci fosse anche il diritto collettivo  sui profitti derivanti dall'estrazione delle risorse naturali, il fosfato in&lt;br /&gt;questo caso, nel territorio dell'ex-sahara spagnolo, in base al diritto internazionale ed alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza&lt;br /&gt;delle Nazioni  Unite,  non possono beneficiare lo “stato occupante”  in quanto oggetto di  un contenzioso tra due popoli,&lt;br /&gt;riconosciuto internazionalmente, quindi, diritto individuale e diritto collettivo si intrecciano e diventano difficilmente divisibili e&lt;br /&gt;risolvibili senza un reciproco condizionamento. La reazione è stata netta e ripetitiva “.. noi no ci occupiamo di politica, noi&lt;br /&gt;siamo marocchini,  le altre questioni  non ci  interessano.”.  Chiaro,  risposta giusta al  posto giusto,  “lesson learned”,  che&lt;br /&gt;sicuramente avranno apprezzato anche gli agenti in borghese appartatisi nel retro della sala. &lt;br /&gt;Impressioni&lt;br /&gt;Le impressioni che portiamo via, da questa breve visita, sono quelle di un contesto sociale in cui le istituzioni conquistano il&lt;br /&gt;consenso alla propria causa con l'intimidazione ed il ricatto e non con il libero confronto. La cooptazione dei saharaui alla&lt;br /&gt;posizione marocchina oggi sembra passare più per una strategia di distribuzione di benefici e privilegi, piuttosto che con atti&lt;br /&gt;palesemente violenti,  e repressivi,  difficilmente gestibili  a livello internazionale.  Meglio offrire benefici  individuali  e una via&lt;br /&gt;d'uscita ai problemi  del quotidiano, a condizione di  rinunciare alle rivendicazioni indipendentiste. Concessioni condizionate&lt;br /&gt;all'adesione ad un progetto politico che possiamo sintetizzare nella proposta di  autonomia territoriale,  nella versione più&lt;br /&gt;avanzata ed ottimista, negazione del diritto di autodeterminazione, come consacrato dal diritto internazionale proprio a seguito&lt;br /&gt;del  processo  di  de-colonizzazione  degli  anni  '60  del  secolo  scorso,  da  cui  deriva  direttamente  questo  conflitto.  Diritto&lt;br /&gt;considerato come diritto non derogabile, appartenente a quel nucleo ristretto di diritti umani esigibili sempre e dovunque per&lt;br /&gt;ogni essere umano, senza discriminazione alcuna che non può essere compresso ed eliminato con decisioni unilaterali, di&lt;br /&gt;forza e di prepotenza da una delle parti in causa, pur essendo smisuratamente la più forte. &lt;br /&gt;La storia moderna ci insegna che solamente tramite il ricorso al diritto internazionale ed al suo rispetto, è possibile risolvere i&lt;br /&gt;conflitti  tra popoli  e nazioni,  ricostruire un quadro politico dove la giustizia ed il  riconoscimento dell'altro,  permettono il&lt;br /&gt;processo di  riconciliazione,  di  convivenza ,  di  reciproca sicurezza e quindi,  di  pace e di  sviluppo.  Altre strade possono&lt;br /&gt;sembrare facili ma poi  risultano impossibili, producendo situazioni instabili e di  permanente militarizzazione. Agire dentro il&lt;br /&gt;quadro della legalità e del  diritto internazionale,  costruendo le condizioni  affinché siano donne ed gli  uomini,  in libertà,&lt;br /&gt;Pagina 3possano scegliere come vivere il proprio futuro, è una conquista di tutti a cui ognuno di noi, ogni persona di questo pianeta,&lt;br /&gt;non può rinunciare, per non perdere parte della propria libertà.&lt;br /&gt;La strategia marocchina&lt;br /&gt;Anche in questa vicenda la questione demografica gioca un ruolo fondamentale nella soluzione del conflitto. Dal passaggio&lt;br /&gt;dell'amministrazione coloniale spagnola all'amministrazione marocchina, si è assistito ad una politica di nuova colonizzazione&lt;br /&gt;ed insediamenti di popolazione dal nord del paese nella regione sahariana degli ex-territori spagnoli, con la precisa intenzione&lt;br /&gt;di  modificarne gli  equilibri  demografici  a favore di  abitanti aharaui.  Questa strategia è ben riflessa nella vicenda dell'unica&lt;br /&gt;grande azienda della regione,  la FOSBOCRAA,  dove gli  operai  sono passati  da un quasi  100% di  indigeni  (saharaui)&lt;br /&gt;all'attuale 18%. &lt;br /&gt;L'accesso ai  servizi,  all'istruzione ed al  lavoro,  sembrano essere chiaramente essere delle opportunità che si  aprono o si&lt;br /&gt;chiudono a seconda dell'accettazione o meno da parte della persona o della famiglia saharaui  nei  confronti  dell'autorità&lt;br /&gt;marocchina. Dimostrando così che chi non accetta la sovranità del Regno del Marocco, considerata legittima ed originaria,&lt;br /&gt;come affermato dal Governatore (saharaui) della regione, non ha educazione, ha più difficoltà di trovare un lavoro e se lo trova&lt;br /&gt;è di basso livello e poco remunerato, viene considerato persona pericolosa. Un atteggiamento che fino alla fine degli anni '90&lt;br /&gt;era affrontato dal regime con metodi repressivi e violenti, mentre, con l'avvento di Mohammed VI, succeduto nel  1999 ad&lt;br /&gt;Hassan II, le testimonianze raccolte, da entrambe le parti, affermano che la strategia è cambiata, meno “bastone e più carota”,&lt;br /&gt;ma senza cambiare l'obiettivo,  anzi  agendo con maggiore determinazione e cinismo. Un sistema ed un ambiente dove le&lt;br /&gt;violazioni dei diritti umani, individuali e collettivi, sono quotidiani e sistematici, tesi a distruggere quella che potremmo definire,&lt;br /&gt;non impropriamente, la resistenza civile del popolo saharaui, lavorando sul fattore tempo, sulla emarginazione, sulla riduzione&lt;br /&gt;delle libertà di espressione, sulla discriminazione nei luoghi di lavoro, obbligando le persone a manifestare pena la perdita del&lt;br /&gt;posto di lavoro o altre forme di ricatti e di ulteriori vendette.  &lt;br /&gt;Le stesse testimonianze che ci sono state fornite dalle istituzioni locali, recitavano un copione scritto da altri, forse il prezzo da&lt;br /&gt;pagare per mantenere quanto ricevuto, un dramma nel dramma stesso, rompendo in modo profondo i legami e le relazioni&lt;br /&gt;all'interno della comunità e delle famiglie saharaui. &lt;br /&gt; L'enorme dispiegamento militare nella città e nella regione è un'altra componente della strategia di deterrenza e di controllo&lt;br /&gt;della popolazione, raggiungendo una relazione tra militari e popolazione indigena, quasi di rapporto di 1:1, sottolineando la&lt;br /&gt;difficoltà di avere dati attendibili e verificabili, visto che le parti in causa denunciano cifre diverse e non verificabili, visto che la&lt;br /&gt;terza parte presente sul campo, la Missione ONU, si sottrae a rilasciare informazioni e dati che invece sarebbero utili, come&lt;br /&gt;avviene con l'ufficio OCHA delle Nazioni Unite, in altri contesti, come la vicina Palestina.    &lt;br /&gt;Diritti individuali e diritti collettivi&lt;br /&gt;Le testimonianze raccolte dai lavoratori dell'azienda di fosfato (FOSBUCRAA) denunciano le gravi discriminazioni su base&lt;br /&gt;etnica; i lavoratori saharaui vengono destinati ai lavori più pesanti, mentre quelli marocchini, in maggior parte provenienti dalla&lt;br /&gt;regione nord del paese, ricevono mansioni più leggere.&lt;br /&gt;Nella fabbrica ci sono attualmente circa 2.400 lavoratori, di cui circa 400 sono saharaui. &lt;br /&gt;Nel corso degli anni, dal 1976 ad oggi, si è passati da una stragrande maggioranza di lavoratori saharaui, ad una percentuale&lt;br /&gt;minima  del  18%.  Una  strategia  chiaramente  di  sostituzione  della  mano  d'opera  locale,  saharaui,  con  quella  esterna,&lt;br /&gt;marocchina, per dimostrare che la regione è occupata non più solamente dai saharaui ma da popolazione marocchina.&lt;br /&gt;Pagina 4I lavoratori saharaui non possono organizzarsi in modo libero,  con un proprio sindacato, e sono quindi costretti ad iscriversi ai&lt;br /&gt;sindacati marocchini se vogliono avere una rappresentanza ed una tutela sindacale. &lt;br /&gt;Queste denunce sono state in parte smentite dalle autorità locali che sostengono che non esistono più discriminazioni tra i&lt;br /&gt;lavoratori, ne per gli inquadramenti, la carriera, le mansioni ed i salari, cosa che può essere accaduta nel passato ma non più&lt;br /&gt;oggi giorno. Mente, invece, hanno confermato che l'organizzazione sindacale è riconosciuta solamente a livello nazionale e&lt;br /&gt;non è prevista per legge il riconoscimento di sindacati territoriali o d'impresa, per cui i lavoratori saharaui se vogliono possono&lt;br /&gt;aderire ai sindacati nazionali. Cosa che di fatto avviene, come ci è stato riportato dagli stessi lavoratori, ma non per libera&lt;br /&gt;scelta, per costrizione.&lt;br /&gt;Cosa possiamo fare ?&lt;br /&gt;La nostra azione dovrebbe caratterizzarsi  su due ambiti  tra di  loro coordinati  e coerenti;  quello della solidarietà e della&lt;br /&gt;cooperazione e quello della denuncia e rivendicazione politica, a partire dal diritto di auto-determinazione del popolo saharaui,&lt;br /&gt;al rispetto dei trattati, delle convenzioni e delle risoluzioni sottoscritte in sede Nazioni Unite, OIL e Unione Europea. &lt;br /&gt;La solidarietà e la cooperazione è già ben impostata e seguita dalla rete di Progetto Sviluppo, con importanti azioni a favore&lt;br /&gt;della popolazione residente nei campi di Tinduf, sostenendo progetti di formazione professionale rivolti a giovani e donne.&lt;br /&gt;Assistenza Giuridica a distanza&lt;br /&gt;Una ulteriore azione di  cooperazione potrebbe essere attivata a favore della popolazione saharaui  residente nei&lt;br /&gt;territori occupati, organizzando un sistema di assistenza e di consulenza giuridica a distanza per dare risposte ai&lt;br /&gt;contenziosi derivanti dal passaggio dall'amministrazione spagnola quella marocchina, in temi di diritti pensionistici,&lt;br /&gt;indennità per prestazioni  lavorative,  o quant'altro venga sollevato dalla popolazione residente che non ha alcuna&lt;br /&gt;assistenza o istanza a cui rivolgersi.&lt;br /&gt;Questa azione potrebbe essere assunta in forma consortile dai sindacati che hanno partecipato alla missione per&lt;br /&gt;essere trasformata in progetto e quindi essere sottoposta al co-finanziamento della UE (Linea EIDHR) e coordinarsi&lt;br /&gt;con il lavoro del Dipartimento Diritti Umani della CSI. &lt;br /&gt;Sul versante politico le azioni principali da promuovere e sostenere sono:&lt;br /&gt;• l'ampliamento del mandato della missione ONU per il monitoraggio dei diritti umani;&lt;br /&gt;• la richiesta di una commissione indipendente che verifichi quanto è accaduto nel Campo di Gdeim Izik tra ottobre e&lt;br /&gt;l'8 di novembre, la identificazione degli arrestati e le condizioni degli stessi;&lt;br /&gt;• il richiamo al rispetto del diritto internazionale da parte del regno del Marocco; vedi,&lt;br /&gt;• . divieto di sfruttamento di risorse naturali, compresa la pesca, da parte delle potenze occupanti,&lt;br /&gt;dai  territori  occupati,  e come prevedono le Convenzioni  Internazionali  a partire dalla  Convenzione di&lt;br /&gt;Ginevra ;&lt;br /&gt;• proibizione  di  costruzione  di  infrastrutture  civili  e  modifiche  strutturali  nei  territori  considerati&lt;br /&gt;occupati, sulla base delle risoluzioni del C.di S. dellea Nazioni Unite;&lt;br /&gt;• il richiamo al rispetto della Convenzione Europea sui Diritti Umani (CEDU) da parte della UE nell'intraprendere e/o&lt;br /&gt;confermare accordi commerciali e/o di altra natura on il Regno del Marocco;  vedi;&lt;br /&gt;Pagina 5• Art. 2 dell'Accordo di Associazione, o clausola per il rispetto dei Diritti Umani;&lt;br /&gt;• accordo  commerciale  sulla  Pesca  nel  mare  corrispondente  ai  territori  contesi  dell'ex-colonia&lt;br /&gt;spagnola o Sahara Occidentale;    &lt;br /&gt;• il richiamo alla CSI per un'azione di denuncia delle violazioni dei diritti fondamentali del lavoro, in sede OIL, avendo&lt;br /&gt;il Marocco sottoscritto le più importanti Convenzioni sul lavoro; vedi;&lt;br /&gt;• libertà di associazione;&lt;br /&gt;• discriminazione per appartenenza etnica;&lt;br /&gt;• Dare continuità al percorso avviato nel 2005 con la Conferenza Sindacale tenutasi a Roma, in CGIL,  che ha visto&lt;br /&gt;la partecipazione dei sindacati europei, saharaui e marocchini, per promuovere il dialogo e punti di convergenza,&lt;br /&gt;interessi comuni, tra le parti in conflitto; azione indispensabile per la costruzione di condizioni di risoluzione pacifica&lt;br /&gt;del conflitto e per mettere le basi per una futura convivenza, nel rispetto dei diritti individuali e collettivi, e delle&lt;br /&gt;aspirazione delle due parti; &lt;br /&gt;• Rafforzare la collaborazione con le organizzazioni sindacali marocchine e della regione del Nord Africa e del Medio&lt;br /&gt;Oriente, per sostenere i processi di democratizzazione, di conoscenza e di insediamento dei diritti umani, della&lt;br /&gt;diffusione della cultura dei diritti fondamentali del lavoro, delle libertà individuali e della democrazia nelle diverse&lt;br /&gt;forme politico-sociali che ogni società esprime per storia e cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 27 gennaio 2011&lt;br /&gt;Sergio Bassoli&lt;br /&gt;Dipartimento Internazionale&lt;br /&gt;CGIL&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6565174065313228682?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6565174065313228682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6565174065313228682&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6565174065313228682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6565174065313228682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/02/missione-delegazione-sindacale-laayoune.html' title='Missione Delegazione Sindacale a Laayoune  (territori saharaui occupati)'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUgtBiiKLBI/AAAAAAAADrA/tJe24zDUQe0/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1771700844658137700</id><published>2011-01-31T18:24:00.002+01:00</published><updated>2011-01-31T19:38:29.788+01:00</updated><title type='text'>NOTIZIARIO SAHARAWI 2011 by saharawi.omar</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUcBhNF4JzI/AAAAAAAADq0/wUcz75Mf63I/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 274px; height: 184px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUcBhNF4JzI/AAAAAAAADq0/wUcz75Mf63I/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568421134228530994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gennaio 2011 Anno 1, Numero 1 Notiziario Saharawi&lt;br /&gt;        Sommario&lt;br /&gt;• Il Presidente Abdelaziz&lt;br /&gt;lancia una proposta.&lt;br /&gt;pag. 1&lt;br /&gt;• Conferenza d’Algeri.&lt;br /&gt;pag. 1&lt;br /&gt;• Protesta degli avvocati&lt;br /&gt;difensori dei Saharawi.&lt;br /&gt;pag. 2&lt;br /&gt;• Diario di una violenza&lt;br /&gt;quotidiana.&lt;br /&gt;pag. 2,3&lt;br /&gt;• Nuovi documenti su&lt;br /&gt;Gdeim Izik.&lt;br /&gt;pag. 4&lt;br /&gt;• Accuse sempre più dure&lt;br /&gt;alla Spagna.&lt;br /&gt;pag.4,5&lt;br /&gt;• Il Marocco ammette&lt;br /&gt;delle responsabilità.&lt;br /&gt;pag. 5&lt;br /&gt;• Da Wikileaks accuse a&lt;br /&gt;Spagna e Marocco.&lt;br /&gt;pag.5&lt;br /&gt;• L’Europa distoglie ancora&lt;br /&gt;lo sguardo. pag.6&lt;br /&gt;• Risposta all’Interrogazione.&lt;br /&gt;pag 6&lt;br /&gt;• Brevi. pag 6&lt;br /&gt;• Hanno detto… pag 7&lt;br /&gt;Redatto da&lt;br /&gt;Gianfranco Brusasco&lt;br /&gt;Impaginazione/grafica&lt;br /&gt;Giovanna A. Stasi&lt;br /&gt;Numero chiuso il:&lt;br /&gt;25.01.2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente della RASD Mohamed Abdelaziz, in una serie di interviste e dichiarazioni alla fine del 2010, a 50 anni dalla dichiarazione ONU che ne sanciva l’indipendenza, nel quadro della fine del colonialismo, e a 35 anni dalla proclamazione della RASD ed a 20 dal cessate il fuoco, che doveva preludere&lt;br /&gt;al referendum per l’autodeterminazione, il Marocco fa capire di considerare questa ipotesi, voluta e confermata da decine di Risoluzioni ONU, ormai irrealizzabile,sostituendola con quello della ‘autonomia regionale’, viceversa respinta dal Polisario, dai Paesi vicini, quali Algeria e Mauritania, dalla maggioranza dei Paesi dell’Africa (di cui la RASD fa parte) e da un numero crescente di Paesi di tutto il mondo. Abdelaziz ricorda innanzitutto che la Risoluzione ONU 1514, che proclamava la fine del colonialismo ed il diritto di tutti i popoli all’indipendenza, è stata la premessa per l’indipendenza e sovranità di decine di popoli, ma non del suo. Le celebrazioni di questo anniversario ad Algeri, sono l’occasione per rimettere la questione saharawi al centro dell’attenzione internazionale. Dal 2007 si svolgono i colloqui Polisario - Marocco, voluti dall’ONU. Mentre Rabat non considera più l’opzione Referendum, noi abbiamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Presidente Abdelaziz lancia una nuova proposta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo disposti ad un’ulteriore concessione: se serve per arrivare alla pace,&lt;br /&gt;congeliamo la RASD.dichiarato di accettare di includere quella dell’autonomia tra le proposte da sottoporre a referendum. Ma ora siamo disposti ad un’ulteriore concessione: se serve per arrivare alla pace, siamo disposti a congelare la RASD e metterla tra parentesi. Contemporaneamente il Marocco dovrebbe rinunciare alla pretesa di esercitare l’autorità sul Sahara Occidentale. Il popolo deve poter scegliere il suo futuro: se vince l’indipendenza siamo pronti a discutere di tutto: questione economica, strategica e di sicurezza. Il Marocco ha attaccato il campo di Gdeim Izik otto ore prima (col cambio di fuso orario) dei colloqui a New York e noi abbiamo valutato che sia stato calcolato apposta per spingerci ad abbandonare ed accusarci di averlo fatto. Era unatrappola e l’abbiamo sventata. La gente, oggi,hapoca fiducia nell’ONU, che non protesta neppure, mentre Rabat dice che il Referendum non si farà. La MINURSO è stanziata a 12 Km dal luogo del massacro e non ha fatto nulla per fermarlo, né dopo per indagare. Si pensa che l’ONU sia complice del Marocco. Il popolo saharawi si deve difendere, difendere le proprie donne ed i propri diritti. L’ONU deve sentire la pressione del popolo&lt;br /&gt;saharawi. In 30.000 sono fuggiti nel deserto per sottrarsi alle repressioni, vivendoci fino allo sgombero forzato. Il Marocco è in malafede, altrimenti accetterebbe la commissione d’inchiesta internazionale. La Conferenza di Algeri: il&lt;br /&gt;Sahara al centro L’Algeria ha invitato delegazioni da tutto il mondo a celebrare i 50 anni della Risoluzione 1514 che nel 1960, ha proclamato il diritto di tutti i popoli all’autodeterminazione, mettendo fine al colonialismo. Molti presenti erano capi di Stato e di Governo, protagonisti della lotta per la liberazione ed i loro figli (Kaunda, Nguyen Thi Binh, Lumumba, Jean Ping, ecc.). Il centro della Conferenza non poteva non essere l’unico caso non risolto, quello del Sahara, assieme a quello&lt;br /&gt;della Palestina. Significativamente il documento finale accomuna i due casi; è stato approvato tra gli altri, dal Presidente della Commissione dell’Unione Africana e dal Segretario Generale della Lega Araba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notiziario Saharawi Pagina 2 di 7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 31dicembre ultimo scorso, gli avvocati difensori dei sette militati dei diritti umani del cosiddetto gruppo di Casablanca emettevano un comunicato per affermare che, visto il clima in cui si erano svolte le prime tre sedute del processo, in un ambiente carico di tensione e sotto presidio militare della stessa aula, con palesi tentativi di escludere osservatori internazionali, in un quadro che mette in dubbio il diritto alla difesa, attentando al prestigio della Corte stessa e di una giusta difesa, con esplicite minacce anche all’integrità fisica dei difensori, degli accusati e delle loro famiglie, nonché degli osservatori, si vedevano costretti a rinunciare alla difesa stessa. I difensori sollecitano il Ministro della Giustizia ed il Presidente dell’Associazione marocchina degli Avvocati per il ripristino Gli avvocati difensori dei « sette di Casablanca» abbandonano per protesta : « impedita la difesa » delle condizioni necessarie alla celebrazione del processo, nelle seduta prevista per il 7 gennaio, quando, però, la Corte disponeva un nuovo rinvio, data la mancata conferma del ricevimento della convocazioe da parte dei quattro a piede libero. Tra gli elementi di turbamento del clima, la difesa segnala la richiesta di iscrizione come parti civili di associazioni cuturali, sportive, ecc. marocchine, che sostengono che le loro attività sarebbero a rischio a causa dell’attivismo saharawi. Nel frattempo un decreto del Tribunale aveva respinto la&lt;br /&gt;richiesta di libertà provvisoria per i soli tre del gruppo, ancora in carcere, dal momento dell’arresto, nell’ ottobre del 2010. La sola donna del gruppo era stata messa in libertà provvisoria a gennaio per ragioni di salute, altri tre, a maggio erano stati assegnati agli arresti domiciliari. Poi, come detto sopra, nella seduta del 7 gennaio, la stessa Corte decideva un nuovo rinvio per esaminare le richieste della difesa sulla situazione ambientale. Riconvocata la seduta, ancora una volta la Corte rinviava di una settimana il processo. Successivamente viene confermato che la sentenza sarà emessa entro la fine del mese di gennaio. A El Aayun, intanto, un altro&lt;br /&gt;processo a imputati saharawi ha avuto luogo senza l’assistenza dei difensori di fiducia, che denunciano la violazione dei diritti della difesa, a causa del fermo e poi dell’espulsione di due avvocatesse spagnole giunte, per fare da osservatrici. Tra le due espulse si trovava la ben nota Ines Miranda. Diario di una ordinaria violenza quotidiana Misteriosa morte a El Aayun Le azioni repressive, provocatorie, intimidatorie e violente sono un fatto pressoché quotidiano nei Territori Occupati. Le notizie, spesso incomplete, si susseguono pressoché giornalmente e non vale la pena di darne le date esatte, anche perché a volte i particolari seguono in giorni successivi. Quasi tutta la documentazione su arresti, detenzioni, processi, maltrattamenti risale al Collettivo dei Difensori dei Diritti Umani, che vaglia ogni denuncia e segnalazione, -19 saharawi detenuti nel carcere di Salé, in attesa di processo presso il Tribunale militare, mostrano a due avvocati del Collegio di Agadir, i segni delle torture,cui sono sottoposti, denunciando le sistematiche violazioni dei loro diritti. A seguito della denuncia, l’intero gruppo é sottoposto a isolamento. -Un giovane viene arrestato e deferito a giudizio per i fatti di Gdeim Izik, ma senza accuse specifiche. La sorella, che cercava notizie al Commissariato di Bourjador, viene  fermata ed interrogata per varie ore, senza alcuna garanzia legale; - Altri 8 Saharawi, interrogati da Giudici istruttori per le stesse accuse, solo dopo 60 giorni di prigione. Uno degli otto, un uomo di 34 anni, denuncia a sua volta, di essere stato picchiato da quattro carcerieri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ancora sei arresti all’inizio di gennaio, due mesi dopo i fatti e altrettanti nelle Feste di fine Anno. Il numero delle liberazioni, continua ad essere inferiori alle nuove catture. - Sei donne detenute nella prigione nera di El Aayun, aggredite da prigioniere marocchine, aizzate dalla stessa direzione del carcere, che, poi, infligge alle Saharawi l’isolamento totale, anche telefonico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Segue a pag. 3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Notiziario Pagina 3 di 7 Saharawi&lt;br /&gt;continua da pag. 2 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Una ragazza, arrestata al ritorno dal Festival della Gioventù in Sud Africa, due accompagnatici picchiate dalla polizia di confine. -Tre Saharawi, già inquisiti una prima volta, poi scarcerati, vengono nuovamente presi all’uscita di una caffetteria, senza che la polizia voglia confermare la notizia, raccolta tra i testimoni oculari. -Quattro detenuti saharawi sono nell’ospedale militare, senza ricevere alcuna cura per le ferite inflitte loro a El Aayun, ma anzi sono tenuti incatenati alle brande, in attesa del rinvio a giudizio. -A fine novembre, in varie località dei Territori Occupati, si svolgono veri e propri raid coordinati di militari e coloni marocchini contro istituti Trentadue giovani saharawi sono riusciti ad attraversare, la notte dell’Epifania, il braccio di mare che separa le coste del Sahara Occidentale occupato dai Marocchini e giungere, dopo una traversata di 17 ore, nell’isola Canaria di Fuerteventura, su un barcone di piccola stazza. Tutti hanno dichiarato Tentativi di mettersi in salvo culturali e scolastici saharawi, con parecchi feriti tra i presenti, devastazioni di locali, distruzione di materiali didattici. Molti studenti costretti a rifugiarsi a casa, per salvarsi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-L’episodio più grave rigurda l’uccisione di un giovane saharawi, per colpi d’arma da fuoco, mentre gli venivano controllati i documenti da una pattuglia, appena uscito da un cybercafé ad El Aayun, alle 2 di notte. La polizia parla di un colpo accidentale, su cui non fornisce spiegazioni, ma fonti Saharawi affermano che i colpi sono stati due. A Gdeim Izik solo una sorella, ora latitante, era stata attiva nella protesta. Il giovane ucciso aveva 26 anni, una laurea in economia, ma non un passato da militante. Egli, colpito alla testa, é deceduto dopo alcune ore in ospedale. -Il Ministero degli Esteri del Governo di Rabat emette una dichiarazione che, in modo esplicito, non esclude l’uso della forza, né quello della tortura, nei confronti « di chi attenta agli interessi superiori del Paese, in una situazione in cui vige lo stato di guerra ». -Un attivista assediato in casa a Dakhla, da forze speciali, mentre riceve due osservatori stranieri : tolta la luce per impedire riprese e registrazione. -Iniziano processi per i fatti di Gdeim Izik, dopo due mesi di istruttoria, contro due gruppi di 10 e di 8 attivisti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Nuovo arresto nella città di Boujdour, mentre il noto attivista Hasanna Aalla è liberato, dopo 10 ore di interrogatorio. l’intenzione di chiedere asilo politico. Più di metà dei profughi erano reduci dallo smantellato Campo di Gdeim Izik. Un secondo battello, é stato intercettato e messo in salvo dalla Guardia Civile spagnola. A bordo vi erano 29 persone, di cui 23 si dichiaravano minorenni appartenenti alle"Un giovane ucciso a colpi d’arma da fuoco all’uscita di un cybercafè”. varie tribù saharawi, cosa che si sta cercando di appurare. Forse in seguito a questi episodi, una nave pattuglia marocchina blocca per ore un racer della regata internazionale Barcelona World Race Altre provocazioni marocchine Monta una polemica, come al solito provocata dal Marocco, che sostiene il ritrovamento di armi in quella che Rabat chiama « zona tampone », ma che é, in realtà, parte dei Territori liberati dalle FFAA saharawi, e dove, da allora, nessun militare marocchino può penetrare. E’ un nuovo miserrimo tentativo di collegare la lotta del popolo saharawi a fenomeni di terrorismo internazionale, che sono, da sempre, respinti dalle autorità e dal popolo saharawi, mentre , al contrario, sono radicati proprio nel Regno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La RASD ricorda anche che, in virtù degli Accordi per il cessate il fuoco, l’area suddetta é sottoposta al controllo degli osservatori internazionali della Missione ONU della MINURSO, per cui nessuna attività sospetta può avervi luogo, senza che questa sia segnalata e verificata sul terreno. Perciò occorre che cessino le provocazioni marocchine, sempre smentite dai fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Notiziario Saharawi Pagina 4 di 7&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuano prese di posizione, produzione di documentazione e testimonianze sugli avvenimenti dell’ inizio di novembre u.s . nel Campo di Gdeim Izik e nella città di El Aayun. Amnesty International sembra prendere per buona la ricostruzione ufficiale marocchina, per cui le vittime sarebbero 13, di cui 11 tra le forze dell’ordine ed appena due tra i dimostranti, basata anche su documentazione fotografica, subito dimostrata falsa dai numerosi fotografi presenti in loco e che hanno vagliato a fondo tutte le circostanze e le denuncie dei testimoni. Strana questa accettazione, da parte di Amnesty, che, comunque,ammette oltre 200 arrestati, di cui almeno 130 già rinviati a giudizio, con segni di torture e violenze varie. In sostanza Amnesty elenca le violenze, ma non le mette sotto esame, al contrario di quanto fanno,separatamente, Human Rights Watch, una missione di Rappresentanti spagnoli delle Canarie (però espulsa quasi subito), una di Trinity’ Eyes. Intanto, alcune ONG Basche presentano alla Camera di Istruzione del Tribunale di Madrid, querela contro oltre 10 ufficiali marocchini, in posizione di Comando nell’Esercito e nella Gendar- Nuove prese di posizione e documentazioni sull’attacco a Gdeim Izik Settantatre docenti di diritto internazionale di 32 Università spagnole, coordinati dai prof. J.S. Liceras e J.M. Ortega Tirol, hanno prodotto un nuovo studio, dopo l’attacco al Campo di Gdneim Izik, documentando ulteriormente le gravi violazioni dei diritti umani e di quello internazionale, da parte del Marocco,ma anche le responsabilità della Spagna, che non fa Accuse sempre più dure alla Spagna Un nuovo studio di giuristi " Presentata un’accusa contro 10 alti ufficiali marocchini per i fatti di Gdeim Izik”. " Se non si condanna la violazione di un diritto,ciò equivale ad approvarne la violazione." meria, per « delitto continuato di tortura e genocidio, secondo un piano continuato per giungere allo sterminio di tutto il popolo saharawi ». Il Gruppo Parlamentare Die Linke del Bunestag tedesco chiede una inchiesta internazionale sui fatti dell’8 novembre. Il Tribunale internazionale dell’Infanzia colpita dalla guerra e dalla povertà (sezione del Tribunale internazionale contro i crimini di lesa umanità e genocidio), condanna il Marocco ed il suo Esercito per sterminio, a causa dell’azione esercitata contro il Popolo saharawi. Al contrario, continuano i riconoscimenti internazionali ad esponenti della lotta del Popolo Saharawi. Il Messico conferisce l’ennesimo premio ad Aminatou Haidar, il Caballo de Troya de Guacales, nel giorno della celebrazione della Donna Rivoluzionaria, conferito dalle quasi 400 veterane superstiti della Rivoluzione Messicana. Il quotato supplemento de El Pais semanal, di solito attento a non provocare problemi al Governo Zapatero, nell’ultimo numero dell’anno scorso, inserisce tra le 100 personalità mondiali del 2010, l’ avvocato Ines Miranda, difensore in prima linea della causa saharawi e di Aminatou Haidar, in particolare. La Miranda viene chiamata « l’anima del deserto ». L’Associazione Spagnola per i Diritti Umani ha assegnato il Premio per l’anno 2010 ai Sette Militanti del Cosiddetto Gruppo di Casablanca. I viaggi attraverso il muro, per permettere alla famiglie separate di incontrarsi, stanno per riprendere, sotto l’egida del Commissario ONU per i rifugiati ed il controllo della MINURSO. Decine di migliaia erano stati gli scambi realizzati, prima che il Marocco li bloccasse, ma ancor di più sono quelli prenotati. La quarta tornata dei colloqui diretti informali tra rappresentanti del Polisario e del Regno del Marocco, sotto auspici ONU, è calendarizzata presso New York per il 21-22 gennaio. Si profila ancora una posizione ostruzionistica del Marocco, ma la RASD mette in guardia il Consiglio di Sicurezza sui rischi di un fallimento e giudica i colloqui alla vigilia del collasso. Se non finisce la repressione nei territori occupati, i negoziati sono destinati a fallire . nulla per impedirlo, pur mantenendo de iure tale responsabilità, in quanto potenza amministratrice, che non aveva alcun diritto di trasmettere tale onere al Marocco, tanto é vero che neppure la Spagna, né il suo più stretto alleato – Francia - hanno mai riconosciuto, de iure, l’occupazione marocchina, anche se, di fatto, girano la testa dall’altra di fronte ai casi più clamorosi ed ai crimini più gravi. Quanto all’affermazione dei Governi socialisti spagnoli di voler mantenere una posizione di « neutralità attiva », questa, nel campo delle violazioni dei diritti, non esiste : se non si condanna la violazione di un diritto, ciò equivale ad ap poggiare tale violazione. Tanto più che la Risoluzione ONU 1514,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;segue a pag. 5&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Notiziario Pagina 5 di 7 Saharawi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua da pag. 4 ‘Un nuovo studio di giuristi’ Del 1960, su cui si basò gran parte del processo di decolonizzazione, esclude senza ombra di dubbio che la questione del Sahara sia una questione interna marocchina e non una tappa (l’ultima) della decolonizzazione. Alla sua prima vittoria elettorale &lt;br /&gt;Il quotidiano La razon documenta che nei primi sei mesi del 2010, la Spagna ha venduto al Marocco armi per 4 milioni di Euro. Una ONG, basandosi sui dati Ancora armi dalla Spagna al Marocco PSOE affermò che la politica estera sarebbe stata basata sui principi etici, mentre ora sembrano prevalere gli « interessi nazionali ». Ora poi, se è soprattutto il veto francese [in sede C.S. ONU] ad impedire il referendum, UE ed ONU si limitano a «deplorare » a situazione. Al contrario, nessuno potrà accusare il popolo saharawi di non aver esplorato tutte le strade per porre fine, pacificamente, alle sue sofferenze. ufficiali dell’Agenzia Tributaria, rileva anche che, sempre nei primi sei mesi dell’anno scorso, sono raddoppiate le vendite, rispetto al 2009, specie verso Paesi in flagrante sospetto di violazioni umanitarie. Tra gli altri, la denuncia riguarda, oltre al Marocco, Arabia Saudita, Turchia e Thailandia. "Fonti diplomatiche britanniche: ill Marocco  ha avuto una gestione disastrosa di tutta la vicenda di Haminatou, un anno fa. " Il Marocco ammette delle responsabilità Secondo affermazioni di AFAPREDESA nel Governo Marocchino starebbe emergendo una posizione disponibile ad accettare le conclusioni del ‘’Comitato per l’equità e la riconciliazione’’, organismo creato a suo tempo per favorire la democratizzazione del Marocco e la riconciliazione nazionale. Un suo rapporto afferma che su 640 casi di morti per tortura tra il 1958 ed il 1992 ben 352 sono Saharawi, compresi bambini, donne e donne incinte. Per la prima volta una breccia si apre nel muro del silenzio. Il Governo saharawi si augura che analoghe ricerche siano fatte anche per il periodo successivo.&lt;br /&gt;Assalto al PSOE Valenciano La sede principale del Partito Socialista Spagnolo nella città di Valencia, é stata oggetto di una protesta, con una breve occupazione da parte di attivisti saharawi, contro il « genocidio consentito » dal Governo iberico a quello del Marocco, « che assassina, mentre la Spagna lo assiste ». Dopo un minuto di silenzio dinanzi ad un manifestante che, coperto dalla bandiera saharawi simulava di essere stato ucciso, la manifestazione si é sciolta senza incidenti. Durissime accusa al Marocco ed alla Spagna da Wikileaks Decine di pagine di documenti riservati, dei vari Governi e delle fonti diplomatiche, specie del Dipartimento di Stato USA, ora reperiti e resi noti, sono dedicate da Weakileaks anche alla vicenda del Sahara Occidentale. Molte le accuse documentate, con ricchezza di esempi e profondità di analisi, contro il comportamento della giustizia marocchina, ma severe anche le accusecontro esponenti e funzionaridel Governo Zapatero, che avrebbero diretta mentecollaborato con Rabat nella stesura dei progetti per una larga autonomia da concedere al Sahara, ma sotto sovranità marocchina, secondo il cosiddetto « modello della Catalogna ». Anzi, molto peggio, dato che il progetto escludeva addirittura « l ’uso di bandiera e simboli saharawi », che, invece, in Catalogna sono ben visibili! Inoltre il Governo Zapatero avrebbe ripetutamente cercato di escludere il Polisario, per arrivare a trattative dirette Marocco-Algeria, tanto da ricevere l’accusa dal Presidente algerino Bouteflika di disonestà nei confronti dei Saharawi. Il suo equivoco atteggiamento apre continui varchi alle provocazioni marocchine. Dopo la strage di Gdain Izik il Governo di Rabat se ne é uscito con la seguente sparata : dato che Madrid ammette la cittadinanza spagnola dei Saharawi, e che questi, in fondo, sono poco numerosi, potrebbe accoglierli tutti in un insediamento alle Canarie. In particolare, un documento del Dipartimento di Stato USA demolisce punto per punto tutto l’armamentario della propaganda marocchina:la RASD é un Paese aperto e tollerante, non é un prodotto della guerra fredda; il Territorio controllato dal Fronte Polisario é sicuro, in esso non c’é spazio per presenze di gruppi islamisti e terroristi, la lotta é condotta a fondo contro islamisti, trafficanti di armi e di persone. Al contrario la pretesa supremazia delle Forze armate reali marocchine é un falso: sono deboli, impreparate, disorganizzate, inadeguate, una vera e propria tigre di carta. Anche numerosi documenti di origine britannica, resi noti recentemente da Wikileaks, sottolineano che il Marocco avrebbe tenuto una gestione disastrosa di tutta la vicenda Haminatou, un anno prima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pagina 6 di 7 Notiziario &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saharawi L’Europa distoglie ancora lo sguardo La Commissione europea non ci ha messo molto a dimenticare i tragici fatti di Gdain Izik e di El Aayun e la repressione scatenata contro i Saharawi appena due mesi fa, l’8 novembre scorso, prendendo per buone le giustificazioni di Rabat, respinte daOrganismi internazionali ;ONG, il Parlamento Europeo stesso. Ma si sa che molti Governi europei considerano i rapporti con Rabat di importaza strategica per la UE stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così il Marocco si sente spalleggito ed autorizzato a qualsiasi nefandezza. Ecco, quindi, che la Commissione presenta al Parlamento la richiesta di ratificare tre Accordi di carattere commerciale, tra cui la completa liberalizzazioe dell’ingresso&lt;br /&gt;in Europa dei prodotti ortofrutticoli marocchini.&lt;br /&gt;Anche per la pesca, da sempre oggetto di forti critiche, la Commissione vorrebbe la ratifica del nuovo Accordo, con una limitazione non ben chiarita che riguarderebbe l’esclusione dall’Accordo stesso, delle acque atlantiche considerate pertinenza del Sahara Occidentale. Resta da vedere quale sara’ la reazione, a queste proposte, di quel Parlamento che, meno di due mesi fa, si era nettamente pronunciato, quasi all’unanimità, contro la repressione marocchina nelle due localita’ e dove, già si levano molte voci di protesta. Potrà dimostrarsi altrettanto cieco, sordo e smemorato? Il Governo risponde all’interrogazione Motta-Grimoldi Il sottosegretario Mantica ha risposta all’interrogazione presentata dai deputati Motta (PD) e Grimoldi (Lega Nord) sui fatti del Campo di Gdeim Izik.Egli ha burocraticamente ripercorso le tappe del conflitto, limitandosi a ribadire l’appoggio italiano all’azione dell’inviato ONU Ross e alla presenza della MINURSO, felicitandosi per l’accordo che permette la ripresa delle visite alle famiglie dai due lati del muro. Egli ha ribadito ‘’la preoccupazione’’ espressa dal Ministro Frattini e l’auspicio che la ripresa dei colloqui diretti porti ad una soluzione pacifica che scongiuri ulteriori spargimenti di sangue. L’Italia - prosegue Mantica- saluta la decisione del Parlamento Europeo di chiedere un’inchiesta ONU sui fatti. Mantica termina con enerici riferimenti all’aiuto umanitario, mescolando confusamente aiuti del WFP, quelli dell’Italia, sempre più inadeguati e quelli delle ONG italiane. Poi la risposta si dilunga su presunti progressi del Marocco nel campo dei diritti umani. La deputata Carmen Motta esprime delusione per lo scarso coraggio della risposta, tranne che per il riferimento al voto al PE e denuncia una nota dell’Ambasciata marocchina a Roma che accusa l’Algeria di aver manipolato l’informazione della stampa italiana, a scapito dell’amicizia italo-marocchina. La Motta infine auspica un maggiore impegno italiano per il rispetto dei diritti umani nel Sahara occupato e per la realizzazione del Referendum sull’autodeterminazione. " Chiediamo che alla MINURSO sia affidato il controllo del rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale." Brevi Nulla di fatto nei colloqui. Ancora una volta nei colloqui diretti Polisario- Marocco non si è avuto alcun risultato. L’inviato ONU Ross ha detto che le parti hanno continuato a non prendere in conto le proposte altrui. In particolare il Marocco rimane fermo alla proposta dell’autonomia. Il Polisario accusa il Regno di preoccuparsi soprattutto di mantenere il controllo sulle risorse minerarie. Il Presidente Abdelaziz chiede di nuovo che l’ONU verifichi la situazione degli scomparsi dopo i fatti di Gdeim Izik ed El&lt;br /&gt;Aayun. Dichiarazioni di sostegno alla causa del popolo saharawi sono state emesse, dopo i fatti di Gdeim Izik dai partiti italiani Rifondazione Comunista e Sinistra, Ecologia e Libertà. Il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Crowley, riafferma che gli Stati Uniti appoggiano la posizione ONU nella ricerca di una soluzione pacifica nel Sahara occidentale. Iniziati, con la riunione di un’apposita Commissione, i preparativi per la celebrazione del 35° Anniversario della proclamazione della RASD. Le iniziative si svolgeranno in due parti, la prima a Smara, da cui partirà l’11° edizione della SaharaMarathon e la seconda a Tifariti,dove avranno luogo la solenne parata militare e le iniziative culturali. Il Polisario saluta la vittoria nel Referendum nel Sudan meridionale ‘’degli ideali di democrazia, giustizia e pace e lo scacco delle proposte contrarie alla volontà dei popoli’’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Notiziario Pagina 7 di 7 Saharawi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Hanno detto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1975 i bambini Saharawi vivono in grandi tendopoli negli accampamenti nel deserto in Algeria, dove si sono rifugiati i loro genitori per scappare all’invasione del Sahara Occidentale ad opera dell’esercito marocchino. Avevano case, scuole e università, campi da calcio, ospedali, fabbriche dove lavoravano i loro padri. Ora improvvisano giochi senza giocattoli tra le dune del deserto, studiano in baracche fatte con mattoni di fango e per risparmiare i quaderni scrivono tutto a matita per poi cancellarlo, dormono in tende e baracche sovraffollate, calde di giorno e fredde di notte, perché non hanno più la loro casa.&lt;br /&gt;Se sono malati gravemente, di qualcosa che non si può curare in un’infermeria da campo, devono essere accolti da un paese straniero; se vogliono studiare per avere un’opportunità in più per far crescere il loro popolo, e magari insegnare, devono contare sulla ospitalità di un altro; non conoscono il significato della parola “vacanza” o “abiti nuovi” se non c’è qualcuno che generosamente glieli regala. Nel frattempo, fra tutte queste difficoltà, senza prospettive di autonomia o libertà, quei bambini del 1975 sono diventati a loro volta genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se non facciamo qualcosa per sbloccare il prima possibile questa situazione diventeranno anche nonni nel deserto algerino. Impegniamoci quindi in prima persona perché questi bambini abbiano un futuro diverso, perché questi rifugiati figli di rifugiati abbiano al più presto una casa, la loro casa, dove vivere, crescere e giocare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carla Fracci, ex étoile della Scala di Milano,&lt;br /&gt;Assessore alla Cultura Provincia di Firenze&lt;br /&gt;Ambasciatrice Buona Volontà FAO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1771700844658137700?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1771700844658137700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1771700844658137700&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1771700844658137700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1771700844658137700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/notiziario-saharawi-2011-by.html' title='NOTIZIARIO SAHARAWI 2011 by saharawi.omar'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUcBhNF4JzI/AAAAAAAADq0/wUcz75Mf63I/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7464708472231519592</id><published>2011-01-29T12:15:00.001+01:00</published><updated>2011-01-29T12:17:05.447+01:00</updated><title type='text'>Donne, vecchi e bambini saharawi ecco la lista dei desaparecidos</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUP3LUN5b0I/AAAAAAAADqs/wxJbXb1UoUw/s1600/172702837-f585f992-3239-42c3-ab98-fee9b5ae05c0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 222px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUP3LUN5b0I/AAAAAAAADqs/wxJbXb1UoUw/s320/172702837-f585f992-3239-42c3-ab98-fee9b5ae05c0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567565338137685826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;UNA TRAGEDIA NASCOSTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donne, vecchi e bambini saharawi ecco la lista dei desaparecidos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un documento tenuto a lungo segreto rivela la sorte di centinaia di persone scomparse dal 1958 al 1992 nel Sahara Occidentale. E si scopre che in carcere sono morti anche adolescenti e neonati. Dure critiche dalla comunità internazionale al governo marocchino&lt;br /&gt;di LUCIO LUCA&lt;br /&gt;Rifugiati saharawi in un campo profughi&lt;br /&gt;ROMA  -  La lista è spuntata a sorpresa, forse per errore, su un sito vicino al governo di Rabat: quello del Royal Advisory Council for Human Rights (CCDH), una istituzione creata per scoprire le violazioni dei diritti umani e promuovere la riconciliazione nazionale. Un elenco dettagliato, terribile, tenuto nascosto per decenni e destinato, probabilmente, a restare segreto per sempre. Perché contiene nomi e storie dei desaparecidos saharawi, 352 persone arrestate e sparite nel nulla dal 1958 al 1992, combattenti del "popolo del deserto" che lottavano per l'autodeterminazione e la sopravvivenza stessa di una comunità che vive in condizioni drammatiche. "Il documento della vergogna", lo definisce il giornalista Malainin Lakhlal, in questi giorni in Italia grazie a un programma di aiuti umanitari portato avanti dal Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli), la regione Emilia Romagna, il Comune e il Polo didattico scientifico di Forlì. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un migliaio i nomi riportati nella lista, 352 dei quali, come detto, saharawi. E decine sono anche le storie di vecchi, donne e bambini di cui non si sa niente ormai da più di trent'anni. Bambini, sì. Anche loro. Adolescenti, ma anche neonati portati via insieme alle madri e morti nelle carceri lager di Agdez e Kalaat Magouna: "Due penitenziari dell'orrore", li definisce Lakhlal, segretario dell'Unione Periodistas y Escritores Sahrawi (Upes). &lt;br /&gt;Nelle carte si parla di 115 bambini finiti in carcere, 14 dei quali morti dietro le sbarre. C'è Aziza Brahim Sid, catturata con la madre nel 1976  -  un anno dopo la "gloriosa" Marcia verde dell'esercito di re Hassan II  -  Era appena nata, non riuscì a resistere al freddo e morì di stenti ad appena tre o quattro mesi. Reguia Zahou, invece, aveva 13 anni quando i militari assaltarono il villaggio nel quale viveva insieme al fratello Mohamed e alla sorella Safia. Dopo sette mesi le sue condizioni di salute si aggravarono, con ogni probabilità anche lei morì in carcere. E anche di Mohamed e Safia da quel giorno non si è saputo più niente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Walid Belgadi Mahfoud aveva soltanto due anni nel 1977, quando fu portato in carcere insieme a tutta la sua famiglia. Rimase in una cella buia della base militare di Smara. Qualche tempo dopo la madre venne rilasciata, ma il bambino era già deceduto da mesi. E poi Mustapha, Abderrahman, Mohamed, Horma, Taleb, Brahim, Bachir: nomi diversi, storie tutte tremendamente simili. Piccoli rubati all'adolescenza e morti dietro le sbarre senza aver mai capito il perché. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella lista i nomi di almeno undici donne, tredici giustiziati dalla Corte marziale subito dopo la "Marcia verde" e centinaia di desaparecidos per i quali, da anni, le ong di tutto il mondo chiedono giustizia. In particolare, dal 1961 (il Sahara Occidentale era ancora sotto il controllo spagnolo) al 1992, furono almeno 191 i morti in carcere. Ma c'è anche un lungo elenco di numeri, freddi e impietosi, dei caduti in battaglia, dei deportati, di chi ha resistito per qualche giorno in ospedale dopo i combattimenti ma poi ha cessato di vivere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'associazione Rights Monitoring 1 ha chiesto e ottenuto la traduzione del report che sarebbe dovuto rimanere nascosto al grande pubblico. Adesso, però, l'elenco è finito in rete: "Nel corso degli anni  -  si legge  -  il Marocco è stato accusato di un uso sistematico di detenzioni extragiudiziarie e uccisioni, specialmente contro chi si è opposto all'occupazione del Sahara Occidentale. Questo è stato negato categoricamente da autorità marocchine. Fin dagli anni Novanta  -  rileva il Royal Advisory Council for Human Rights  -  i diritti umani sono stati gradualmente rispettati. Ma in particolare nel Sahara Occidentale, gli abusi rimangono la norma".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il documento è tradotto in inglese, ma presto sarà disponibile anche in altre lingue  -  spiega Malainin Lakhlal  -  perché vogliamo che tutto il mondo sia messo a conoscenza di questi crimini. Nella speranza che l'Occidente, questa volta, decida davvero di intervenire a favore di un popolo che chiede solo di non essere colonizzato"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7464708472231519592?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7464708472231519592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7464708472231519592&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7464708472231519592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7464708472231519592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/donne-vecchi-e-bambini-saharawi-ecco-la.html' title='Donne, vecchi e bambini saharawi ecco la lista dei desaparecidos'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUP3LUN5b0I/AAAAAAAADqs/wxJbXb1UoUw/s72-c/172702837-f585f992-3239-42c3-ab98-fee9b5ae05c0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-9034766218019169148</id><published>2011-01-29T12:10:00.002+01:00</published><updated>2011-01-29T12:11:49.852+01:00</updated><title type='text'>"Io, giornalista nel campo profughi racconto il dramma del popolo saharawi"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUP16R5aW4I/AAAAAAAADqk/qgNNnLLMduE/s1600/172349838-44ecccfb-2755-4754-a27c-ed5cfb02baca.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 287px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUP16R5aW4I/AAAAAAAADqk/qgNNnLLMduE/s320/172349838-44ecccfb-2755-4754-a27c-ed5cfb02baca.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567563945945488258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;LA TESTIMONIANZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io, giornalista nel campo profughi racconto il dramma del popolo saharawi"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malainin Lakhlal è in questi giorni in Italia grazie a un progetto del Cisp, della regione Emilia Romagna, del Comune e del Polo didattico di Forlì&lt;br /&gt;di LUCIO LUCA&lt;br /&gt;Il giornali saharawi Malainin Lahklal&lt;br /&gt;ROMA  -  Malainin aveva tre anni quando il suo popolo venne cacciato dal deserto e costretto a vivere in un campo profughi. Era un bambino quando il governo marocchino decise di costruire il "berm", un muro di sabbia circondato da mine e filo spinato, per tenere a distanza i "fratelli" che avevano deciso di stare dalla parte "sbagliata". Ora Malainin Lakhlal di anni ne ha 38 ma non ha cambiato idea: fa il giornalista dall'accampamento di Tindouf, al confine con l'Algeria, è una delle poche voci libere dei saharawi e continua a battersi per l'autodeterminazione di un popolo che da più di tre decenni difende uno spicchio di deserto ricco di fosfati naturali. Che fanno gola a Rabat, come il tratto di mare più pescoso del Mediterraneo, quello che circonda il Sahara Occidentale al confine con la Mauritania. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malainin è in questi giorni in Italia, grazie alla collaborazione del Cisp (il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli), la regione Emilia Romagna, il Comune e il Polo didattico scientifico di Forlì. E' uno dei protagonisti di un progetto che punta, soltanto con pochi spiccioli, a permettere ai bambini saharawi di studiare la storia e la cultura del proprio popolo: "Un modo per non dimenticare le loro radici, per crescere consapevoli", spiega Giulia Olmi, la responsabile Cisp per i programmi saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lakhal ha costituito nei campi l'Unione giornalisti e scrittori saharawi (Upes), di cui recentemente è diventato segretario generale. Si occupa di tenere i contatti con i territori occupati per ricevere notizie, redigendo e traducendo messaggi e dispacci per divulgarli in più lingue alle reti della solidarietà nel mondo. Si è sposato, "ma non ho ancora trovato il tempo di fare dei bambini", scherza. Poi racconta come si può fare il giornalista nel bel mezzo del nulla, in una parte del mondo dove non cresce nemmeno un filo d'erba e, tanto per dire, lo sviluppo dei bambini da zero a cinque anni è più lento che in qualsiasi altro posto: "Ci sono 135 mila persone che dal 1975 vivono in queste condizioni  -  spiega  -  e solo grazie al lavoro delle ong siamo andati avanti. I governi occidentali? Quelli no, a parte qualche sparuta eccezione. Loro al Marocco perdonano tutto, compresi i crimini contro l'umanità". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1991 la querelle tra il governo di Rabat e il popolo saharawi è rimasta solo nelle carte delle Nazioni Unite, nei rapporti delle ong sui diritti umani violati, nelle risoluzioni mai applicate degli organismi internazionali. Poi, qualche mese fa, l'esodo di massa del popolo del deserto, che aveva deciso di protestare contro le condizioni disumane in cui è ridotto piantando le proprie tende a qualche chilometro da Layoun, la capitale del Sahara occidentale. La protesta più dirompente dal 1975 a oggi. Da quando cioè l'esercito marocchino guidato da re Hassan II "conquistò" quella zona e costruì, appunto, il "muro della vergogna". Ci furono scontri tra la polizia e manifestanti, almeno 13 le vittime anche se da quelle parti è sempre difficile tracciare un bilancio ufficiale. &lt;br /&gt;"In pochi, nel 1983, quando il Cisp cominciò a occuparsi di questo dramma umanitario, avrebbero potuto pensare che quasi trent'anni dopo la situazione sarebbe rimasta immutata", commenta amaramente il direttore della ong Paolo Dieci. "Eppure è così  -  riprende Malainin  -  e le speranze che qualcosa cambi sono davvero pochissime. Perché dal '91 aspettiamo di celebrare un referendum sull'autodeterminazione del popolo saharawi, ma l'Onu non riesce a far rispettare le regole. E la comunità internazionale assiste in silenzio al nostro calvario". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono giornalisti coraggiosi anche dalla parte marocchina, reporter che non hanno paura a denunciare il mancato rispetto dei diritti umani. Malainin ne conosce e apprezza diversi: "Ma quando scrivono qualcosa che non piace al governo, pagano un prezzo altissimo - continua - Solo nell'ultimo anno almeno tre magazine sono stati costretti a chiudere perché "non allineati". Per non parlare poi dei colleghi stranieri, spagnoli e francesi soprattutto, che sono stati arrestati e poi espulsi dal Paese soltanto perché raccontavano la verità". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma forse qualcosa nel Maghreb sta cambiando. E di questo Lakhlal è sicuro: "Basta vedere quello che sta succedendo in questi giorni in Tunisia, Algeria, in Egitto. La gente è esasperata, non ne può più di regimi corrotti e sanguinari. Io spero che il vento della rivolta possa spingersi anche al Marocco, dove non esiste il rispetto dei diritti umani e tanta gente chiede riforme serie che possano rilanciare l'economia. Sta saltando un tappo, i popoli hanno alzato la testa e vogliono far sentire la loro voce. E noi saharawi, come sempre, saremo in prima linea".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-9034766218019169148?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/9034766218019169148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=9034766218019169148&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9034766218019169148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9034766218019169148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/io-giornalista-nel-campo-profughi.html' title='&quot;Io, giornalista nel campo profughi racconto il dramma del popolo saharawi&quot;'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TUP16R5aW4I/AAAAAAAADqk/qgNNnLLMduE/s72-c/172349838-44ecccfb-2755-4754-a27c-ed5cfb02baca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-8021604045622148064</id><published>2011-01-24T17:25:00.004+01:00</published><updated>2011-01-24T17:27:36.269+01:00</updated><title type='text'>La riunione informale Marocco - Fronte Polisario conclusa Domenica: ancora una altra volta senza svolta</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TT2oDqwU8HI/AAAAAAAADqc/ypcZbgOJnCU/s1600/ONU_flag.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 83px; height: 81px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TT2oDqwU8HI/AAAAAAAADqc/ypcZbgOJnCU/s320/ONU_flag.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565789495469863026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manhasset (New York), 2011/01/24 (SPS) I lavori della quinta riunione informale tra il Fronte Polisario e il Marocco conclusa Domenica a Manhasset (New York) senza alcun passo avanti nei colloqui tra le due parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo incontro si è svolto sotto gli auspici dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Christopher Ross, cui hanno partecipato delegazioni provenienti da entrambi i lati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione Saharawi è stata guidata dal presidente del Consiglio nazionale della Repubblica Araba Saharawi Democratica (parlamento), il signor Khatri Addouh e composto anche di coordinatore Saharawi con la Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO), il Sig. M'hamed Khaddad, e il rappresentante del Polisario alle Nazioni Unite, Ahmed Boukhari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rappresentanti dei due paesi osservatori, l'Algeria e la Mauritania, erano presenti anche le sessioni di apertura e chiusura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questa tornata di colloqui informali in due giornate, il signor Ross leggere il comunicato stampa la riunione affermando che le discussioni si sono svolte in un clima of''serious impegno, onestà e rispetto reciproco '. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, il signor Ross ha detto che le proposte di entrambe le parti (Frente Polisario e Marocco) sono state nuovamente presentato, ma al termine della riunione,''ogni lato ha continuato a respingere la proposta degli altri come unica base per i negoziati futuri.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Always''in nell'ambito della attuazione delle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza relative al processo dei negoziati, le parti si sono impegnati in ampie discussioni su approcci innovativi per costruire una nuova dinamica in questo processo su base di riunioni periodiche,''ha detto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, l'inviato personale del Signor Ban Ki-Moon ha detto lati that''both hanno presentato e discusso in via preliminare di idee concrete che verranno sviluppati durante la prossima sessione di colloqui informali marzo 2011'' . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha anche detto che le parti accolto con favore la ripresa delle visite familiari in aereo. Come concordato durante la terza riunione delle riunioni informali lo scorso novembre,''le quattro delegazioni in programma di incontrare l'Ufficio dell'Alto Commissariato per i rifugiati a Ginevra ai primi di febbraio per rivedere integralmente il piano di attuazione Azione per misure di fiducia e procedere verso il lancio di visite da parte di terra'', ha consigliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua, il capo della delegazione Saharawi, il Sig. Khatri Addouh, ha detto ai giornalisti discussioni that''the focalizzata sulle soluzioni proposte presentate da entrambe le parti per risolvere la questione del Sahara occidentale, aggiungendo che'' Questo conflitto deve essere risolto&lt;br /&gt;sulla base del rispetto del diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Purtroppo, va sottolineato ancora una volta che il Marocco continua a evitare negoziati reali per il raggiungimento di questo obiettivo continua a sostenere che la comunità internazionale'', ha detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso della quinta tornata, ha detto,''la questione delle violazioni dei diritti umani da parte del Marocco nel Sahara occidentale è stato ampiamente trattato alla luce delle recenti rivelazioni fatte dalle agenzie stesse sulla situazione dei marocchini centinaia di saharawi tra cui donne e bambini che sono morti durante gli ultimi 35 anni nelle carceri marocchine e caserme militari.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, ha affermato,''sulla base di storie ispiratrici di alcune organizzazioni umanitarie internazionali, il Fronte Polisario ha chiesto l'invio di una missione internazionale indipendente di inchiesta per far luce sulla repressione in corso in particolare nel settore in quanto il sanguinoso attacco contro le forze del campo marocchino Gdeim Izik''last novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il rappresentante Saharawi,''il Fronte Polisario ha inoltre sottolineato che eventuali ulteriori negoziati credibile e produttiva, è indispensabile per liberare tutti i detenuti politici Saharawi in Marocco e l'apertura del territorio prima di osservatori internazionali.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha anche detto that''both parti, fatti salvi gli status finale del territorio, ha presentato le idee per rilanciare i negoziati, che saranno sviluppati nel corso della prossima riunione di marzo.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A margine del briefing, il coordinatore Saharawi con MINURSO, Mr. M'hamed Khaddad, ha detto ai giornalisti that''unfortunately non vi è alcun progresso sulla questione di merito a causa del marocchino posizione.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto,''il partito si augura che Saharawi approcci innovativi non sono sostituti, ma piuttosto di aiutare rilanciare il processo sul merito della questione è che l'attuazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza indicando i negoziati delle Nazioni Unite senza prerequisiti per raggiungere una soluzione che garantisca il diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante questa riunione informale, ha osservato,''era palpabile che il Marocco è stato nascosto dalla discussione di merito e cerca di prolungare il processo negoziale in modo indefinito.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ricordare che il Fronte Polisario e il Marocco nel giugno 2007 aveva avviato una trattativa diretta, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, con quattro gare che hanno avuto luogo a Manhasset, e cinque riunioni informali a Vienna (Austria) e Manhasset.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai sensi della Dichiarazione sulla concessione dell'indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali, l'Assemblea generale dell'ONU ha adottato la risoluzione, nel dicembre sostenere il processo di negoziato per raggiungere una soluzione politica'' giusta, durevole e reciprocamente accettabile per consentire la determinazione del popolo del Sahara Occidentale. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-8021604045622148064?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/8021604045622148064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=8021604045622148064&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8021604045622148064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8021604045622148064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/la-riunione-informale-marocco-fronte.html' title='La riunione informale Marocco - Fronte Polisario conclusa Domenica: ancora una altra volta senza svolta'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TT2oDqwU8HI/AAAAAAAADqc/ypcZbgOJnCU/s72-c/ONU_flag.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-9066390429786257795</id><published>2011-01-24T16:27:00.001+01:00</published><updated>2011-01-24T16:29:03.967+01:00</updated><title type='text'>Forlì, incontro in Sala Randi con il giornalista saharawi Malainin Mohamed Moh-Fadel</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TT2aq9bI_SI/AAAAAAAADqU/SAz_xZAn1a0/s1600/img_0239.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TT2aq9bI_SI/AAAAAAAADqU/SAz_xZAn1a0/s320/img_0239.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565774777333382434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;FORLI' - In questi giorni è a Forlì il Segretario generale di UPES (Unione Giornalisti e Scrittori Saharawi)  Malainin Mohamed Moh-Fadel, nell'ambito del progetto di cooperazione "Sostegno all'istruzione pubblica ed alla conservazione ed al consolidamento della cultura saharawi", del quale il Comune di Forlì è capofila. Per approfondire la situazione del popolo saharawi e per illustrare le attività del Comune di Forlì è stato organizzato un incontro pubblico che si svolgerà martedì 25 gennaio, alle ore 21, nella Sala Randi del Municipio (ingresso in via delle Torri n.13). Insieme al giornalista Malainin Mohamed Moh-Fadel interverranno l'Assessore Davide Drei, Giulia Olmi (Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli), la professoressa Giuliana Laschi di Punto Europa (Università di Bologna, sede di Forlì) e Monica Donini, consigliera regionale dell'Emilia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto&lt;br /&gt;Dal 2001 il Comune di Forlì  è impegnato in progetti di cooperazione decentrata, co-finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, a sostegno dei campi profughi saharawi in Algeria. Insieme ad altri partner, quali  l'Associazione Forlivese Malattie del Fegato, Punto Europa dell'Università di Bologna e la ong Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli, attua programmi di sviluppo, l' ultimo dei quali è focalizzato sul tema dell'istruzione e del consolidamento della memoria storica saharawi. &lt;br /&gt;La situazione del popolo Saharawi si protrae, infatti, dal 1975, quando il territorio del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola, fu spartito in base all'accordo tripartito di Madrid tra Marocco e Mauritania e nacquero i primi campi profughi in Algeria, che oggi ospitano circa 200mila persone. Questa grave situazione, in violazione del principio di autodeterminazione dei popoli e dei diritti umani, non ha ancora trovato una soluzione nonostante le  risoluzioni dell'ONU che fin dal 1991 ribadiscono ogni anno la necessità di indire un referendum che stabilisca il destino politico di questo popolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-9066390429786257795?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/9066390429786257795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=9066390429786257795&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9066390429786257795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9066390429786257795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/forli-incontro-in-sala-randi-con-il.html' title='Forlì, incontro in Sala Randi con il giornalista saharawi Malainin Mohamed Moh-Fadel'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TT2aq9bI_SI/AAAAAAAADqU/SAz_xZAn1a0/s72-c/img_0239.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-75638857330601190</id><published>2011-01-23T19:25:00.002+01:00</published><updated>2011-01-23T19:27:46.489+01:00</updated><title type='text'>Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il Popolo Sahrawi  Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxzGVUOaSI/AAAAAAAADqM/jpWTdZezSOk/s1600/25874_111604012205102_100000665126829_131449_4919153_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 280px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxzGVUOaSI/AAAAAAAADqM/jpWTdZezSOk/s320/25874_111604012205102_100000665126829_131449_4919153_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565449792161474850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il Popolo Sahrawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontro su &lt;br /&gt;Maghreb: il protagonismo della gioventù &lt;br /&gt;La rivolta dei giovani nel Sahara Occidentale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 24 gennaio 2011&lt;br /&gt;16.30 – 19.00&lt;br /&gt;Senato della Repubblica - Sala ex-Hotel Bologna**&lt;br /&gt;Via di Santa Chiara 4/A - Roma&lt;br /&gt;Intervengono:&lt;br /&gt;Mohammed Mouloud MOHAMED FADEL, Segretario di Stato alla gioventù&lt;br /&gt;(RASD)&lt;br /&gt;On. Renzo Carella (PD) membro dell’Intergruppo parlamentare&lt;br /&gt;Giovanni Corbo, responsabile esteri del Forum nazionale dei giovani&lt;br /&gt;Luigi Iorio, segretario naz.le Federazione dei Giovani Socialisti&lt;br /&gt;Brando Benifei, responsabile politica estera Giovani Democratici&lt;br /&gt;Enrico Saponaro, segretario organizzativo naz.le Gioventù Liberale Italiana&lt;br /&gt;Mattia Di Tommaso, presidente Europa Giovani&lt;br /&gt;Avv. Francesca Doria, osservatrice int.le ai processi e nei territori occupati&lt;br /&gt;Introduce e coordina:&lt;br /&gt;Luciano Ardesi, presidente ANSPS&lt;br /&gt;La rivolta giovanile nel  Maghreb non è partita dalla Tunisia.  Il 10 ottobre alcuni  giovani  sahrawi&lt;br /&gt;hanno iniziato a costruire l’“accampamento della dignità” a Gdedim Izik, a una decina di km da El&lt;br /&gt;Aiun la capitale del  Sahara Occidentale  occupato dal  Marocco.  Si  sono ritrovati  in 20.000 a&lt;br /&gt;chiedere lavoro e il  diritto ad un futuro.  L’accampamento è stato smantellato l’8 novembre,  il&lt;br /&gt;Marocco ha impedito qualsiasi indagine indipendente, il bilancio delle vittime è ancora imprecisato.&lt;br /&gt;Le parole d’ordine dei giovani sahrawi saranno le stesse dei loro coetanei del Maghreb. E’ il segno&lt;br /&gt;di un malessere che non trova ascolto e risposte.  Nel  Sahara Occidentale il  grido di  libertà dei&lt;br /&gt;giovani e della popolazione sahrawi assume toni ancora più drammatici a causa di un’occupazione&lt;br /&gt;militare che dura da 35 anni e la presenza di caschi blu dell’Onu impotenti di fronte alla violazione&lt;br /&gt;sistematica dei diritti umani nell’ultima colonia dell’Africa.&lt;br /&gt;**Per gli uomini sono richieste giacca e cravatta.&lt;br /&gt;Per informazioni&lt;br /&gt;ANSPS 06.57.80.639; ansps@libero.it&lt;br /&gt;Si ringrazia l’Associazione “Bambini + Diritti” per l’Ufficio stampa. Un ringraziamento particolare per&lt;br /&gt;l’adesione e la collaborazione alle organizzazioni giovanili presenti all’iniziativa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-75638857330601190?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/75638857330601190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=75638857330601190&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/75638857330601190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/75638857330601190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/intergruppo-parlamentare-di-amicizia.html' title='Intergruppo Parlamentare di Amicizia con il Popolo Sahrawi  Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxzGVUOaSI/AAAAAAAADqM/jpWTdZezSOk/s72-c/25874_111604012205102_100000665126829_131449_4919153_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7878760185095348772</id><published>2011-01-23T19:20:00.002+01:00</published><updated>2011-01-23T19:24:46.249+01:00</updated><title type='text'>Lunedi 24 gennnaio Roma dibattito intergruppo parlamentare di amicizia con il popol Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxyZTb3rkI/AAAAAAAADqE/FYMStSNfgIs/s1600/%2528260410182609%2529Sahara%2BMarathon%2B2010%2Bdi%2BG.Federzoni%2B%252877%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxyZTb3rkI/AAAAAAAADqE/FYMStSNfgIs/s320/%2528260410182609%2529Sahara%2BMarathon%2B2010%2Bdi%2BG.Federzoni%2B%252877%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565449018562555458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rivolta dei saharawi: dibattito in italiano intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma , 2011/01/22 (SPS) La rivolta dei giovani Saharawi contro l'occupazione marocchina sarà un dibattito Lunedi in intergruppo parlamentare di amicizia italiano con il popolo Saharawi, hanno detto funzionari Sabato a Roma con gli organizzatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dibattito, che vedrà la partecipazione di parlamentari, i rappresentanti giovanili dei partiti politici, gli osservatori internazionali sarà particolarmente incentrata sulla rivolta del popolo saharawi "campo di libertà" si sciolsero con la forza lo scorso novembre, vicino a El Aaiun occupata . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incontro organizzato dalla Associazione Nazionale Italiana di Solidarietà con il popolo Saharawi (ANSP), con sede a Roma, saranno presenti il Segretario di Stato per la gioventù Sahara occidentale, Mohammed Mohammed Fadel Mouloud, si diceva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un blurb, ANSP, ha detto che la rivolta contro l'oppressione del Marocco Saharawi nel Sahara occidentale, iniziata 10 ottobre scorso, dalla costruzione del "campo di dignità", vicino a El Aaiun. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I loro slogan erano: lavoro, studio e porre fine alla discriminazione nel lavoro, ma anche il rispetto dei diritti umani", ha aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Pertanto, essi hanno creato uno spazio di libertà, lontano dalla soffocante oppressione degli occupanti", ha detto l'associazione, che ricorda lo smantellamento del campo all'alba l'8 novembre da parte dell'esercito marocchina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'esercito ha investito e distrutto il campo dove c'erano 20.000 persone, con una violenza senza precedenti. Anche oggi, il bilancio delle vittime è sconosciuto poiché il territorio Saharawi rimasti schermato da parte del Marocco", dice il testo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'affermazione dei giovani Saharawi, oltre al lavoro, è stato l'autodeterminazione e la libertà, non hanno mai vissuto sotto occupazione militare da quando sono nati", dice uno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Dopo l'evacuazione di Gdeim Izik, i territori occupati si sono visti negare l'accesso a una commissione indipendente di inchiesta, giornalisti, osservatori internazionali e avvocati", dice uno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo cita inoltre, il controllo di Internet da parte del regime marocchino per evitare che i giovani comunicano le persone e la chiusura di blog, giornali in Marocco che sono favorevoli alla causa Saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli ricorda anche le prove di attivisti saharawi segnate da scontri contro gli osservatori internazionali e degli avvocati per gli imputati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Come molti Saharawi ancora per morire, quanti mostrano iniziare la sperimentazione, quanti saranno torturati saharawi (...) e quanti titoli saranno chiusi in Marocco prima che l'UE a reagire", ha chiesto l'associazione. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7878760185095348772?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7878760185095348772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7878760185095348772&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7878760185095348772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7878760185095348772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/lunedi-24-gennnaio-roma-dibattito.html' title='Lunedi 24 gennnaio Roma dibattito intergruppo parlamentare di amicizia con il popol Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxyZTb3rkI/AAAAAAAADqE/FYMStSNfgIs/s72-c/%2528260410182609%2529Sahara%2BMarathon%2B2010%2Bdi%2BG.Federzoni%2B%252877%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4922940456647705585</id><published>2011-01-23T19:18:00.002+01:00</published><updated>2011-01-23T19:20:08.219+01:00</updated><title type='text'>Una delegazione di diritti umani saharawi in visita ai campi profughi Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxxUBDlVfI/AAAAAAAADp8/sMlOdie9hwY/s1600/DSC09350%2B%255B1600x1200%255D.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxxUBDlVfI/AAAAAAAADp8/sMlOdie9hwY/s320/DSC09350%2B%255B1600x1200%255D.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565447828217878002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahid El Hafed , 22/01/2011 (SPS) Una delegazione di 13 dei diritti umani saharawi dei territori occupati del Sahara Occidentale avrà inizio da Sabato, una visita nei campi profughi Saharawi di.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I membri della delegazione vuole trasmettere un messaggio di sfida in Marocco, che "le autorità marocchine non può in alcun modo impedire la saharawi nei territori occupati del Sahara occidentale a comunicare con i loro fratelli nei campi profughi", ritenendo che il Fronte Polisario rimane l'unico legittimo rappresentante del popolo Saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno infine ribadito la determinazione delle masse saharawi nei territori occupati del Sahara occidentale per continuare l'intifada pacifica contro l'occupazione fino alla vittoria e l'indipendenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione è arrivata ad Algeri il Venerdì sera in cui è stata ricevuta dall'Ambasciatore della RASD in Algeri, Brahim Ghali e il ministro dei territori occupati e le comunità Saharawi con sede all'estero, Sidi Mohamed Khalil&lt;br /&gt;(SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4922940456647705585?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4922940456647705585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4922940456647705585&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4922940456647705585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4922940456647705585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/una-delegazione-di-diritti-umani.html' title='Una delegazione di diritti umani saharawi in visita ai campi profughi Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxxUBDlVfI/AAAAAAAADp8/sMlOdie9hwY/s72-c/DSC09350%2B%255B1600x1200%255D.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6010131771595065530</id><published>2011-01-23T19:13:00.003+01:00</published><updated>2011-01-23T19:17:22.575+01:00</updated><title type='text'>Robert F. Kennedy la situazione è "allarmante" dei diritti umani nel SAHARA OCCIDENTALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxwhkQ7R6I/AAAAAAAADp0/cOoIQsUYcf8/s1600/rfk.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 120px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxwhkQ7R6I/AAAAAAAADp0/cOoIQsUYcf8/s320/rfk.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565446961495754658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Robert F. Kennedy la situazione è "allarmante" dei diritti umani nel SAHARA OCCIDENTALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Washington , 2011/01/22 (SPS) US organizzazione Human Rights Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights Center (RFK Center) Sabato preso atto della situazione "allarmante" dei diritti umani nel Sahara Occidentale, chiedendo l'urgente attuazione di un meccanismo di tutela dei diritti umani in MINURSO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La tortura, arresti arbitrari e detenzioni, il fallimento del processo penale e la punizione di civili da parte del governo delle forze marocchine diventato molto comune nel Sahara occidentale", ha detto in una dichiarazione rilasciata alla fine del un'indagine in corso nel mese di gennaio a El Aaiun, capitale occupata del Sahara Occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il suo soggiorno nel Sahara occidentale, la delegazione della organizzazione statunitense con sede a Washington, "ha esaminato i casi di violazioni dei diritti umani commesse dalle forze marocchine contro il popolo Saharawi", dice . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le prove di repressione, le restrizioni alla libertà di espressione e la discriminazione economica e sociale nonché la violenza di Stato saharawi (marocchino) sono emblematici della situazione dei diritti umani", evidenziato da questo delegazione composta dal direttore esecutivo del Centro di RFK, Lynn Delaney, il capo dei Diritti Umani, Monika Kalra Varma, l'avvocato e l'organizzazione, Mary Beth Gallagher. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, le relazioni RFK Center, l'attivista saharawi Aminatou Haidar e il suo compagno difensori dei diritti umani "per attivare con grande rischio personale in queste condizioni." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La mancanza di un meccanismo internazionale per la protezione dei diritti umani e il peggioramento della situazione nel Sahara occidentale sono inaccettabili", ha detto il capo del Centro per i diritti umani di Robert Kennedy. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tal fine, l'organizzazione sostiene che "questa situazione accoppiata con la violenza delle aggressioni militari contro i saharawi da parte delle forze di sicurezza marocchine per smantellare il campo Gdeim Izik novembre scorso, rafforzando la necessità di un monitoraggio internazionale imparziale dei diritti umani nel Sahara occidentale ". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell'indagine, la delegazione ha incontrato RFK Center con decine di vittime Saharawi di abusi, torture e prigionia, nonché ai loro familiari, i rappresentanti del governo marocchino e funzionari della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum Sahara Occidentale (MINURSO). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Centro RFK ha detto che una relazione dettagliata su questa inchiesta nel Sahara occidentale sarebbe stato pubblicato a breve. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6010131771595065530?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6010131771595065530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6010131771595065530&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6010131771595065530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6010131771595065530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/robert-f-kennedy-la-situazione-e.html' title='Robert F. Kennedy la situazione è &quot;allarmante&quot; dei diritti umani nel SAHARA OCCIDENTALE'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTxwhkQ7R6I/AAAAAAAADp0/cOoIQsUYcf8/s72-c/rfk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7459658602741015085</id><published>2011-01-21T22:16:00.003+01:00</published><updated>2011-01-21T22:21:22.464+01:00</updated><title type='text'>Domenica 23 gennaio , alle 18,30, Parole Erranti ospita al Teatro Rasi di Ravenna Malainin Mohamed Moh-Fadel</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn4ydbIZPI/AAAAAAAADps/65MFgLu9HZc/s1600/7%2B%25282%2529.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 188px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn4ydbIZPI/AAAAAAAADps/65MFgLu9HZc/s320/7%2B%25282%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564752360368530674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Domenica 23 gennaio , alle 18,30, Parole Erranti ospita al Teatro Rasi di Ravenna Malainin Mohamed Moh-Fadel, segretario generale dell'Unione Giornalisti e Scrittori Sahrawi&lt;br /&gt;Un incontro per saperne di più sul Saharawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forlì, 21/01/2011 (informazione.it - comunicati stampa) Domenica 23 gennaio Parole Erranti ospita al Teatro Rasi di Ravenna Malainin Mohamed Moh-Fadel, segretario generale dell'Unione Giornalisti e Scrittori Sahrawi (Upes).&lt;br /&gt;Un incontro per saperne di più sul Saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Unione dei giornalisti e scrittori Saharawi (UPES) è un’organizzazione non governativa che raccoglie numerosi intellettuali, giornalisti e attivisti dei diritti umani che vivono nei campi profughi Saharawi, nelle zone occupate del Sahara occidentale e all'estero. &lt;br /&gt;Quella del Saharawi è una delle cause dimenticate della nostra epoca, ovvero la storia di un popolo del territorio del Sahara Occidentale sottoposto alla colonizzazione del governo marocchino e con esso in guerra dal 1975 per rivendicare un’indipendenza culturale, economica, sociale e religiosa. L’azione belligerante del Marocco ha costretto gran parte dei saharawi all’esodo provocandone la parziale dispersione verso l’Algeria e la condizione di profughi in Occidente. &lt;br /&gt;Nonostante la mancanza di mezzi e le dure condizioni di lavoro nei campi profughi Saharawi, UPES è molto attiva nella comunità e, insieme ad altre organizzazioni, cerca di aiutare i profughi e coloro che vivono nelle zone occupate del Sahara occidentale occupandosi di agevolare ogni forma di informazione, di difendere dei diritti umani; di promuovere attività culturali, e attivandosi nel volontariato nella sua diffusione oltre che nella cooperazione con ricercatori, giornalisti e studenti stranieri. Dal 2005 all'inizio del 2009, UPES ha collaborato con oltre 400 giornalisti stranieri, ricercatori e studenti. Nel Regno Unito ha lavorato con Sandblast, War on Want, in Norvegia lavora a stretto contatto con WSRW, spingendosi anche in altri continenti e in particolare in Australia (AWSA), e Stati Uniti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole Erranti ospita domenica 23 gennaio alle 18,30 al Teatro Rasi (via di Roma 39) Malainin Mohamed Moh-Fadel, segretario generale dell'Unione Giornalisti e Scrittori Sahrawi (Upes). Il giornalista sarà intervistato da Alice Rosmini (referente della cooperazione decentrata per il Comune di Ravenna), con un’introduzione dello scrittore Tahar Lamri e intermezzi musicali dal vivo a cura dell’ensemble Musiche e canti Du Désert. L’incontro è a ingresso gratuito e sarà seguito da rinfresco offerto dall'Associazione Terra Mia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------&lt;br /&gt;L’evento è organizzato da: Comune di Ravenna, Comune di Forlì, Cisp, Rappresentanza dei Cittadini Immigrati, Ravenna Solidarietà, Citt@Attiva , Generazioni in Movimento, Cgil, Associazione Culturale Mirada, CittàMeticcia, TerraMia: mediazione interculturale, il Villaggio Globale in collaborazione con Nobodaddy / Ravenna Teatro. E promosso da: TerraMia, mediazione Interculturale, Rappresentanza dei Cittadini Immigrati e Extra UE – Coordinamento delle associazioni Ravenna Solidarietà – Casa delle Culture – Ravenna Teatro – Gruppo dello Zuccherificio – Citt@Attiva - Generazioni in Movimento – Cgil – Associazione Culturale Mirada - CittàMeticcia – - Il Villaggio Globale - Associazione Culturale Ipazia - Rete Civica contro il Razzismo e la xenofobia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7459658602741015085?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7459658602741015085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7459658602741015085&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7459658602741015085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7459658602741015085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/domenica-23-gennaio-alle-1830-parole.html' title='Domenica 23 gennaio , alle 18,30, Parole Erranti ospita al Teatro Rasi di Ravenna Malainin Mohamed Moh-Fadel'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn4ydbIZPI/AAAAAAAADps/65MFgLu9HZc/s72-c/7%2B%25282%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1058010781077359980</id><published>2011-01-21T22:14:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T22:16:26.390+01:00</updated><title type='text'>DA FUCECCHIO UNA DELEGAZIONE IN VISITA AI CAMPI PROFUGHI SAHARAWI Durante il 2011 in programma numerose attività a sostegno del popolo del deserto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn3m_1WHPI/AAAAAAAADpk/0-OlWIeOLp4/s1600/2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 190px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn3m_1WHPI/AAAAAAAADpk/0-OlWIeOLp4/s320/2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564751063935229170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[Cooperazione Internazionale]&lt;br /&gt;Comune di Fucecchio&lt;br /&gt;DA FUCECCHIO UNA DELEGAZIONE IN VISITA AI CAMPI PROFUGHI SAHARAWI&lt;br /&gt;Durante il 2011 in programma numerose attività a sostegno del popolo del deserto&lt;br /&gt;Si è conclusa nei giorni scorsi la visita ai campi profughi Saharawi da parte di una delegazione formata da rappresentanti della Consulta del Volontariato di Fucecchio, della Fondazione I Care, dell'Associazione culturale Circolo del Cinema Amarcord e delle Associazioni di Solidarietà con il Popolo Saharawi “Hurria” e “Gaibilia” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 1997 il Comune di Fucecchio è gemellato con la tendopoli Saharawi di Bin Enzaran ed offre sostegno a questo popolo e alla causa per la quale esso si batte da oltre trent’anni. L’obiettivo di questo connubio è quello di porre all’attenzione la grave situazione in cui la popolazione Saharawi è costretta a vivere, stipata in campi profughi nel deserto e priva del fondamentale riconoscimento del diritto all’autodeterminazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rappresentanza fucecchiese, durante il soggiorno, si è fatta inoltre portavoce di un messaggio del Sindaco Claudio Toni e di tutta la Giunta che è stato consegnato direttamente al sindaco di Bin Enzaran e al governatore di Dajla (in allegato). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'anno 2011 l’amministrazione comunale di Fucecchio e le associazioni che hanno preso parte alla delegazione, oltre a svolgere l'annuale accoglienza di un gruppo di bambini Saharawi nel territorio toscano, saranno impegnate in un’azione complessiva denominata “Metti la pace in movimento”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima tappa di questa iniziativa è stata proprio l'invio della delegazione, la quale prenderà visione della realtà del Popolo Saharawi allo scopo di sostenere interventi specifici in loco nei mesi successivi. Il progetto proseguirà con altre iniziative che porteranno la comunità fucecchiese, ed in primo luogo gli studenti delle scuole, ad approfondire questa complicata vicenda attraverso incontri, dibattiti, proiezioni di documentari e film, raccolte fondi e viaggi nei campi profughi da parte degli studenti e dei membri delle associazioni che hanno aderito al progetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo infatti, che vede tra gli altri il patrocinio della Provincia di Firenze, sarà presentato pubblicamente in consiglio comunale, e qui verrà proiettato il video girato dalla delegazione e presentato il logo dell'iniziativa creato dagli studenti dell’ISIS “A. Checchi” di Fucecchio, Settore Moda alla presenza dell'assessore della Provincia di Firenze Giovanni Di Fede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1058010781077359980?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1058010781077359980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1058010781077359980&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1058010781077359980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1058010781077359980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/da-fucecchio-una-delegazione-in-visita.html' title='DA FUCECCHIO UNA DELEGAZIONE IN VISITA AI CAMPI PROFUGHI SAHARAWI Durante il 2011 in programma numerose attività a sostegno del popolo del deserto'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn3m_1WHPI/AAAAAAAADpk/0-OlWIeOLp4/s72-c/2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7933608814344259304</id><published>2011-01-21T22:12:00.002+01:00</published><updated>2011-01-21T22:14:35.898+01:00</updated><title type='text'>ASSOCIAZIONE VALDARNESE DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SAHARAWI: VIAGGIO NEI CAMPI PROFUGHI ALGERINI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn3Mc6VF7I/AAAAAAAADpc/YagJJpLiTHA/s1600/associazioni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 217px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn3Mc6VF7I/AAAAAAAADpc/YagJJpLiTHA/s320/associazioni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564750607884294066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 19 Gennaio 2011  20:01&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ASSOCIAZIONE VALDARNESE DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SAHARAWI: VIAGGIO NEI CAMPI PROFUGHI ALGERINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resoconto del viaggio 2011 dell'associazione valdarnese di solidarietà con il popolo saharawi nei campi profughi del deserto algerino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUCINE (AREZZO) - Sabato scorso sono rientrati i volontari dell’Associazione Valdarnese di Solidarietà con il Popolo Saharawi dall’annuale viaggio nei campi profughi del sud del deserto del Sahara algerino.&lt;br /&gt;Il gruppo di 10 volontari ha impiegato otto giorni per raggiungere Dakla, la tendopoli di 30.000 persone a 150 kilometri ad est di Tindouf e poter consegnare quanto raccolto durante tutto l’anno attraverso numerosissime iniziative di raccolta fondi che hanno visto impegnate tantissime associazioni e tante persone dell’intera vallata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stati consegnati circa 19.500 euro a 130 famiglie per il progetto di adozione a distanza, 1.000 euro alla scuola per ragazzi ciechi per il completamento di una nuova aula, 1.000 euro all’associazione delle famiglie degli orfani di guerra, 700 euro ed un completo da calcio, offerto dalla Sangiovannese Calcio, al responsabile delle attività sportive e giovanili della tendopoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario Burzi, a nome della Caritas Diocesana Arezzo-Cortona-Sansepolcro, ha inoltre consegnato 3.000 euro alla scuola per ragazzi disabili che li ha utilizzati per l’acquisto di materiali didattici, per l’acquisto di banchi e sedie e per l’allestimento di un laboratorio di falegnameria. Sempre la Caritas Diocesana di Arezzo Cortona e Sansepolcro ha finanziato con 2.000 euro un progetto di cooperazione internazionale mirato al mantenimento in attività di una piccola struttura residenziale per anziani disabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sindaco di Bucine, Sauro Testi, al suo tredicesimo viaggio nei campi profughi del Sahara algerino, ha così commentato la situazione attuale: “L’impressione è quella di un popolo allo stremo delle forze fisiche e morali, c’è sfiducia nell’operato della politica internazionale e gli ultimi episodi di rappresaglia e violenza nei confronti dei Saharawi da parte dell’esercito di occupazione marocchino nei territori occupati, ha alzato tantissimo la tensione anche nei campi profughi dove ancora c’è chi continua a sperare in una soluzione pacifica e diplomatica e chi invece vorrebbe una svolta definitiva per poter superare l’empasse che confina questa gente nel deserto da 35 anni, dimenticati da tutti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già nel prossimo mese di febbraio l’associazione promuoverà nuove iniziative per iniziare la raccolta fondi per il 2011 ma soprattutto per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su questo popolo tanto orgoglioso e fiero quanto sfortunato e dimenticato dal mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 19 Gennaio 2011  20:01&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7933608814344259304?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7933608814344259304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7933608814344259304&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7933608814344259304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7933608814344259304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/associazione-valdarnese-di-solidarieta.html' title='ASSOCIAZIONE VALDARNESE DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SAHARAWI: VIAGGIO NEI CAMPI PROFUGHI ALGERINI'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn3Mc6VF7I/AAAAAAAADpc/YagJJpLiTHA/s72-c/associazioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-5148213710897324800</id><published>2011-01-21T22:10:00.002+01:00</published><updated>2011-01-21T22:12:25.572+01:00</updated><title type='text'>Il Congresso della Regione Emilia-Romagna di Sinistra Ecologia Libertà</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn2qjQtdeI/AAAAAAAADpU/_8MpRl1u7So/s1600/logo-sinistra-ecologia-liberta.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 140px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn2qjQtdeI/AAAAAAAADpU/_8MpRl1u7So/s320/logo-sinistra-ecologia-liberta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564750025473226210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;esprime la propria ferma condanna contro l’attacco armato avvenuto per volontà del Re e del Governo del&lt;br /&gt;Regno del Marocco contro il campo eretto il 10 di ottobre da cittadini Saharawi nei pressi di EL Aaiun nel&lt;br /&gt;Sahara Occidentale, occupato militarmente e in modo illegittimo dal Marocco nel 1975.&lt;br /&gt;Il Campo di Gdmeil Izik, era stato eretto nel deserto con il consenso dei proprietari dei terreni; era formato&lt;br /&gt;da oltre 8000 tende con la presenza fino a 20 000 Saharawi; era una forma di protesta pacifica  contro la&lt;br /&gt;politica razziata e repressiva del Governo Marocchino e per rivendicare il loro diritto al lavoro, alla casa, alla&lt;br /&gt;scuola per i figli, alla salute e all’assistenza; per rivendicare la loro dignità di cittadini .&lt;br /&gt;All’alba del 6 novembre 2010 esercito e polizia hanno assaltato il campo, incendiato le tende e violentemente&lt;br /&gt;aggredito cittadini e famiglie Saharawi inermi unite dal sogno dell’autodeterminazione e della libertà ; contro&lt;br /&gt;la violazione dei diritti umani e per lo svolgimento del referendum previsto dalle risoluzioni dell’ONU ma&lt;br /&gt;che il Marocco vuole a tutti i costi impedire.&lt;br /&gt;Il  Regno del  Marocco,  prima ha impedito all’ONU-MINURSO di  entrare nel  campo;  ora impedisce agli&lt;br /&gt;osservatori internazionali di conoscere i fatti, il numero dei morti, dei feriti e delle persone “disperse”.&lt;br /&gt;Secondo le valutazioni Saharawi oltre 10 sarebbero i morti, oltre 700 i feriti e oltre 200 gli arrestati, donne e&lt;br /&gt;uomini  di  ogni  età,  ora sottoposti  a torture spaventose nelle carceri  e a processi  sommari  senza alcuna&lt;br /&gt;assistenza legale in cui, per i giudici, fa fede solo il rapporto di polizia: come fu nei tribunali fascisti italiani.&lt;br /&gt;Il Congresso Regionale di Sinistra Ecologia Libertà chiede: &lt;br /&gt;- la fine delle persecuzioni contro i cittadini Saharawi ed esprime la propria vicinanza ai cittadini aggrediti e&lt;br /&gt;alle famiglie delle vittime oltre alla propria solidarietà al popolo Saharawi  e alla Rappresentanza in Italia&lt;br /&gt;della Repubblica Araba Democratica Saharawi (RASD);&lt;br /&gt;- la fine delle violenze contro le persone incarcerate, il rispetto del diritto della difesa durante i processi  e dei&lt;br /&gt;diritti umani costantemente violati dal Marocco; &lt;br /&gt;-  che  il  Consiglio di  Sicurezza  dell’ONU,  tramite  la  MINURSO già  presente  nel  Sahara  Occidentale,&lt;br /&gt;controlli il rispetto dei diritti umani e che operi con decisione per il rispetto delle proprie risoluzioni e per lo&lt;br /&gt;svolgimento del referendum nel Sahara Occidentale;&lt;br /&gt;- che l’UE e l’Italia sospendano ogni accordo commerciale con il Marocco che prevede lo sfruttamento delle&lt;br /&gt;risorse del Sahara Occidentale (pesce, fosfati , minerali rari ecc.) fino a quando non sarà stabilito, tramite il&lt;br /&gt;referendum, la sovranità sul Sahara occidentale, così come sancito dal diritto internazionale;&lt;br /&gt;- che il Governo Italiano, come per altri Paesi, pretenda il rispetto dei diritti umani da parte del Regno del&lt;br /&gt;Marocco prima di ogni accordo, sia bilaterale che della stessa Unione Europea.&lt;br /&gt;I Saharawi  chiamavano il campo di Gdmail Izik “il campo della dignità e della libertà” perché potevano&lt;br /&gt;finalmente parlare tra loro, cantare le loro canzoni, riunirsi e discutere liberamente, manifestare le loro idee:&lt;br /&gt;cosa che è a loro impedito nei territori occupati militarmente dal Marocco.&lt;br /&gt;Questo campo ora non c’è più, ma il sogno dei Saharawi continua ed è dovere di ogni democratico battersi&lt;br /&gt;perché non sia più possibile uccidere i sogni; perché la libertà e l’autodeterminazione siano un diritto di tutti&lt;br /&gt;i popoli; perché i Saharawi possano finalmente decidere con il referendum del loro futuro.&lt;br /&gt;Sinistra Ecologia Libertà si batte per il rispetto dei diritti di tutti i popoli e per la soluzione pacifica dei&lt;br /&gt;conflitti,  a  partire  dalla  questione  palestinese,  per  la  convivenza  e  l’amicizia  tra  i  popoli,  perché  il&lt;br /&gt;Mediterraneo diventi un “mare di pace”e di prosperità per tutti.&lt;br /&gt;Presentato da Ugo Mazza e approvato all’unanimità &lt;br /&gt;Rimini, 16 gennaio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-5148213710897324800?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/5148213710897324800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=5148213710897324800&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5148213710897324800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5148213710897324800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-congresso-della-regione-emilia.html' title='Il Congresso della Regione Emilia-Romagna di Sinistra Ecologia Libertà'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn2qjQtdeI/AAAAAAAADpU/_8MpRl1u7So/s72-c/logo-sinistra-ecologia-liberta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6540811190130378064</id><published>2011-01-21T22:07:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T22:08:40.092+01:00</updated><title type='text'>Un prigioniero politico è stato presentato in  corte marziale a Rabat</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn1z3fXw7I/AAAAAAAADpM/IXKytScTKVE/s1600/Bangua%2BCheikh.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 183px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn1z3fXw7I/AAAAAAAADpM/IXKytScTKVE/s320/Bangua%2BCheikh.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564749086010622898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rabat, 20 gennaio 2011 (SPS), prigioniero politico saharawi, Sheik Banga (22 anni), è stato presentato Mercoledì in una corte marziale a Rabat dopo 70 giorni di detenzione presso il carcere di Rabat-Salé, in assenza del difensore , ha detto un funzionario del Sahara Occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prigioniero, che è stato arrestato dopo lo smantellamento sanguinoso campo Gdeim Izik, 8 ottobre 2010, ha rifiutato di rispondere alle domande del giudice, in assenza dei suoi avvocati, che non sono stati notificati dalla data del suo processo, ha aggiunto la fonte. A giudicare sarà rinviata a Venerdì, si diceva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono venti i prigionieri politici saharawi detenuti nel carcere di Rabat-Salé essere processato dinanzi a un tribunale militare a seguito della loro partecipazione a eventi Gdeim Izik.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi sono vittime di abusi, torture, stupri e privazione dei diritti fondamentali come il trattamento medico a causa delle loro posizioni politiche in merito alla questione del Sahara Occidentale. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6540811190130378064?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6540811190130378064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6540811190130378064&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6540811190130378064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6540811190130378064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/un-prigioniero-politico-e-stato.html' title='Un prigioniero politico è stato presentato in  corte marziale a Rabat'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn1z3fXw7I/AAAAAAAADpM/IXKytScTKVE/s72-c/Bangua%2BCheikh.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7773753276096344788</id><published>2011-01-21T22:05:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T22:06:40.248+01:00</updated><title type='text'>Il Fronte Polisario ha ribadito che la soluzione del conflitto con il Marocco passa per "un referendum di autodeterminazione"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn1V3_cyPI/AAAAAAAADpE/IoCDVLduGNE/s1600/Beyun.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 136px; height: 204px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn1V3_cyPI/AAAAAAAADpE/IoCDVLduGNE/s320/Beyun.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564748570749094130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Madrid , 20 gennaio 2011 (SPS). Il Fronte Polisario rappresentante in Spagna, Buchraya Beyoun, ha ribadito Mercoledì a Madrid, che la soluzione del conflitto con il Marocco attraverso un "referendum di auto-determinazione, in cui il popolo Saharawi possa decidere il proprio futuro", in una dichiarazione rilasciata mercoledì dalla stampa Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr. Beyoun che ha reagito alle dichiarazioni del ministro spagnolo della Presidenza, Ramon Jauregui, chiamando il Polisario per discutere la proposta di autonomia proposto dal Marocco, ha chiesto alla Spagna di smettere di fare la "pubblicità" per piano marocchino, sapendo che l'unica soluzione al conflitto si trova in un referendum in cui i Saharawi possa determinare liberamente il loro futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il funzionario ha ammesso di saharawi non è rimasto sorpreso dalle osservazioni del signor Jáuregui perché "l'attuale governo di Spagna, dimostra ancora una volta egli si trova sul lato marocchino" in questo caso la decolonizzazione del Sahara occidentale .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr. Jauregui ha detto che era il leader del Fronte Polisario, ha discusso con la proposta di autonomia del Marocco per il Sahara occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ironia della sorte, il diplomatico Saharawi accolto con favore la "opportunità" per il popolo Saharawi non hanno Jáuregui come leader del Polisario, e si rammarica che le manifestazioni della maggioranza dei partiti politici spagnoli e la società civile in favore di un referendum di autodeterminazione per il popolo Saharawi "non aprire un vuoto nel governo" di José Luis Rodríguez Zapatero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, Beyún appoggiato la proposta che una volta era il capo della diplomazia spagnola, Trinidad Jiménez, innalzare il livello politico riunioni del gruppo degli Amici del Segretario generale, compresa la Spagna, gli Stati Uniti, nel Regno Unito, Francia e Russia, così questi sono incontri ad alto livello di ministri o segretari di Stato al fine di promuovere l'accordo tra il Polisario e Rabat. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7773753276096344788?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7773753276096344788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7773753276096344788&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7773753276096344788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7773753276096344788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-fronte-polisario-ha-ribadito-che-la_21.html' title='Il Fronte Polisario ha ribadito che la soluzione del conflitto con il Marocco passa per &quot;un referendum di autodeterminazione&quot;'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn1V3_cyPI/AAAAAAAADpE/IoCDVLduGNE/s72-c/Beyun.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7189403831012884272</id><published>2011-01-21T22:03:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T22:04:44.295+01:00</updated><title type='text'>La signora Jimenez falsificazione dei dati e si allinea alla posizione del Marocco (Ould Salek)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn05MjAc_I/AAAAAAAADo8/ueXPEf_Sjkg/s1600/round.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 156px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn05MjAc_I/AAAAAAAADo8/ueXPEf_Sjkg/s320/round.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564748078050735090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bir Lehlu (territori liberati), 21 gennaio 2011 (SPS) Le dichiarazioni del ministro degli Esteri di Spagna, Trinidad Jiménez, che il Fronte Polisario ha convenuto che il referendum nel Sahara occidentale è "complessa", sono "senza base "e riflettono chiaramente l'allineamento di Madrid sulla posizione del Marocco, ha detto che il governo saharawi in un comunicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Contrariamente a quanto la signora Jimenez, posizione chiara ed esplicita del Fronte Polisario si basa sul referendum di autodeterminazione per il popolo Saharawi che è il modo adatto a norma del diritto, la democrazia e trasparenza, per risolvere il conflitto del Sahara Occidentale ", ha detto il ministro Saharawi degli Affari Esteri, Sig. Mohamed Salem Ould Salek, in una dichiarazione scritta ricevuta dal SPS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un'intervista prese dai media spagnoli, la signora Jimenez ha detto che il Fronte Polisario ha convenuto che il referendum è stato "complicato perché (Polisario) non è in condizione di fare un censimento" della popolazione Saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ci sono difficoltà o ostacoli al referendum di autodeterminazione nel Sahara occidentale, ad eccezione di quelle inerenti alla mancanza di volontà politica della potenza occupante, il Regno del Marocco, sostenuto nella sua intransigenza, purtroppo, da parte di alcuni soggetti terzi, "rispose il signor Ould Salek.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tentativo della signora Jimenez, "identici" a quelli impiegati dal governo marocchino per "aggirare" il referendum di autodeterminazione nel Sahara occidentale non può essere classificato nella casella di "neutralità positiva" e ancor meno nel "ruolo costruttivo" Stato spagnolo, che vanta il ministro, dal momento che si tratta chiaramente di un tentativo di "decadenza dei diritti e la volontà del popolo Saharawi", ha sottolineato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Inoltre, ha detto, il rifiuto della Spagna di assumere le proprie responsabilità fino ad oggi nel processo di decolonizzazione della sua colonia, il Sahara occidentale, che è stato presentato alla occupazione militare marocchina 31 ottobre 1975 , non può mai essere avanzata come giustificazione o scusa, che impedisce l'applicazione del diritto internazionale, che non ammette la scadenza o intrigo ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo Saharawi ricorda al riguardo che la questione del Sahara Occidentale è scritta dagli anni sessanta del secolo scorso come "una questione di decolonizzazione, da risolvere in conformità con la Carta delle Nazioni Unite e storica risoluzione 1514, che afferma "la concessione dell'indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali, attraverso l'esercizio del loro diritto inalienabile all'autodeterminazione." (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7189403831012884272?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7189403831012884272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7189403831012884272&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7189403831012884272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7189403831012884272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/la-signora-jimenez-falsificazione-dei.html' title='La signora Jimenez falsificazione dei dati e si allinea alla posizione del Marocco (Ould Salek)'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn05MjAc_I/AAAAAAAADo8/ueXPEf_Sjkg/s72-c/round.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-5284435698553294875</id><published>2011-01-21T22:02:00.002+01:00</published><updated>2011-01-21T22:03:17.586+01:00</updated><title type='text'>Martedì conferenza dibattito sulla causa Saharawi a Forlì (Italia)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn0ir6oTFI/AAAAAAAADo0/MqCDNB5mGaA/s1600/flag-italie.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 236px; height: 158px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn0ir6oTFI/AAAAAAAADo0/MqCDNB5mGaA/s320/flag-italie.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564747691334323282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Martedì conferenza dibattito sulla causa Saharawi a Forlì (Italia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA , 21 GENNAIO 2011 (SPS) Il Comune di Forlì (Emilia-Romagna) prevede di tenere Martedì prossimo, una tavola rotonda su "La storia e la cultura saharawi: in memoria di un popolo, il suo presente e futuro" ha detto il Venerdì, fonte di media a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa riunione alla quale parteciperanno giornalisti saharawi, accademici e rappresentanti di associazioni italiane di solidarietà con il popolo Saharawi è quello di sensibilizzare sul "recupero della memoria storica e la promozione dei diritti umani saharawi", ha detto la fonte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un articolo intitolato "I diritti umani violati per 35 anni sotto l'indifferenza dell'Occidente", il giornale Romagna Oggi, annuncia che il Segretario Generale dell'Unione dei Giornalisti e Scrittori Saharawi, sarà discussa nel il convegno "il destino del suo popolo, che vive in esilio per 35 anni". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Citando il giornalista Saharawi, il giornale scrive che l'UE sia un "atteggiamento quasi schizofrenico: da un lato aiuta i profughi Saharawi, e dall'altro promuove la valorizzazione dei territori occupati dal Marocco ". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli ha aggiunto che Lekhlal ", giornalista poliglotta coraggiosamente impegnata a sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sul dramma saharawi in tour alcune scuole secondarie di Forlì per testimoniare la realtà Saharawi". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riferendosi alla solidarietà della Regione Emilia-Romagna con il popolo Saharawi, ha ricordato che per anni, "segue con particolare attenzione alla" situazione dei rifugiati saharawi, fornendo loro un aiuto per la riaffermazione dei loro diritti. " &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i progetti di aiuto "sostegno dell'istruzione pubblica, la conservazione e il consolidamento della cultura saharawi", coinvolgendo anche le associazioni di solidarietà con il popolo saharawi, compreso Punto Europa e il Consiglio per lo Sviluppo Internazionale Popoli (CISP), "ha detto il giornale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I rappresentanti di queste associazioni hanno di recente effettuato una missione nei campi profughi per informazioni sulla loro situazione", ricorda il giornale italiano. Sui diritti umani, ha detto citando il giornalista Saharawi, sono oggetto di "violazioni" sotto il "colpevole negligenza delle democrazie occidentali e della stessa Unione europea".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La lotta popolo Saharawi per 35 anni per liberare la sua terra occupata dai militari del Marocco, la tragedia è che non riesce a ottenere giustizia presso le Nazioni Unite, che affronta la questione dal 1990", dice ha detto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento ricorda "l'ultima violenza (realizzato) contro i poveri, senza terra o diritti, che risale al novembre scorso," quando lo smantellamento del campo della libertà vicino a El Aaiun occupata. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-5284435698553294875?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/5284435698553294875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=5284435698553294875&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5284435698553294875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5284435698553294875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/martedi-conferenza-dibattito-sulla.html' title='Martedì conferenza dibattito sulla causa Saharawi a Forlì (Italia)'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn0ir6oTFI/AAAAAAAADo0/MqCDNB5mGaA/s72-c/flag-italie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-5768976720008590905</id><published>2011-01-21T22:01:00.002+01:00</published><updated>2011-01-21T22:01:55.646+01:00</updated><title type='text'>Apertura del Fronte Polisario quinto Incontro informale e il Marocco a New York</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn0OQHFY8I/AAAAAAAADos/vNcLQ1H2f6M/s1600/Christofer_ross.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 88px; height: 119px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn0OQHFY8I/AAAAAAAADos/vNcLQ1H2f6M/s320/Christofer_ross.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564747340272985026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Apertura del Fronte Polisario quinto Incontro informale e il Marocco a New York&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahid ElHafed 21 gennaio 2011 (SPS) Il lavoro della quinta riunione informale tra il Fronte Polisario e il Marocco ha cominciato Venerdì a New York sotto gli auspici dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Christopher Ross.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'incontro di tre giorni con i rappresentanti dei due paesi osservatori, vale a dire l'Algeria e la Mauritania. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr. Ross ha detto, dopo l'ultimo round di negoziati, il Fronte Polisario e il Marocco aveva proposto idee concrete che saranno sviluppate nel corso dei prossimi due sessioni di colloqui informali prossimo gennaio e marzo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva, però, ha sottolineato che le proposte di entrambe le parti erano ancora stati fatti, aggiungendo che al termine della riunione, "ciascuna parte ha continuato a respingere la proposta degli altri come unica base per i negoziati futuri". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Always''in nell'ambito della attuazione delle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza relative al processo dei negoziati, le parti si sono impegnati in ampie discussioni su approcci innovativi per costruire una nuova dinamica nel processo negoziale nel 2011, basata su incontri regolari'', ha aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, il signor Ross aveva esortato entrambe le parti per creare a''climate di fiducia e di un clima favorevole al progresso dei negoziati e per evitare tutto ciò che potrebbe danneggiare il processo negoziale.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio di Sicurezza aveva chiesto nella sua risoluzione (1871) in Marocco e il Fronte Polisario a continuare i negoziati sotto l'egida del segretario generale delle Nazioni Unite, "senza precondizioni e in buona fede" per raggiungere " soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile ", che può fornire per la determinazione del popolo del Sahara Occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sahara occidentale è l'ultima colonia in Africa. E 'considerato territorio non autonomo dalle Nazioni Unite dal 1966. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-5768976720008590905?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/5768976720008590905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=5768976720008590905&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5768976720008590905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5768976720008590905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/apertura-del-fronte-polisario-quinto.html' title='Apertura del Fronte Polisario quinto Incontro informale e il Marocco a New York'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTn0OQHFY8I/AAAAAAAADos/vNcLQ1H2f6M/s72-c/Christofer_ross.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4375516967477821674</id><published>2011-01-21T21:59:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T22:00:58.336+01:00</updated><title type='text'>Una delegazione del movimento associativo italiano compie una visita ai campi profughi del Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnz6hSZW6I/AAAAAAAADok/dPVLjDEz1WE/s1600/logo-florence.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 236px; height: 157px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnz6hSZW6I/AAAAAAAADok/dPVLjDEz1WE/s320/logo-florence.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564747001286450082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA , 21 GENNAIO 2011 (SPS) Una delegazione del movimento di associazione in solidarietà con il popolo Saharawi, la città italiana di Fuccehio (Firenze), ha completato una visita di diversi giorni in campi profughi Saharawi, dei funzionari ha detto Giovedi a Amministrazione Provinciale di Firenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La città è Fuccehio dal 1997, insieme con il campo Saharawi Bir Enzaran (Wilaya di Dakhla) e fornisce sostegno ai profughi saharawi e la causa per cui si battono da più di trenta anni", ha detto le fonti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo di questa partnership è stato quello di "richiamare l'attenzione sulla grave situazione in cui è costretta la popolazione saharawi a vivere in campi profughi affollati nel deserto, e privati del loro diritto fondamentale all'autodeterminazione" È stato ricordato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la sua permanenza nei campi profughi, la delegazione italiana ha consegnato un messaggio da Fuccehio sindaco, Claudio Toni e Comune, primo responsabile del campo Saharawi Bir Enzaran, si diceva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La visita ha consentito alla delegazione di indagare in prima persona la realtà dei campi saharawi, al fine di accertare la "bisogni" dei profughi e per individuare i progetti a loro favore per i prossimi mesi, hanno aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il 2011, il governo municipale di Fucecchio e le associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi hanno previsto di ospitare un gruppo di bambini Saharawi in Toscana, si è detto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre iniziative sono state approvate dalle associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi di questa città, compresa la convocazione di riunioni e discussioni sulla questione Saharawi, la proiezione di documentari e relativo film, la raccolta di fondi e organizzazione Viaggio nei campi profughi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione ha visitato i campi profughi era composta da rappresentanti del Consiglio, del Volontariato di Fucecchio I Care Foundation, l'associazione culturale Circolo Cinema Amarcord e associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi e Gaibilia Hurra, è stato chiarito . (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4375516967477821674?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4375516967477821674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4375516967477821674&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4375516967477821674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4375516967477821674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/una-delegazione-del-movimento.html' title='Una delegazione del movimento associativo italiano compie una visita ai campi profughi del Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnz6hSZW6I/AAAAAAAADok/dPVLjDEz1WE/s72-c/logo-florence.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-2013892935230406510</id><published>2011-01-21T21:53:00.001+01:00</published><updated>2011-01-21T21:54:36.802+01:00</updated><title type='text'>Almeno sei donne ferite nel corso di una manifestazione pacifica a El Aaiun, occupati</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnyhUf9xFI/AAAAAAAADoc/VmCOkQewAkA/s1600/police_maroc2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 109px; height: 78px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnyhUf9xFI/AAAAAAAADoc/VmCOkQewAkA/s320/police_maroc2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564745468845343826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Almeno sei donne ferite nel corso di una manifestazione pacifica a El Aaiun, occupati &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Aaiun (territori occupati), 21 gennaio 2011 (SPS), almeno sei donne sono state ferite Venerdì, durante una manifestazione pacifica organizzata quartiere "Lehcheicha" a El Aaiun occupata per pretendere di fare luce sulla morte violenta di un giovane saharawi Dambar Said (26), sparato a distanza ravvicinata con una pallottola alla testa da una polizia marocchina il 23 dicembre scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centinaia di donne si erano riunite questo pomeriggio a casa della famiglia della vittima, scandendo slogan e mostrando cartelli che chiedono "condurre una indagine neutra" circa l'omicidio, ha detto un comunicato del ministero dei Territori Occupati e la Diaspora, ha ricevuto da SPS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famiglia del martire Dambar detto precedentemente denunciato l'uso delle autorità marocchine di offrire denaro in cambio del lavoro e per la famiglia di "non protestare o chiedere spiegazioni sulle circostanze dell'assassinio di suo figlio ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famiglia ha anche denunciato la mancanza di informazioni distillate dalle autorità ospedale della città occupata di El Aaiun, che ha rifiutato di fornire un referto medico sulla morte di suo figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un comunicato stampa della Presidenza del Saharawi 25 dicembre 2010, ha decretato una giornata di lutto nazionale in memoria del martire, dicendo che "Said fuoco Dambe vittima di un vile attentato da parte della polizia di occupazione marocchina, oltre al l'elenco dei martiri della resistenza per la libertà e l'indipendenza nazionale saharawi, Hamdi Lembarki, Lejlifi Aba Sheikh, Jaya Baba Elhoussein Lekteif, Najem Elgarhi, Brahim Baba Daudi e Elgargar, tra gli altri. " (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-2013892935230406510?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/2013892935230406510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=2013892935230406510&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2013892935230406510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2013892935230406510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/almeno-sei-donne-ferite-nel-corso-di.html' title='Almeno sei donne ferite nel corso di una manifestazione pacifica a El Aaiun, occupati'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnyhUf9xFI/AAAAAAAADoc/VmCOkQewAkA/s72-c/police_maroc2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3045171466194384375</id><published>2011-01-21T21:52:00.002+01:00</published><updated>2011-01-21T21:52:55.251+01:00</updated><title type='text'>Manhasset incontro: il Fronte Polisario con "lo stesso spirito di leale cooperazione"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnyH_RhaNI/AAAAAAAADoU/dlEBdqurADo/s1600/Boukhari%2BAHmed.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 226px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnyH_RhaNI/AAAAAAAADoU/dlEBdqurADo/s320/Boukhari%2BAHmed.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564745033650890962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Manhasset incontro: il Fronte Polisario con "lo stesso spirito di leale cooperazione" (Bukhari)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WASHINGTON , 21 Gennaio 2011 (SPS), rappresentante del Polisario per le Nazioni Unite, Ahmed Boukhari ha detto Venerdì che la delegazione Saharawi sarà presente alla quinta riunione informale con il Marocco che hanno "lo stesso spirito di leale cooperazione" con Nazioni Unite, pur essendo «di i sacrosanti diritti del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''La delegazione del Saharawi ha partecipato alla quinta riunione informale con lo stesso spirito di leale cooperazione con gli sforzi dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Christopher Ross, pur essendo profondamente impegnati i sacri diritti della il nostro popolo all'autodeterminazione e all'indipendenza'', ha detto alla APS. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr. Bukhari ha sottolineato che l'incontro tra il Fronte Polisario e il Marocco si terrà a "circostanze molto speciali", spiegando che "la repressione sanguinosa" svolta nel novembre scorso dalle forze marocchine di occupazione contro il popolo Saharawi Camp Gdeim Izik "è solo per dimostrare alla comunità internazionale che la nostra gente è rimasta fedele al suo diritto alla libertà e all'indipendenza". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lui, il "successo del referendum di autodeterminazione del Sudan meridionale in gennaio 9-15 viene mostrato la solidità del nostro impegno per un referendum come il modo più democratico per rispondere alle legittime aspirazioni di una le persone a decidere del loro futuro ". "Questa poi due messaggi forti di un implicazioni molto significative politico'', ha detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto, ha sostenuto,''tutte queste circostanze nazionali e internazionali richiedono un maggior coinvolgimento del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per la protezione dei diritti umani nei territori occupati Saharawi e per la riattivazione di processo di attuazione del piano di insediamento del 1991 e gli Accordi di Houston del 1997, che sono i soli accordi accettati da parte del Fronte Polisario e il Marocco, e approvata dal Consiglio di sicurezza.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mr. Bukhari ha detto in questo contesto che queste instruments''call delle Nazioni Unite per un referendum di autodeterminazione per il popolo Saharawi che hanno gli stessi diritti di autodeterminazione come quelli di Namibia nel 1989 il popolo di Timor Est nel 2000 e nel Sudan meridionale nel 2011.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il funzionario Saharawi rilevare, inoltre, che i recenti eventi politici che hanno avuto luogo in Tunisia "offre una nuova opportunità per il Marocco per sbarazzarsi di un progetto espansionista senza futuro che ha ipotecato il futuro del paese, profondamente contaminato la sua credibilità International e seminato sfiducia e tensione nella nostra regione. " &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso, ha detto "liberarsi di questo peso sulla base del diritto internazionale pertinente consentirebbe Marocco per porre fine a questa ipoteca e, conseguentemente, di soddisfare meglio le aspirazioni socio-economiche delle persone e democratico marocchine ". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, ha indicato che le autorità marocchine "sono stati a lungo cercando di convincere il popolo marocchino che noi siamo il nemico da sconfiggere. In realtà, siamo indispensabili l'amico che ha sempre evitato di insultare il futuro. Prima o poi, il popolo marocchino si renderà conto della verità storica.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marocco e il Fronte Polisario nel giugno 2007 aveva avviato una trattativa diretta, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, con quattro gare che hanno avuto luogo a Manhasset, e quattro riunioni informali a Vienna (Austria) e Manhasset. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai sensi della Dichiarazione sulla concessione dell'indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali, l'Assemblea generale dell'ONU ha adottato la risoluzione, nel dicembre sostenere il processo di negoziato per raggiungere una "giusta soluzione politica sostenibile e che costituirà per la determinazione del popolo del Sahara occidentale.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprezzando gli sforzi in tal senso dal segretario generale e il suo inviato personale, l'Assemblea generale dell'ONU ha chiesto al Comitato delle Nazioni Unite Quarta decolonizzazione carico di continuare a monitorare la situazione nel Sahara occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione Saharawi partecipa alla quinta riunione informale con il Marocco è composto dal Presidente del Consiglio Nazionale (parlamento) della Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD), Sig. Khatri Addouh, coordinatore Saharawi con la Missione delle Nazioni Unite per l' Organizzazione di un Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO), il Sig. M'hamed Khaddad, e il rappresentante del Polisario alle Nazioni Unite, Ahmed Boukhari. (SPS)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3045171466194384375?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3045171466194384375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3045171466194384375&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3045171466194384375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3045171466194384375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/manhasset-incontro-il-fronte-polisario.html' title='Manhasset incontro: il Fronte Polisario con &quot;lo stesso spirito di leale cooperazione&quot;'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTnyH_RhaNI/AAAAAAAADoU/dlEBdqurADo/s72-c/Boukhari%2BAHmed.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-2790465099072507333</id><published>2011-01-20T16:26:00.002+01:00</published><updated>2011-01-20T16:27:00.048+01:00</updated><title type='text'>Il Fronte Polisario ha ribadito che la soluzione del conflitto con il Marocco passa per "un referendum di autodeterminazione"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThUOAW1isI/AAAAAAAADoM/lBTz85WUHos/s1600/sahara-libre-300x300.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThUOAW1isI/AAAAAAAADoM/lBTz85WUHos/s320/sahara-libre-300x300.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564289939206933186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Fronte Polisario ha ribadito che la soluzione del conflitto con il Marocco passa per "un referendum di autodeterminazione"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rappresentante del Fronte Polisario in Spagna, Bucharaya Beyún, Mercoledì ha ribadito che la soluzione del conflitto con il Marocco passa attraverso un "referendum di autodeterminazione in cui il popolo Saharawi possa liberamente decidere del loro futuro".&lt;br /&gt;Secondo Europa Press, Bucharaya Beyún, e ha reagito alle dichiarazioni della Presidenza ministro spagnolo, Ramon Jauregui, che gli chiese di smettere di "pubblicità" piano di autonomia del Marocco per il Sahara occidentale come l'unica soluzione della controversia sarà un referendum in cui il sahariani di determinare liberamente il loro futuro.&lt;br /&gt;Il responsabile Saharawi ammesso lei non è sorpreso parole Jáuregui perché "dimostrando ancora una volta che il governo attuale della Spagna è sul lato marocchino" in questo caso.&lt;br /&gt;Beyún Bucharaya accolto con favore la "fortunata" per avere il Saharawi non hanno Jáuregui leader Polisario deplorato il fatto che le manifestazioni della maggior parte dei partiti politici spagnoli e la società civile in favore di un referendum di autodeterminazione per il popolo Saharawi "non ha fatto un ammaccatura nel governo" di José Luis Rodríguez Zapatero.&lt;br /&gt;Ha ricordato perché ha sollecitato il governo spagnolo per fermare "dare pubblicità" alla proposta marocchina, il Polisario si rifiuta di venire a negoziare, e invece di "difendere il diritto internazionale".&lt;br /&gt;Infine, Beyún appoggiato la proposta che una volta era il capo della diplomazia spagnola, Trinidad Jimenez, ad innalzare il livello politico riunioni del gruppo degli Amici del Segretario Generale dell'ONU dà Spagna, USA, UK, Francia e Russia in modo che queste riunioni siano fatte a volte a livello di ministri o segretari di Stato per promuovere un accordo tra il Polisario e Rabat.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-2790465099072507333?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/2790465099072507333/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=2790465099072507333&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2790465099072507333'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2790465099072507333'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-fronte-polisario-ha-ribadito-che-la.html' title='Il Fronte Polisario ha ribadito che la soluzione del conflitto con il Marocco passa per &quot;un referendum di autodeterminazione&quot;'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThUOAW1isI/AAAAAAAADoM/lBTz85WUHos/s72-c/sahara-libre-300x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1889610351261709522</id><published>2011-01-20T16:18:00.002+01:00</published><updated>2011-01-20T16:23:53.915+01:00</updated><title type='text'>Washington sostiene il processo dei Nazioni Unite nel Sahara occidentale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThTa1DQ2TI/AAAAAAAADoE/BK3DH5QqU8o/s1600/philip_crowley_EEUU_520x300-300x173.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 173px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThTa1DQ2TI/AAAAAAAADoE/BK3DH5QqU8o/s320/philip_crowley_EEUU_520x300-300x173.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564289059998718258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Washington sostiene il processo delle Nazioni Unite nel Sahara occidentale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Philip Crowley, ha ribadito che gli Stati Uniti Martedì continuando a sostenere le Nazioni Unite sulla questione del Sahara Occidentale.&lt;br /&gt;"Continuiamo a sostenere il processo in corso delle Nazioni Unite relativa al Sahara occidentale", ha detto il portavoce nel suo briefing quotidiano.&lt;br /&gt;Ricorda che in tutte le sue risoluzioni, le Nazioni Unite hanno riaffermato che incoraggia entrambe le parti in conflitto, il Fronte Polisario e il Marocco, "per raggiungere una pace giusta, durevole e reciprocamente accettabile per consentire la determinazione del popolo del Sahara occidentale ".&lt;br /&gt;Queste risoluzioni sono basate sui principi della Carta delle Nazioni Unite e la risoluzione 1514 adottata dall'Assemblea Generale il 14 dicembre 1960 e riconosce il diritto dei paesi coloniali e dei popoli all'autodeterminazione e all'indipendenza.&lt;br /&gt;La quinta riunione informale tra il Fronte Polisario e il Marocco si svolgerà il 21, 22 e 23 gennaio a New York.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1889610351261709522?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1889610351261709522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1889610351261709522&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1889610351261709522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1889610351261709522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/washington-sostiene-il-processo-dei.html' title='Washington sostiene il processo dei Nazioni Unite nel Sahara occidentale'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThTa1DQ2TI/AAAAAAAADoE/BK3DH5QqU8o/s72-c/philip_crowley_EEUU_520x300-300x173.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6928280776070324188</id><published>2011-01-20T16:17:00.002+01:00</published><updated>2011-01-20T16:18:25.354+01:00</updated><title type='text'>La comunità internazionale ha messo in discussione la situazione dei prigionieri politici saharawi nelle carceri marocchine</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThSK8GXGDI/AAAAAAAADn8/vhxTfO6uhss/s1600/presos_carcelnoir.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 170px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThSK8GXGDI/AAAAAAAADn8/vhxTfO6uhss/s320/presos_carcelnoir.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564287687501223986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La comunità internazionale ha messo in discussione la situazione dei prigionieri politici saharawi nelle carceri marocchine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paris, 19/01/2011 (SPS) Il comitato per difendere il diritto all'autodeterminazione per il popolo Saharawi (CODAPSO) Martedì esortato la comunità internazionale a reagire con forza contro la situazione "e" inquietante "prigionieri politici drammatica" detenuti sahrawi nelle carceri di El Aaiun, occupati e Salé (vicino a Rabat).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il CODAPSO dice la maggior parte dei detenuti hanno espresso il loro sostenitori tortura "multiforme" che sono "abitualmente esposti" dai loro carcerieri. Secondo una dichiarazione adottata dalla APS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli ha osservato come "lo stupro e il trattamento degradante" e ha violato la loro dignità di cui sono esposti da parte della polizia marocchina nelle forze di polizia "per non parlare di razzismo che sono soggetti al carcere marocchino" . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Citando gli avvocati della difesa, il signor Rguibi Lahbib e Bazaid Lehmad che hanno visitato i detenuti nel carcere di Salé, il CODAPSO indica anche che 130 prigionieri saharawi, tra cui 6 donne, arrestato dopo lo smantellamento dei campi di Gdeim Izik 8 novembre questi ultimi sono stati sottoposti a torture, stupri e abusi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti di loro soffrono di malattie croniche causate dalla detenzione prolungata e l'molti abusi a cui sono sottoposti a quotidiane, deplora anche il comitato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The CODAPSO chiamato in questo contesto, l'apertura di un'inchiesta internazionale sulle torture, stupri e trattamento inumano commesso dalle autorità marocchine per i prigionieri politici saharawi e chiamata al organizzazioni internazionali dei diritti umani per denunciare gli abusi subito i prigionieri politici Saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato chiede inoltre alla comunità internazionale di esercitare pressioni sul Marocco a rispettare i diritti umani nel Sahara occidentale e l'applicazione del diritto internazionale che apre il popolo Saharawi diritto all'autodeterminazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli chiede infine alla condanna della restrizione sistematica della libertà contro i militanti ei cittadini saharawi e ribadisce il suo appello per l'estensione delle prerogative MINURSO per la sorveglianza e il rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6928280776070324188?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6928280776070324188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6928280776070324188&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6928280776070324188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6928280776070324188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/la-comunita-internazionale-ha-messo-in.html' title='La comunità internazionale ha messo in discussione la situazione dei prigionieri politici saharawi nelle carceri marocchine'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThSK8GXGDI/AAAAAAAADn8/vhxTfO6uhss/s72-c/presos_carcelnoir.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3972929607320991149</id><published>2011-01-20T16:15:00.001+01:00</published><updated>2011-01-20T16:16:21.106+01:00</updated><title type='text'>Marocco riconosce crimini contro l'umanità perpetrati contro il popolo Saharawi (AFAPREDESA)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThRvFC2OHI/AAAAAAAADn0/puI2XqW0HxI/s1600/carcel_negra.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 143px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThRvFC2OHI/AAAAAAAADn0/puI2XqW0HxI/s320/carcel_negra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564287208866068594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahid El Hafed , 19/01/2011 (SPS) Il governo del Marocco ha riconosciuto ufficialmente "crimine contro l'umanità" commessi contro il popolo Saharawi e quindi deve "rispondere" per le sue azioni dinanzi al giudice, chiamato Associazione delle Famiglie dei Prigionieri e Desaparecidos Saharawi (AFAPREDESA) in un comunicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Citando un rapporto pubblicato a fine dicembre 2010 dal Consiglio Reale Consultivo per i Diritti Umani (CCDU), del Marocco, Rabat che riconosce la morte in carcere di 350 saharawi, tra cui 14 bambini dai 3 mesi ai 14 anni donne e vecchi AFAPREDESA crede che questi crimini "descritta nel rapporto" non può essere descritta altrimenti che come "crimini contro l'umanità", come definito dal diritto internazionale consuetudinario, in particolare poiché il giudice Norimberga al Tribunale penale internazionale dell'Aia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questo rapporto firmato da un istituzione ufficiale di un regime che ha cercato di nascondere la verità, per quanto ovvio per molti decenni, è una ammissione di un genocidio perpetrato contro il popolo Saharawi dalle forze di occupazione dal primo giorno dell'invasione militare marocchina del Sahara Occidentale nel 1975 ", osserva il ONG saharawi sostenendo da decenni per far luce su più di 500 saharawi scomparsi e altri 151 prigionieri di guerra ancora nelle mani del Marocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per AFAPREDESA, "questa confessione ufficiale di Rabat, lungi dal sanare le ferite, il caso non livellate dei dispersi che il Marocco ha voluto chiudere" e non può nascondere "un tentativo di mantenere l'impunità degli autori di crimini contro l'umanità commessi contro il popolo Saharawi ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conseguenza, l'associazione ha bisogno di "riparazione e risarcimento per i sopravvissuti e le famiglie delle vittime di sparizioni forzate al grave danno provocato morale e materiale", e un'indagine "credibile" sui fatti riguardanti le sparizioni forzate e altre gravi violazioni commessi contro i cittadini saharawi, che deve essere con "la partecipazione delle organizzazioni dei diritti umani saharawi, marocchina e internazionale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiede inoltre di "individuare i resti e restituirli alle famiglie per identificarli e dare loro una degna sepoltura".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il AFAPREDESA sostiene infine che le Nazioni Unite, la responsabilità di garantire il rispetto delle norme internazionali sui diritti umani, in particolare nei Territori, deve "prendere le misure alla luce del riconoscimento ufficiale del Marocco di reati commessi "e che richiedono, in particolare, lo stato marocchino a" rispettare i diritti di verità, giustizia e riparazione per le vittime delle sparizioni forzate e di altri crimini contro l'umanità perpetrati in Sahara Occidentale ".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3972929607320991149?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3972929607320991149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3972929607320991149&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3972929607320991149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3972929607320991149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/marocco-riconosce-crimini-contro.html' title='Marocco riconosce crimini contro l&apos;umanità perpetrati contro il popolo Saharawi (AFAPREDESA)'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThRvFC2OHI/AAAAAAAADn0/puI2XqW0HxI/s72-c/carcel_negra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-5693156426622310124</id><published>2011-01-20T16:12:00.002+01:00</published><updated>2011-01-20T16:14:31.356+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThRQOAAaaI/AAAAAAAADns/Y5Gn2DtuVMo/s1600/Sinistra-Ecologia-liberta.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 132px; height: 132px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThRQOAAaaI/AAAAAAAADns/Y5Gn2DtuVMo/s320/Sinistra-Ecologia-liberta.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564286678694128034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Partito  Sinistra, l'ecologia e libertà: porre fine alla persecuzione del popolo Saharawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA , 19 gennaio 2011 (SPS), La festa italiana "Sinistra, Ecologia e Libertà» implorò di porre fine alla persecuzione del popolo saharawi e gli attivisti dei diritti umani nei territori occupati Saharawi, secondo una dichiarazione questa partito nella regione Emilia-Romagna, ha ricevuto a Roma il Mercoledì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il testo reso pubblico dopo il Congresso regionale del partito tenutasi di recente a Rimini (Emilia-Romagna), invita a "porre fine alla persecuzione dei cittadini Saharawi" e ha espresso la sua solidarietà alle famiglie delle vittime durante lo smantellamento di novembre, Saharawi campo della libertà, vicino a El Aaiun occupata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, il partito ha ribadito la sua "ferma condanna per l'attacco accampamento militare eretta dai cittadini saharawi marocchino vicino a El Aaiun, nel Sahara occidentale occupato dal Marocco a partire dal 1975», chiamando anche per la "cessazione delle La violenza contro i prigionieri saharawi e il rispetto dei diritti umani durante il processo e la difesa dei diritti umani sistematicamente violati dal Marocco ". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto, il Congresso regionale raccomanda che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, attraverso la MINURSO ", assicura il rispetto dei diritti umani" nei territori saharawi occupati e l'applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite sul Sahara West, tra cui "il referendum" auto-determinazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa esorta inoltre l'UE e l'Italia a sospendere "tutti gli accordi commerciali con il Marocco, il cui sfruttamento delle risorse Saharawi (pesce, fosfati, minerali rari, ecc.), Fino alla questione della sovranità dovrebbe essere decisa da un referendum nel Sahara occidentale, come definiti dal diritto internazionale ". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Congresso ha anche chiesto al governo italiano e quelli di altri paesi, che è richiesto del Marocco "rispetto dei diritti umani, prima della conclusione di accordi, sia bilaterali con l'UE", dice il comunicato . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, il partito dice che "combatte per i diritti di tutti i popoli e per la risoluzione pacifica dei conflitti, tra cui la questione palestinese, per la convivenza e l'amicizia tra i popoli e per la regione mediterranea diventa una zona di pace e prosperità per tutti ", conclude il testo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-5693156426622310124?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/5693156426622310124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=5693156426622310124&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5693156426622310124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5693156426622310124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-partito-sinistra-lecologia-e-liberta.html' title=''/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThRQOAAaaI/AAAAAAAADns/Y5Gn2DtuVMo/s72-c/Sinistra-Ecologia-liberta.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6171519057460940262</id><published>2011-01-20T16:10:00.002+01:00</published><updated>2011-01-20T16:12:28.830+01:00</updated><title type='text'>Il Partito comunista italiano sostiene l'autodeterminazione per il popolo Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThQy0C_UMI/AAAAAAAADnk/uA6wDPfG1h8/s1600/PCitalien.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 159px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThQy0C_UMI/AAAAAAAADnk/uA6wDPfG1h8/s320/PCitalien.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564286173511110850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito comunista italiano sostiene l'autodeterminazione per il popolo Saharawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA , 19 gennaio 2011 (SPS) Il Partito dei Comunisti Italiani (Rifondazione comunista) ha ribadito il suo "pieno sostegno" al diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione in conformità della risoluzione Onu 1514, ha detto Mercoledì a Roma, il capo della Relazioni con l'estero del partito, Fabio Amato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La posizione di Rifondazione Comunista, che è comune a quello di tutte le forze comuniste e progressiste del mondo (la questione Saharawi) è il pieno sostegno alla lotta del popolo Saharawi di esercitare il loro legittimo diritto all'autodeterminazione attraverso un referendum ", ha detto Amato in un testo fissato dalla APS. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il partito ha inoltre ribadito la propria "solidarietà politica" e il suo "pieno sostegno" al Fronte Polisario ", come un rappresentante politico" del popolo Saharawi, ha aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il partito ha pubblicato il suo "posizione coerente" vis-à-vis la causa Saharawi a seguito della recente ritorno in Marocco, il segretario generale del Partito dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto, ha sostenuto che la proposta marocchina per l'autonomia nel Sahara West ha detto Fabio Amato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amato ha detto che la dichiarazione di SG "non impegna il partito a riaffermare la sua posizione invariato al suo prossimo congresso". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Senza il rispetto del diritto internazionale, non ci può essere alcun progresso nella soluzione politica", attraverso "l'organizzazione di un referendum," il problema del Sahara occidentale, che è "il fondamento della lotta del Fronte Polisario in decenni ", ha detto Amato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il funzionario, che nota "la complicità dei governi in Europa, in particolare" con il Marocco "nella sua occupazione del Sahara occidentale, ribadisce" la solidarietà storica del movimento progressista e comunisti "nel mondo nei confronti del popolo Saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Molti paesi riconoscono la RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica), formato nei campi profughi. Una solidarietà che vogliamo riaffermare, e abbiamo espresso nel recente congresso del partito della sinistra europea", dice ha detto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Parlamento italiano ha votato nella scorsa legislatura una mozione che chiede al governo italiano di riconoscere il Fronte Polisario, ma questa chiamata" è stato chiaramente respinto ", ha detto Amato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lui, questo atteggiamento è simile a quella di altri governi europei incoraggiano il Marocco a continuare ad "ignorare il diritto internazionale" e "l'impegno della comunità internazionale" verso la questione Saharawi ", di imporre lo status quo nel Sahara occidentale .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6171519057460940262?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6171519057460940262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6171519057460940262&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6171519057460940262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6171519057460940262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-partito-comunista-italiano-sostiene.html' title='Il Partito comunista italiano sostiene l&apos;autodeterminazione per il popolo Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TThQy0C_UMI/AAAAAAAADnk/uA6wDPfG1h8/s72-c/PCitalien.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7937196014408454929</id><published>2011-01-18T19:20:00.002+01:00</published><updated>2011-01-18T19:21:51.014+01:00</updated><title type='text'>La tournée di Diliberto in Marocco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTXaMz2tWCI/AAAAAAAADnc/58n2z92KGoQ/s1600/diliberto.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTXaMz2tWCI/AAAAAAAADnc/58n2z92KGoQ/s320/diliberto.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563592828299073570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La tournée di Diliberto in Marocco&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; Italia, gennaio 2011 - Il diavoletto Azazello commenta la recente visita di Oliviero Diliberto in Marocco e le sue dichiarazioni, riportate con enfasi dalla stampa marocchina, di sostegno alla politica del regime in Sahara Occidentale (nella foto, il quotidiano Al Bayane)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tournée di Diliberto in Marocco&lt;br /&gt;di Azazello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedere la foto di Oliviero Diliberto in prima pagina sui giornali può perfino suscitare emozione, soprattutto a chi non è più giovane e sente forte la nostalgia dei bei tempi andati. Quando però si scopre che i giornali in questione non sono né il Corriere della Sera, né la Repubblica, e nemmeno il Manifesto, ma piuttosto Al Bayane, L’Opinion, Le Matin, ed altri bollettini ufficiali del regime marocchino, l’emozione del primo momento rischia di trasformarsi in qualcosa di meno gradevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così la tournée marocchina di Oliviero Diliberto rischia di assomigliare a quelle che, negli anni ’70, alcuni cantanti italiani passati ormai di moda facevano in Giappone, dove c’era ancora qualcuno disposto a presentarli come vedette sulla cresta dell’onda. E infatti la MAP (nientedimeno che l’agenzia ufficiale del Regno marocchino), ha presentato il nostro addirittura con il pomposo appellativo di “Segretario Generale del PCI”, giocando sul ricordo di quando in Italia esisteva un glorioso PCI, forte di milioni di iscritti e di votanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però la cosa non si risolve in un’innocua, per quanto grottesca, “operazione nostalgia”, perché il regime marocchino non fa niente per niente. Intanto va detto che Diliberto è stato invitato in Marocco dal PPS (Parti du progrès et du socialisme), considerato “partito fratello” in quanto ex Partito comunista, ma con una storia tutt’altro che nobile, dal momento che oggi fa parte del governo di un paese la cui struttura istituzionale è addirittura feudale, con tutto il potere nelle mani del Re, e che è complice della spietata repressione contro tutti gli oppositori politici, specialmente i comunisti della "Voie Démocratique" e gli indipendentisti saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se la tournée di Diliberto è stata tanto enfatizzata dalla propaganda ufficiale è solo perché serviva al  regime marocchino per dimostrare che, nel mondo, vi è ampio consenso nei confronti del progetto marocchino di impossessamento del Sahara Occidentale. In mancanza di autentiche star disposte a farsi utilizzare in questo gioco, bisognava naturalmente accontentarsi di quelle un po’ passate, e quindi più disponibili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo con cui il quotidiano Al Bayane ha riportato la notizia della visita dell’”illustre” ospite non consente equivoci: “L’unità nazionale è la priorità delle priorità per il Marocco”, come dire che il principale tema dell’incontro è stato quello della proposta di autonomia formulata dal Marocco per il Sahara Occidentale, verso la quale Diliberto ha espresso il suo sostegno (Da parte sua il segretario generale dei comunisti italiani ha reiterato il suo sostegno all’iniziativa marocchina di autonomia in Sahara e la sua “opposizione all’idea di separatismo e divisione nella regione”… Il SG del Partito dei comunisti italiani ha anche criticato “lo sfruttamento delle sensibilità religiose ed etniche per la creazione di micro-stati non vitali”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà se il SG dei Comunisti italiani è informato del fatto che la proposta marocchina di autonomia per il Sahara Occidentale è una formula vuota attraverso la quale il Marocco intende mantenere l’occupazione illegale del territorio; che tale occupazione viola la legalità internazionale e che nessun paese del mondo la riconosce. Chissà se è informato del fatto che il Sahara Occidentale è un territorio non autonomo considerato dall’ONU come l’ultima colonia d’Africa e che la stessa ONU mantiene nel territorio una missione (la MINURSO) il cui compito è quello di consentire la realizzazione di un referendum di autodeterminazione che consenta al popolo saharawi di scegliere tra indipendenza (che è cosa diversa dalla fumosa “autonomia” con cui il Marocco vuole imbrogliare le acque) e integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà se il SG dei Comunisti italiani è informato del fatto che il Marocco esercita una sanguinosa repressione sui militanti della pacifica intifada saharawi per l’indipendenza, repressione ultimamente condannata anche dal Parlamento Europeo con una mozione a larga maggioranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà se il SG dei Comunisti italiani è informato del fatto che gran parte dei militanti della Federazione della Sinistra, della quale attualmente egli riveste il ruolo di portavoce, sono impegnati nella solidarietà col popolo saharawi e la sua lotta per l’indipendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarebbe male se il SG dei Comunisti italiani chiarisse pubblicamente che cosa è realmente successo durante la sua tournée marocchina, se le posizioni espresse rappresentano il suo reale pensiero (in contrasto con le posizioni della Federazione che rappresenta e del principio – che dovrebbe essere sacro per un comunista - del diritto dei popoli all’autodeterminazione) o se esse siano state strumentalizzate e manipolate. E, magari, facesse autocritica. Perché il SG dei Comunisti italiani dovrebbe sapere che farsi usare inconsapevolmente é, per un dirigente politico, forse ancora più grave che essere complice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si avvicina il tempo in cui il SG dei Comunisti italiani potrà infine (perfino lui) riposarsi dalle fatiche della politica, dedicandosi a sane passeggiate e leggendo il giornale nei giardini pubblici, insieme agli altri pensionati. Lo immaginiamo già raccontare al vicino di panchina che un tempo è stato il SG dei Comunisti italiani, e immaginiamo il vicino rispondere, scuotendo il capo: “Sì, sì e io sono Napoleone”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7937196014408454929?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7937196014408454929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7937196014408454929&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7937196014408454929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7937196014408454929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/la-tournee-di-diliberto-in-marocco.html' title='La tournée di Diliberto in Marocco'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTXaMz2tWCI/AAAAAAAADnc/58n2z92KGoQ/s72-c/diliberto.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6487237036500781694</id><published>2011-01-17T16:47:00.002+01:00</published><updated>2011-01-17T16:48:13.994+01:00</updated><title type='text'>Processo politico a Casablanca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRksgexflI/AAAAAAAADnU/JxtnR3GT_G4/s1600/ali-salem-tamek.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRksgexflI/AAAAAAAADnU/JxtnR3GT_G4/s320/ali-salem-tamek.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563182155505434194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Processo politico a Casablanca&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; Marocco, 15 gennaio 2011, ore 2:30 del mattino - Si è concluso il processo contro i sette attivisti saharawi accusati di "attentato alla sicurezza interna dello Stato marocchino". Era presente come osservatore italiano l'avv. Francesco Marco de Martino, accompagnato dall'interprete Fahti Najah. Il verdetto sarà pubblicato il prossimo 28 gennaio, ma già possiamo dire che si è trattato di un processo senza garanzie, caratterizzato dalla costante sopraffazione nei confronti degli imputati e dei loro difensori. E' stato un processo politico contro il popolo saharawi (nella foto, Ali Salem Tamek) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comunicato degli osservatori al processo di Casablanca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, 14 gennaio 2011, alle ore 14:00, e fino ad oggi 15 gennaio, alle ore 2:30 del mattino, dinanzi il tribunale di prima istanza di Ain Seba’a (Casablanca) si è tenuta la quinta e ultima udienza del processo a carico dei sette militanti saharawi Brahim Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, Lachgare Degia, Yahdih Ettarrouzi, Rachid Sghavar, Saleh Lebaihidi, i primi tre ancora detenuti dal giorno 8 ottobre 2009. Era presente, come osservatore internazionale, Francesco Marco de Martino (avvocato a Napoli), coadiuvato da  Fahti Najah (interprete di lingua araba). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano altresì presenti: Matthew Lehrfeld (Consolato Generale USA di Casablanca), Dagmar Schmidt Tartagli (Ambasciata Svizzera in Marocco), nonché osservatori svedesi e di altri paesi e, per la stampa, fra gli altri, il corrispondente algerino dell’agenzia APS, Lounis Bahet.&lt;br /&gt;Il processo è stato interamente trattato, attraverso l’esame degli imputati detenuti, la discussione delle parti civili, la discussione degli avvocati marocchini degli imputati. Il Procuratore ha chiesto la pena massima di cinque anni di reclusione per tutti gli imputati. Il tribunale ha annunciato la pubblicazione del proprio verdetto per il prossimo 28 gennaio 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’udienza, che si è protratta dalle ore 14:30 del 14 gennaio fino alle 2:30 del mattino del 15 è stata caratterizzata dal consueto clima di intimidazione verso gli osservatori internazionali (così come in tutte le precedenti udienze), con atti ostili nei loro confronti che sono giunti fino al furto del quaderno dove l’avv. de Martino aveva annotato i suoi appunti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli avvocati saharawi della difesa, Abd El Aziz NWIDI, Mohamed BOUKHALED, Mohamed Elhabib ERGUIBI, Razaid LAHMAD, Abd Ellah SHALLOUK, Mohamed Fadel LEILI, hanno boicottato il procedimento a causa dell’assenza delle condizioni minime che caratterizzano un processo equo, in particolare come conseguenza delle aggressive manifestazioni politiche che si sono svolte contro gli imputati all’interno del Tribunale e della stessa aula d’udienza e dopo gli assalti verbali e fisiche contro imputati, avvocati della difesa e osservatori internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa degli imputati è stata comunque assicurata dalla coraggiosa presenza di quattro avvocati marocchini, tra cui, Mustapha Errachidi, Mohamed Sadkod, Masoidi Mohamed Sabbar. &lt;br /&gt;Nel corso dell’odierna udienza gli osservatori hanno potuto constatare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Davanti al Tribunale vi erano gruppi di manifestanti e numerosi striscioni che inneggiavano alla “marocchinità del Sahara”. All’ingresso del Tribunale, all’osservatore italiano ed al suo interprete di lingua araba, nonché ai rappresentanti diplomatici, è stato impedito l’ingresso nel Tribunale, e contemporaneamente sono stati pressati da una folla di donne inneggianti all’integrità marocchina ed alla fedeltà verso il re, tanto da costringere la rappresentate dell’ambasciata della Confederazione svizzera a trovare riparo fisico dietro le transenne. &lt;br /&gt;Finalmente, alle 14 e 10 circa, è stato consentito l’ingresso al Tribunale attraverso un unico varco destinato agli osservatori, ai diplomatici ed ai giornalisti, così come al “pubblico”, senz’alcuna disciplina da parte della polizia, tanto da trasformare il passaggio in uno stretto e pressante imbuto. &lt;br /&gt;Le procedure di ingresso all’interno dell’aula, diversamente dalla scorsa data d’udienza, sono state molto concitate. Agli osservatori sono stati ritirati telefoni cellulari e alcuni di essi sono stati perquisiti. Per contro, al solito, è stato permesso l’ingresso di altri soggetti muniti di vistose macchine fotografiche, nonché di bandiere marocchine e di immagini del Re e addirittura, nonostante la presenza in udienza dell’affissione dei divieti di utilizzo di cellulare, tutti i presenti ne facevano tranquillamente uso sotto gli occhi della polizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Nell’aula di udienza vi erano un centinaio di persone. Gli osservatori sono stati invitati da un addetto a sedersi in una fila arretrata. L’affollamento dell’aula e la presenza di diversi avvocati in piedi davanti al banco dei giudici (alcuni dei quali non impegnati nel processo) hanno impedito, ancora una volta, agli osservatori di seguire visivamente e acusticamente quanto accadeva nella prima parte del processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Tra il pubblico non vi era nessun saharawi, ed erano anche assenti gli imputati a piede libero. Da notizie apprese dagli avvocati della difesa, essi, come per la scorsa udienza, avevano rinunciato a presenziare a causa delle aggressioni subite nel corso delle prime due udienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) L’osservatore italiano è stato fatto oggetto di intimidazioni, al punto che durante una pausa processuale gli è stato rubato il block notes sotto gli occhi di un nutrito gruppo di poliziotti in divisa presente nell’aula di udienza (va sottolineato che il furto è punito dall’art.505 del codice penale marocchino con una pena da uno a cinque anni di reclusione).   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Gli avvocati che difendono gli imputati hanno potuto prendere la parola, per procedere alla loro discussione, solo a partire dalle dieci di sera; mentre tutto lo spazio occupato dalle parti civili (ammesse nella scorsa udienza nel numero di dieci), nonché l’interrogatorio degli imputati detenuti da parte del presidente del collegio, ha impegnato tutte le ore precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Il presidente del collegio ha omesso di svolgere qualsiasi compito di polizia e disciplina  dell’udienza consentendo alle numerose parti civili di trattenersi a lungo su temi politici, e non giuridico-processuali, determinando in tal modo un clamoroso quanto insolito orario di chiusura dell’udienza alle ore 2:30 del mattino. &lt;br /&gt;Ha consentito a tutti nel pubblico di alzarsi in piedi ripetutamente e di utilizzare il telefono cellulare in udienza, salvo imporre al solo osservatore italiano di non parlare con il giornalista algerino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Al contempo la polizia, che non ha individuato gli autori del furto del block notes, si è però prodigata nell’imporre all’interprete di lingua araba dell’osservatore italiano l’assoluto silenzio, ostacolando la traduzione a quest’ultimo di quanto accadeva in udienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Alcuni degli stessi avvocati che si sono distinti nel corso delle precedenti udienze per una presenza violenta e aggressiva nei confronti degli imputati, dei loro difensori e degli osservatori internazionali, sono comparsi nella presente udienza come difensori di parte civile, in rappresentanza di numerose associazioni, quali l’”Association des marocains du monde”, il “Mouvement international pour soutenir le parachévement de l’intègrité territoriale du Royaume du Maroc”, il “Conseil préfectoral de Casablanca”, e più volte, la polizia in divisa ed il “pubblico” hanno abbracciato e salutato calorosamente questi ultimi, prima e dopo la loro discussione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) L’interrogatorio condotto dal presidente e dalle parti civili nei confronti degli imputati ha avuto come unico tema quello dell’attività e delle convinzioni politiche di questi ultimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione l’osservatore rileva che l’udienza odierna è stata caratterizzata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dal perdurare delle intimidazioni nei confronti degli imputati, dei loro difensori, degli osservatori internazionali e dei loro assistenti, culminato nel furto del quaderno degli appunti di udienza dell’osservatore italiano, sotto gli occhi di numerosi appartenenti alle forze dell’ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dall’assenza degli imputati a piede libero, di tutti i loro familiari e di gran parte dei loro difensori, come conseguenza delle aggressioni fisiche denunciate nel corso delle precedenti udienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  Da una conduzione dell’udienza non imparziale da parte del presidente del collegio giudicante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, dall’ascolto delle contestazioni e dai contenuti degli interrogatori degli imputati, risulta che il processo ha come oggetto solo l’attività e le convinzioni politiche di questi ultimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Date queste premesse (e, a prescindere da ogni altra questione), l’osservatore internazionale ribadisce per l’ennesima volta che il processo non si stia svolgendo secondo i canoni universalmente riconosciuti per un “processo equo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casablanca, 14 e 15 gennaio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Marco de Martino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6487237036500781694?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6487237036500781694/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6487237036500781694&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6487237036500781694'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6487237036500781694'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/processo-politico-casablanca.html' title='Processo politico a Casablanca'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRksgexflI/AAAAAAAADnU/JxtnR3GT_G4/s72-c/ali-salem-tamek.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-160121433216884735</id><published>2011-01-17T16:27:00.001+01:00</published><updated>2011-01-17T16:30:42.213+01:00</updated><title type='text'>SAHARA MARATHON &amp; BIKE RACE - 11^ edizione 28 Febbraio 2011</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRgk1V-9mI/AAAAAAAADnM/r1q7SnkjfjM/s1600/%2528291208153407%2529maratona5.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRgk1V-9mI/AAAAAAAADnM/r1q7SnkjfjM/s320/%2528291208153407%2529maratona5.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563177625620248162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;SAHARA MARATHON &amp; BIKE RACE - 11^ edizione&lt;br /&gt;28 Febbraio 2011&lt;br /&gt;Gare: 5 Km • 10 Km • Maratona • Mezza maratona&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Algeria, ai confini con la Mauritania, per finanziare un progetto umanitario. &lt;br /&gt;Una maratona internazionale di solidarietà nei campi profughi Saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La SaharaMarathon è una manifestazione sportiva internazionale di solidarietà con il popolo Saharawi che nel 2011 raggiungerá la undicesima edizione.&lt;br /&gt;Promossa dal comitato sportivo Saharawi e organizzata da volontari provenienti da diverse nazioni, la SaharaMarathon, che comprende oltre alla maratona classica le distanze di 21km, 10km, 5km e la corsa dei bambini, ha come obiettivo la promozione dell’attività sportiva tra i giovani e le giovani Saharawi, il finanziamento di un progetto umanitario che, in questa edizione, sará la costruzione di una scuola dello sport.&lt;br /&gt;Il percorso di gara connette simbolicamente tre campi profughi: Smara, Aoserd ed El Ayoun.&lt;br /&gt;I corridori attraversano quel deserto che é la casa dei profughi saharawi da piú di 35 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;QUEST'ANNO, PER LA PRIMA VOLTA IN CONCOMITANZA CON LA MARATONA, AVRA' LUOGO ANCHE LA SECONDA EDIZIONE DELLA SAHARA BIKE RACE. UNA "PASSEGGIATA" NON COMPETITIVA IN GRUPPI COMPATTI A SECONDA DELL'ANDATURA (RAPIDO,MEDIO,LENTO) DI 180 KM SUDDIVISI IN 2 GIORNI CON PERNOTTAMENTO NEL DESERTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piú di 200.000 saharawi vivono in esilio nel deserto algerino, nei campi profughi nei pressi di Tindouf.&lt;br /&gt;Prevalentemente sono donne e bambini, ed i loro unici mezzi di sussistenza sono gli aiuti internazionali. Nonostante le dure condizioni climatiche e la mancanza di risorse, i saharawi hanno saputo difendere e mantenere integri il loro patrimonio culturale e la loro struttura sociale, grazie alla forza di volontá, alla solidarietá e alla cooperazione internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da piú di trent'anni attendono che venga loro riconosciuto il diritto dell'autodeterminazione.&lt;br /&gt;La condizione di esilio rappresenta un continuo stato di attesa, di inattivitá, di routine.&lt;br /&gt;Lo sport é uno degli strumenti per stimolare l'immaginazione, la creativitá e lo svago, elementi essenziali per l'uomo soprattutto quando vive in queste condizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serve a rafforzare i legami tra i popoli, ed é un messaggio di pace e solidarietá al di lá di tutte le controversie politiche.&lt;br /&gt;Ma soprattutto vuole far conoscere la difficile situazione del popolo saharawi in esilio attraverso un canale mediatico diverso, come quello dello sport. E usare la voce dei partecipanti, che, per una settimana saranno ospiti nelle tende delle famiglie, vivranno con loro parte della giornata e  consumeranno insieme i pasti e il té. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Programma :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8 GIORNI/7 NOTTI - DAL 26 FEBBRAIO AL 5 MARZO 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° giorno: sabato 26 febbraio&lt;br /&gt;Volo Roma-Algeri-Tindouf (arrivo alle ore 01.05 della domenica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° giorno: domenica 27 febbraio&lt;br /&gt;Trasferimento ai campi profughi. &lt;br /&gt;Festa nazionale  (anniversario della Repubblica Araba Saharawi Democratica).&lt;br /&gt;In giornata conoscenza dei campi, informazioni e registrazioni alle gare del giorno dopo.&lt;br /&gt;La sera: pasta party.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° giorno: lunedì 28 febbraio&lt;br /&gt;Sahara Marathon.&lt;br /&gt;La partenza della maratona è prevista dal campo di El Ayoun; l'arrivo sarà al campo di Smara.&lt;br /&gt;Chi correrà le altre distanze verrà trasportato e lasciato a 5, 10 e 21 km dall'arrivo di Smara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4° giorno: martedì 1 marzo&lt;br /&gt;Smara. In mattinata si terranno le premiazioni delle gare. &lt;br /&gt;Successivamente, corsa dei bambini e visite ai campi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5° giorno: mercoledì 2 marzo&lt;br /&gt;Smara – Dakhla &lt;br /&gt;Trasferimento al campo di Dhakla. Sistemazione presso le famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6° giorno: giovedì 3 marzo&lt;br /&gt;Visite al campo di Dhakla. In serata cena e pernottamento sulle dune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alternativa per i partecipanti alla SAHARA BIKE RACE :&lt;br /&gt;5° giorno: mercoledì 2 marzo&lt;br /&gt;Prima tappa. 90 km circa.&lt;br /&gt;Partenza da Dhakla. Pernottamento nel deserto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6° giorno: giovedì 3 marzo&lt;br /&gt;Seconda tappa. 90 km circa.&lt;br /&gt;Arrivo a Dhakla. Sistemazione presso le famiglie.&lt;br /&gt;7° giorno: venerdì 4 marzo&lt;br /&gt;Dakhla - Smara &lt;br /&gt;Visite a Dhakla e rientro a Smara. Trasferimento a Tindouf e nella notte partenza con volo per Algeri.&lt;br /&gt;8° giorno: sabato 5 marzo&lt;br /&gt;Volo di rientro. Arrivo in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER IMPORTANTI E DETTAGLIATE INFORMAZIONI SULLE CORSE E SULLA BIKE RACE CLICCA QUI: &gt; CLICCA QUI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTA BENE&lt;br /&gt;L’organizzazione SaharaMarathon e il popolo Saharawi faranno del loro meglio per rendere la permanenza il più agevole possibile. &lt;br /&gt;E’ importante tuttavia essere coscienti del fatto che questa è un’esperienza di solidarietà, e i partecipanti vivranno per una settimana nelle difficili condizioni in cui i Saharawi vivono da 35 anni. &lt;br /&gt;Sono richiesti pertanto un certo spirito di adattamento e flessibiltà per quanto riguarda orari e programmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORARI VOLO:&lt;br /&gt;Andata 26/02/11&lt;br /&gt;Roma Fiumicino/Algeri  p. ore 13.40 / a. ore 15.30 &lt;br /&gt;Algeri/Tindouf  p. ore 21.35 / a. ore 01.05 (del 27/02/11)&lt;br /&gt;Ritorno 05/03/11&lt;br /&gt;Tindouf/Algeri p. ore 02.00 / a. ore 04.20&lt;br /&gt;Algeri/Roma p. ore 10.40 / a. ore 12.40&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PULLMAN MODENA (BOLOGNA)/ROMA (suppl. facoltativo)&lt;br /&gt;Prezzo per persona € 110,00 a/r&lt;br /&gt;Andata 26/02/11 &lt;br /&gt;Modena piazzale della Motorizzazione Civile di fronte all’ Hotel Lux (via Galilei 218): h 04.30&lt;br /&gt;Bologna My One Hotel,Borgo Panigale viale P. Togliatti 9/2: entro le h 05.10&lt;br /&gt;Gli orari sono quelli di partenza è quindi necessari trovarsi sul luogo almeno 15 minuti prima.&lt;br /&gt;Ritorno 05/03/11&lt;br /&gt;Bologna (stesso ritrovo dell'andata) ore 18.00 ca&lt;br /&gt;Modena (stesso ritrovo dell'andata) ore 18.45 ca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-160121433216884735?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/160121433216884735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=160121433216884735&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/160121433216884735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/160121433216884735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/sahara-marathon-bike-race-11-edizione.html' title='SAHARA MARATHON &amp; BIKE RACE - 11^ edizione 28 Febbraio 2011'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRgk1V-9mI/AAAAAAAADnM/r1q7SnkjfjM/s72-c/%2528291208153407%2529maratona5.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-378359834871583275</id><published>2011-01-17T16:24:00.001+01:00</published><updated>2011-01-17T16:26:43.707+01:00</updated><title type='text'>AZIONE URGENTE Ali Tamek, Brahim Dahane, Ahmed Nasiri iniziano sciopero della fame</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRfhsQPt4I/AAAAAAAADnE/kAvVMjfp1kY/s1600/4f95dfc8.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRfhsQPt4I/AAAAAAAADnE/kAvVMjfp1kY/s320/4f95dfc8.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563176472129025922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;AZIONE URGENTE Ali Tamek, Brahim Dahane, Ahmed Nasiri iniziano sciopero della fame&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dichiarazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro ultimo processo davanti al Tribunale di prima istanza a Casablanca si è tenuto in circostanze eccezionali. Diverse forze di sicurezza e severe misure restrittive sono state impiegate per impedire ai nostri familiari di entrare nell'edificio. Inoltre centinaia di cittadini marocchini e dozzine di avvocati sono stati mobilitati per inscenare proteste all'interno della corte; cantavano slogan razzisti e sciovinisti e hanno aggredito fisicamente noi e gli altri detenuti, così come le nostre famiglie, alcuni membri della difesa, osservatori internazionali e giornalisti. Dati questi incidenti pericolosi che dimostrano la mancanza di una genuina volontà dello stato marocchino di garantire le condizioni per un giusto processo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dichiariamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La nostra forte condanna del comportamento dello stato marocchino nel condurre i processi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La nostra condanna più assoluta del procuratore del regno e del presidente del collegio giudicante per non aver preso alcuna misura per garantire un ambiente appropriato fermando questi attacchi, dimostrando così la loro approvazione e il loro coinvolgimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La nostra condanna dell'atteggiamento aggressivo di un gruppo di avvocati marocchini che avrebbero dovuto difendere i nostri diritti in un processo legale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il nostro omaggio per il sostegno incondizionato ricevuto da tutti i democratici nel mondo, da osservatori, giornalisti, avvocati e da organizzazioni internazionali, marocchine e sahrawi, per la difesa dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domandiamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- un giusto processo che rispetti tutte le condizioni di legge&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il miglioramento delle nostre condizioni nella locale prigione di Casablanca "Okacha", il ristabilimento dei nostri diritti legittimi di cui siamo stati privati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decidiamo per protestare contro tutto ciò uno sciopero della fame limitato a 48 ore, a partire da martedì 11 gennaio 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo il sostegno di tutti I prigionieri di coscienza sahrawi Ali Tamek, numero di matricola 74067 Brahim Dahane, numero di matricola 74068 Ahmad Nasiri, numero di matricola 74069&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Blocco 12, cellula N. 01, Prigione di Casablanca "Okacha" 9 gennaio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi volesse un resoconto in italiano dello svolgimento dell'ultima udienza, del 7 gennaio, può collegarsi al sito dell'Osservatorio Internazionale (Napoli)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ossin.org/sahara-occidentale/processo-casablanca-processo-politico-saharawi.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANSPS&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazione Nazionale di Solidarietà con il Popolo Sahrawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Via Ostiense 152 b -00154 Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;t/f 06.57 80 639; ansps@libero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;skype: ansps.sahrawi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-378359834871583275?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/378359834871583275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=378359834871583275&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/378359834871583275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/378359834871583275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/azione-urgente-ali-tamek-brahim-dahane.html' title='AZIONE URGENTE Ali Tamek, Brahim Dahane, Ahmed Nasiri iniziano sciopero della fame'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRfhsQPt4I/AAAAAAAADnE/kAvVMjfp1kY/s72-c/4f95dfc8.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-303469209137018738</id><published>2011-01-17T15:16:00.003+01:00</published><updated>2011-01-17T15:18:48.476+01:00</updated><title type='text'>Il governo Saharawi esprime il suo sostegno alla libera scelta del popolo tunisino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRPuUQYeaI/AAAAAAAADm8/QwhIK97Leb0/s1600/Tunisia.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRPuUQYeaI/AAAAAAAADm8/QwhIK97Leb0/s320/Tunisia.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563159096839403938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shahid El Hafed , 16/01/2011 (SPS) Il governo RASD Domenica espresso il suo sostegno al popolo fraterno della Tunisia di scegliere liberamente la sua nuova leadership e sovranità, sostenendo che "una nuova era è iniziata nel Tunisia ", ha detto un comunicato del ministero degli Esteri, Mohamed Salem Ould Salek, pervenuta in SPS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il governo della Repubblica araba Saharawi democratica Repubblica ha seguito con grande interesse i recenti sviluppi vissuto da parte della Repubblica di Tunisia fraterno", aggiunge il comunicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il governo Saharawi speranze per il rapido ripristino della pace, della sicurezza e della stabilità nella repubblica sorella, in un clima di libertà, democrazia, giustizia e uguaglianza", ha detto la fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Tunisia ha avuto di recente un ondata di proteste popolari contro il regime del presidente Zine El Abidine Ben Ali, che fu costretto a lasciare il paese in fretta, lasciando un vuoto riempito poi dal Presidente del Parlamento tunisino in virtù della Costituzione Tunisia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-303469209137018738?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/303469209137018738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=303469209137018738&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/303469209137018738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/303469209137018738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-governo-saharawi-esprime-il-suo.html' title='Il governo Saharawi esprime il suo sostegno alla libera scelta del popolo tunisino'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRPuUQYeaI/AAAAAAAADm8/QwhIK97Leb0/s72-c/Tunisia.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4525899644543266541</id><published>2011-01-17T15:10:00.003+01:00</published><updated>2011-01-17T15:16:06.017+01:00</updated><title type='text'>La posizione della Russia verso il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione rimane "immutato"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRPGFd68_I/AAAAAAAADm0/qGSOkNAys5k/s1600/russia_flag.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRPGFd68_I/AAAAAAAADm0/qGSOkNAys5k/s320/russia_flag.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563158405674890226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La posizione della Russia verso il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione rimane "immutato" (ministro)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mosca , 15/01/2010 (SPS) Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto Giovedi in una conferenza stampa che la Russia sostiene una soluzione al conflitto nel Sahara occidentale, sulla base del rispetto per il diritto delle persone Saharawi all'autodeterminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La posizione russa non è cambiata la questione del Sahara occidentale, noi sosteniamo una soluzione basata su una soluzione accettabile per entrambe le parti ai sensi del diritto internazionale per assicurare il rispetto della volontà del popolo del Sahara occidentale "ha detto il ministro russo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'agenzia di stampa della Russia ha detto che l'Algeria ha ospitato una conferenza internazionale nel settembre scorso, relativa al diritto dei popoli all'autodeterminazione: bene, ricordando alla comunità internazionale il diritto del popolo del Sahara occidentale alla resistenza contro l'occupazione marocchina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4525899644543266541?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4525899644543266541/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4525899644543266541&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4525899644543266541'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4525899644543266541'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/la-posizione-della-russia-verso-il.html' title='La posizione della Russia verso il diritto del popolo saharawi all&apos;autodeterminazione rimane &quot;immutato&quot;'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRPGFd68_I/AAAAAAAADm0/qGSOkNAys5k/s72-c/russia_flag.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6998226223443716116</id><published>2011-01-17T15:01:00.003+01:00</published><updated>2011-01-17T15:09:10.207+01:00</updated><title type='text'>Il Polisario ha ribadito la necessità di porre fine alla repressione nei territori occupati</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRNZEsjp7I/AAAAAAAADms/hOsxDtO-81c/s1600/18SMARA-29_11_2010.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRNZEsjp7I/AAAAAAAADms/hOsxDtO-81c/s320/18SMARA-29_11_2010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563156532862101426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bir Lehlu , 16/01/2011 (SPS) Polisario ha ribadito Domenica la necessità di porre fine alle pratiche repressive imposte dal regime del Marocco nei territori occupati del Sahara Occidentale per il successo dei futuri negoziati tra il Fronte Polisario e Marocco sotto l'egida delle Nazioni Unite per trovare una soluzione al conflitto per consentire al popolo Saharawi di esercitare il loro diritto all'autodeterminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una dichiarazione attestante il lavoro di una riunione dell'Ufficio di presidenza della Segreteria nazionale (NLS) del Fronte Polisario, SN ha ribadito il suo appello alle Nazioni Unite di intervenire urgentemente per fermare il terrore, la intimidazione, il blocco e aprire i territori occupati di media indipendenti e osservatori internazionali. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli ha anche chiesto alle Nazioni Unite di inviare una inchiesta internazionale sui fatti del campo Izik Gdeim, 8 novembre e repressione a El Aaiun, capitale occupata del Sahara Occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Ufficio di SN ha ribadito che ogni reale volontà di cooperare pienamente e in modo costruttivo con gli sforzi del Segretario generale dell'ONU e suo inviato personale dovrebbe portare sul campo attraverso la creazione di un ambiente, compresa rilascio di tutti i prigionieri politici Saharawi e l'immediata cessazione di tutte le gravi violazioni dei diritti umani nel Sahara occidentale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6998226223443716116?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6998226223443716116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6998226223443716116&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6998226223443716116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6998226223443716116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-polisario-ha-ribadito-la-necessita.html' title='Il Polisario ha ribadito la necessità di porre fine alla repressione nei territori occupati'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTRNZEsjp7I/AAAAAAAADms/hOsxDtO-81c/s72-c/18SMARA-29_11_2010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3703671282273125237</id><published>2011-01-15T14:52:00.003+01:00</published><updated>2011-01-15T14:55:44.012+01:00</updated><title type='text'>15 studenti saharawi feriti in un violento scontro con gli studenti marocchini a Smara</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGnDwGTUrI/AAAAAAAADmk/SVM5q9oqado/s1600/V%2BSmara%2B2.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGnDwGTUrI/AAAAAAAADmk/SVM5q9oqado/s320/V%2BSmara%2B2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562410697672053426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;15 studenti saharawi feriti in un violento scontro con gli studenti marocchini a Smara&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smara (territori occupati), 2011/01/14 (SPS) "violenti" scontri tra due gruppi di studenti saharawi e marocchini si sono svolte in una scuola nella città occupata di Smara lasciato 15 feriti tra i saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un gruppo di saharawi diritti umani ha affermato in un comunicato Giovedi che "un folto gruppo di figli dei coloni marocchini sono riuniti nel cortile della scuola e cominciò a cantare" razzista e provocatorio " Ciò ha portato un gruppo di studenti saharawi cantando slogan chiamando al diritto del popolo Sahrawi di auto-determinazione ". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"I figli di coloni marocchini hanno gettato pietre e poi fatto ricorso alla violenza, provocando lesioni, più o meno gravi, gli studenti saharawi, che ha reso necessario il trasferimento di alcuni di loro in ospedale" dice la nota. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo chiamato nella sua dichiarazione, lo stato marocchino a "la necessità di garantire agli studenti il diritto all'istruzione e saharawi alla vita e preservare la loro integrità fisica," anche "la protezione dei civili saharawi e garantire il loro diritto all'auto-determinazione ".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3703671282273125237?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3703671282273125237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3703671282273125237&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3703671282273125237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3703671282273125237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/15-studenti-saharawi-feriti-in-un.html' title='15 studenti saharawi feriti in un violento scontro con gli studenti marocchini a Smara'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGnDwGTUrI/AAAAAAAADmk/SVM5q9oqado/s72-c/V%2BSmara%2B2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7899677108471524762</id><published>2011-01-15T14:50:00.001+01:00</published><updated>2011-01-15T14:51:43.988+01:00</updated><title type='text'>La quinta riunione informale tra il Fronte Polisario e il Marocco si svolgerà dal 21 gennaio al 23 a New York</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGmYxEEo4I/AAAAAAAADmc/VL6yqEfMKsw/s1600/Parlimentlogo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 166px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGmYxEEo4I/AAAAAAAADmc/VL6yqEfMKsw/s320/Parlimentlogo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562409959196763010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La quinta riunione informale del Fronte Polisario e il Marocco 21-23 gennaio a New York (ONU)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;New York , 2011/01/14 (SPS) La quinta riunione informale tra il Fronte Polisario e il Marocco si svolgerà dal 21 gennaio al 23 a New York, l'ONU ha detto Venerdì in una nota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo incontro si terrà a poco più di un mese da quando il quarto round informale, si svolgono sotto l'egida dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Christopher Ross, cui hanno partecipato delegazioni provenienti da Entrambe le parti ed i rappresentanti dei due paesi osservatori, Algeria e Mauritania. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'ultimo round di negoziati, il signor Ross ha indicato che le due parti (Frente Polisario e Marocco) hanno proposto idee concrete che saranno sviluppate nel corso dei prossimi due sessioni di colloqui informali tra gennaio e marzo 2011. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, signor Ross ha sottolineato che le proposte di entrambe le parti erano ancora stati fatti, aggiungendo che entro la fine della riunione,''ogni lato ha continuato a respingere la proposta degli altri come unica base per i negoziati futuro''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Always''in nell'ambito della attuazione delle risoluzioni pertinenti del Consiglio di sicurezza relative al processo dei negoziati, le parti si sono impegnati in ampie discussioni su approcci innovativi per costruire una nuova dinamica nel processo negoziale nel 2011, basata su incontri regolari'', ha aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, il signor Ross aveva esortato entrambe le parti per creare a''climate di fiducia e di un clima favorevole al progresso dei negoziati e per evitare tutto ciò che potrebbe danneggiare il processo negoziale.'' &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio di Sicurezza aveva chiesto nella sua risoluzione (1871) in Marocco e il Fronte Polisario a continuare i negoziati sotto l'egida del segretario generale delle Nazioni Unite, "senza precondizioni e in buona fede" per raggiungere " soluzione giusta, duratura e reciprocamente accettabile ", che può fornire per la determinazione del popolo del Sahara Occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sahara occidentale è l'ultima colonia in Africa. E 'considerato territorio non autonomo dalle Nazioni Unite dal 1966, ha detto sì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7899677108471524762?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7899677108471524762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7899677108471524762&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7899677108471524762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7899677108471524762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/la-quinta-riunione-informale-tra-il.html' title='La quinta riunione informale tra il Fronte Polisario e il Marocco si svolgerà dal 21 gennaio al 23 a New York'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGmYxEEo4I/AAAAAAAADmc/VL6yqEfMKsw/s72-c/Parlimentlogo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-2534815135381804208</id><published>2011-01-15T14:48:00.001+01:00</published><updated>2011-01-15T14:49:48.144+01:00</updated><title type='text'>Il processo dei sette diritti umani saharawi prorogato al 28 gennaio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGl8r5RPkI/AAAAAAAADmU/rc-xuBpUZJw/s1600/7activists082009.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 247px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGl8r5RPkI/AAAAAAAADmU/rc-xuBpUZJw/s320/7activists082009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562409476772937282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il processo dei sette diritti umani saharawi prorogato al 28 gennaio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ain Sbaa (nei pressi di Casablanca), 2011/01/15 (SPS) La prova della corte Ain Sebaa (nei pressi di Casablanca) ha deciso nella notte di Venerdì al Sabato per dare il suo verdetto il 28 gennaio prossimo caso dei sette attivisti dei diritti umani saharawi, è stato annunciato in tribunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente ha annunciato la decisione dopo aver sentito l'imputato e le memorie del ricorrente e di difesa, che durò oltre 10 ore in presenza di alcuni osservatori stranieri (Stati Uniti, Svezia e Italia, in particolare, ). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Tamek Sahrawi, e Ahmed Brahim Dahan presenti Naciri a udienze e Ms. Degja Lachgar, Yahdih Ettarouzi Rashid Saleh Labouihi Sghaier cauzione e sono accusati di "mettere in pericolo la sicurezza dello Stato" per condotto dal 26 settembre al 6 ottobre 2009 una visita ai campi profughi del Saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle loro risposte al presidente ha ribadito i tre militanti appartenenti al Fronte Polisario e la sua lotta per l'autodeterminazione del popolo Saharawi e che una campagna per un referendum in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite e diritto internazionale che sancisce il diritto dei popoli all'autodeterminazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resistente, in primo luogo, Brahim Dehan, dopo aver ricordato il suo percorso segnato da numerosi arresti di militanti e di prigionia, ha detto di aver fatto visita in Algeria nel luglio 2009 per partecipare a una riunione a sostegno causa del popolo Saharawi e nei campi profughi Saharawi, nel settembre dello stesso anno, così come altri attivisti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In entrambe le visite, il presidente della Associazione Saharawi delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani (ASVDH) si è detto orgoglioso di aver incontrato i dirigenti e funzionari di organizzazioni algerine saharawi sostenere i diritti il popolo Saharawi all'autodeterminazione e la stampa algerina, che ha aperto le sue colonne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei campi profughi, Brahim Dahan ha detto la sua visita gli ha permesso di incontrare la sua famiglia, molti dei quali sono leader del Fronte Polisario e per vedere da vicino il funzionamento delle istituzioni e l'organizzazione sociale saharawi nei campi profughi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brahim Dehan ripetuto ogni volta in risposta alle domande del presidente che stava difendendo se stesso ei suoi compagni una giusta causa in base al diritto internazionale, essendo sempre stato convinto della sua correttezza e nel suo caso, in quanto la sua infanzia nel Sahara occidentale . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Noi non difendiamo gli interessi di Algeria o di qualsiasi altro stato, ma una causa con determinazione e convinzione", ha sottolineato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successore, Ahmed Naciri, segretario generale dei diritti umani Saharawi, membro del Consiglio di Coordinamento fra ASVDH, nel frattempo, in primo luogo ha raccontato le circostanze della loro "rapimento" al loro ritorno dal Sahara Occidentale che indica che era stato ammanettato e portato bendato in un luogo sconosciuto, senza alcun rispetto per i valori umani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Siamo attivisti per i diritti umani e libero di difendere una giusta causa che crediamo nei nostri cuori", ha detto prima di aggiungere che egli era pronto per la settima volta in prigione per difendere la legittimità della lotta del popolo Saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua, Ali Salem Tamek, vice presidente del gruppo dei diritti umani saharawi ha sottolineato che la sua visita in Algeria nel luglio 2009 per un incontro per sostenere la lotta del popolo Saharawi e la loro visita ai campi rifugiati a fine settembre dello stesso anno sono stati una manifestazione del suo "diritto di viaggiare" come stipulato dalle convenzioni internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le mie visite e miei viaggi non sono mai stati segreti, ma pubblico", ha detto sottolineando che "è da quando la nostra visita ai campi Saharawi siamo stati bollati traditori", mentre la carica "non è mai stato diretto contro di noi quando siamo andati negli Stati Uniti, Sud Africa e Europa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo soggiorno in Algeria, Tamek ha detto di aver partecipato ad attività politiche, e interviene nei media algerini di mettere in relazione la situazione dei diritti umani nel Sahara occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la sua presenza nei campi profughi, ha detto che è stato invitato dalle associazioni civili Saharawi per indagare la vita dei Saharawi e questo è stato l'occasione per lui di incontrare gli anziani Saharawi e la visita ai suoi parenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando al loro arresto all'aeroporto di Casablanca, Tamek è stato descritto come "rapimento". "Siamo stati rimossi senza le nostre famiglie sono a conoscenza del nostro destino per quattro giorni," ha detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, dopo aver elencato le sue attivista ovviamente di sinistra in varie associazioni, organizzazioni e sindacati marocchino Tamek ha ribadito il suo diritto di espressione e, attraverso questa legge, per combattere la determinazione del Saharawi popolo Saharawi, in conformità del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tribunale aveva, all'inizio della riunione, ha negato le mozioni relative condizioni, in particolare, si estendeva il corso del processo, presentata la scorsa settimana da sette umani saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice ha anche negato il 22 dicembre scorso, la domanda per la difesa di ricevere Tamek, Brahim Dahan Ahmed Naciri e di una cauzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi sono in custodia cautelare in Oukacha (Casablanca) dopo il loro trasferimento dal carcere di Salé (vicino a Rabat).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice del rinvio, il 17 dicembre per il processo per la terza volta, che aveva causato la reazione di Human Rights Watch (Hrw) ha chiesto alle autorità marocchine di garantire un processo equo o rilasciare i tre attivisti ancora in carcere custodia cautelare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il record di sette militanti sono stati inviati dalla procura militare di Rabat Tribunale di primo grado a Casablanca, luogo di giurisdizione in cui furono arrestati i sette attivisti da parte della Squadra Nazionale per la polizia giudiziaria marocchina (BNPJ) per restituire un loro visita nei campi profughi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fascicolo è stato trasmesso al procuratore presso la Corte d'Appello di Casablanca, causa dal giudice. Questo rinnovato l'accusa per la violazione della sicurezza interna, la criminalità che ha luogo all'interno della giurisdizione del Tribunale di primo grado a Casablanca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-2534815135381804208?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/2534815135381804208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=2534815135381804208&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2534815135381804208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2534815135381804208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-processo-dei-sette-diritti-umani.html' title='Il processo dei sette diritti umani saharawi prorogato al 28 gennaio'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGl8r5RPkI/AAAAAAAADmU/rc-xuBpUZJw/s72-c/7activists082009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3907294247792920668</id><published>2011-01-15T14:46:00.001+01:00</published><updated>2011-01-15T14:47:59.615+01:00</updated><title type='text'>Il rinnovo dell'accordo di pesca tra il Marocco e l'UE affronta un rischio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGlgzs5uLI/AAAAAAAADmM/q5TZCeqAhi8/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGlgzs5uLI/AAAAAAAADmM/q5TZCeqAhi8/s320/1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562408997832210610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il rinnovo dell'accordo di pesca tra il Marocco e l'UE affronta un rischio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma , 2011/01/15 (SPS) Il rinnovo dell'accordo di pesca tra l'UE e Marocco, tra cui la zona marittima del Sahara occidentale, previsto il prossimo marzo, si trova ad affrontare un rischio, segnalato Venerdì il agenzia di stampa italiana ANSA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rinnovo del contratto per quattro anni, potrebbe essere "bloccato", perché Rabat non ha ancora fornito le informazioni richieste dalla UE in merito alla "effetti positivi" che deve ottenere l'accordo sul benessere popolazioni locali, comprese Saharawi, l'agenzia ha spiegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, gli impegni contenuti nell'accordo tra le due parti dovrebbero "produrre vantaggi per le popolazioni locali e, di conseguenza, per i saharawi, che si trova sulle rive dell'ex colonia spagnola", ha aggiunto l'agenzia italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marocco deve al più tardi entro il 27 febbraio, e fornire le informazioni necessarie "sufficienti" a questo proposito, in mancanza della quale l'accordo non può essere rinnovato, con conseguente "blocco dei 119 licenze rilasciate alle navi dell'UE (per lo più spagnoli e italiani) che consentono loro di sfruttare le risorse della regione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Per superare l'impasse, il Commissario europeo per la pesca Maria Damanaki ha proposto due opzioni: per escludere le acque nuovo protocollo del Sahara occidentale o continuare l'operazione attraverso un accordo di transizione con Rabat, dice uno la stessa fonte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Damanaki anche suggerito di includere una clausola nel prossimo accordo sul rispetto dei diritti umani ei principi democratici, il che sarebbe una novità in accordi di pesca firmato dall'UE e dai suoi partner. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accordo tra l'UE e il Marocco, "più importanti accordi firmati tra Bruxelles ei paesi partner prevede la concessione di licenze (pesca), in cambio di finanziamenti per un importo di € 36.100.000 , parte del quale è destinato a migliorare le condizioni di vita "delle persone che vivono lungo le coste interessate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diverse volte l'anno scorso, la Commissione europea aveva invitato il Marocco a fornire uno studio sullo sviluppo socio-economico dell'accordo di pesca al popolo del Sahara Occidentale, ma le chiamate sono rimaste senza risposta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una recente relazione del Parlamento europeo ha osservato che l'accordo di pesca in questione non sono conformi al diritto internazionale, proprio perché i saharawi sono escluse dai suoi benefici, dice lo fa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte, il diritto internazionale vieta i territori, compreso il Sahara Occidentale, Seriate in accordi economici tra i partner delle Nazioni Unite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3907294247792920668?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3907294247792920668/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3907294247792920668&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3907294247792920668'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3907294247792920668'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-rinnovo-dellaccordo-di-pesca-tra-il.html' title='Il rinnovo dell&apos;accordo di pesca tra il Marocco e l&apos;UE affronta un rischio'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TTGlgzs5uLI/AAAAAAAADmM/q5TZCeqAhi8/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1422491761674026597</id><published>2011-01-12T16:25:00.005+01:00</published><updated>2011-01-12T16:36:03.609+01:00</updated><title type='text'>Sahara Occidentale/ PD  e LEGA: Garantire rispetto diritti umani Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3KVbMdDgI/AAAAAAAADmE/X5dYqrQWNRQ/s1600/logo_lega_nord.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 286px; height: 286px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3KVbMdDgI/AAAAAAAADmE/X5dYqrQWNRQ/s320/logo_lega_nord.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561323584298487298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3KSl17_DI/AAAAAAAADl8/ooXhd66iiJo/s1600/pd_logo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3KSl17_DI/AAAAAAAADl8/ooXhd66iiJo/s320/pd_logo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561323535617227826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Motta(Pd)e Grimoldi (Ln): Fare luce su incidenti  Gdaim Izyk &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci saremmo aspettati dal governo una presa di posizione netta rispetto ai recenti scontri nel Sahara occidentale che hanno causato la morte di tredici persone e provocato decine di feriti. Chiediamo ancora una volta che l'esecutivo si attivi per garantire il rispetto dei diritti umani della popolazione saharawi". Lo dicono i deputati Carmen Motta (Pd) e Paolo Grimoldi (Lega Nord) componenti dell'Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi commentando la risposta del sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, ad una loro interrogazione sulla popolazione del Sahara occidentale.&lt;br /&gt;"In particolare - proseguono i due deputati - abbiamo ribadito la necessità che la nostra diplomazia e l'Unione Europea intervengano nel modo più efficace perché venga accolta la richiesta, contenuta nella risoluzione del Parlamento Europeo del 25 novembre, di istituire una commissione di inchiesta indipendente per far piena luce sugli incidenti nell'accampamento di Gdaim Izyk dopo lo sgombero del campo dell'8 novembre da parte delle forze armate del Regno del Marocco. Inoltre, chiediamo che alla missione Onu Minurso, che opera nella regione e il cui mandato scade ad aprile 2011, sia affidata la delega sul controllo del rispetto dei diritti umani della popolazione Saharawi residente nel Sahara occidentale. Infine chiediamo al governo di garantire maggiori risorse per l'assistenza umanitaria ed alimentare a favore dei rifugiati Saharawi nei campi di Tindouf in territorio algerino che nel 2010 sono sensibilmente diminuite. Occorre, dunque, che l'Italia e l'Europa siano sempre più parte attiva nel processo di pacificazione del Sahara occidentale, che non può prescindere dal pieno rispetto delle numerose risoluzioni dell'Onu nelle quali è stato più volte ribadito il diritto dell'autodeterminazione del popolo Saharawi".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1422491761674026597?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1422491761674026597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1422491761674026597&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1422491761674026597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1422491761674026597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/sahara-occidentale-pd-e-lega-garantire.html' title='Sahara Occidentale/ PD  e LEGA: Garantire rispetto diritti umani Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3KVbMdDgI/AAAAAAAADmE/X5dYqrQWNRQ/s72-c/logo_lega_nord.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1717009064793704423</id><published>2011-01-12T16:22:00.000+01:00</published><updated>2011-01-12T16:23:48.855+01:00</updated><title type='text'>Il governo Saharawi condanna i crimini di guerra commessi dal Marocco nel Sahara occidentale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3HeTLSsbI/AAAAAAAADl0/5cp0hbG075k/s1600/bandera-saharaui_copia.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 272px; height: 185px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3HeTLSsbI/AAAAAAAADl0/5cp0hbG075k/s320/bandera-saharaui_copia.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561320438230069682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bir Lahlou (territori liberati), 2011/12/01 (SPS) Il governo RASD Martedì condannato i crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi da parte dello Stato del Marocco contro il popolo Saharawi, in passato e presente, compresi i crimini commessi dopo gli eventi relativi ai campi di Gdeim Izik, esprimendo il suo impegno a "non risparmiare alcuno sforzo per garantire che tutta la verità è restaurato e sia fatta giustizia", ha detto un comunicato AMF raggiunto SPS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo Saharawi esaminato il contenuto della "relazione sul monitoraggio dell'attuazione delle raccomandazioni del 'Equity e Reconciliatio' il Forum - Appendice 1 del 2010 casi di sparizione forzata" con la quale il Regno del Marocco hanno ufficialmente riconosciuto commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanità contro il popolo Saharawi, l'estensione e la gravità ha raggiunto le dimensioni di un vero e proprio genocidio, ha aggiunto la fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La relazione conferma che tra le 640 persone uccise in seguito a tortura e trattamenti inumani e degradanti durante il loro periodo di sparizione forzata 1958-1992 secondo il rapporto, 352 sono Sahrawi, compresi i neonati, bambini, donne (alcune incinte) e gli anziani, lamentava la stessa fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa lunga lista di reati che, lungi dall'essere esaustivo come riconosce la stessa relazione, "conferma la validità delle accuse che il governo e la società civile saharawi e le organizzazioni internazionali difesa dei diritti umani fatto spesso dall'inizio dell'invasione militare marocchina del Sahara Occidentale nel 1975 ", ha osservato la dichiarazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa relazione ha aperto una breccia nel muro di silenzio e di negazione che il governo marocchino si è sempre opposta alla ricerca della verità sul destino di migliaia di vittime saharawi di sparizioni forzate, rapimenti, sequestri fuorilegge, torture, omicidi e la morte sotto tortura, stupri ecc ..., è stato sottolineato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, il governo saharawi, che rende un omaggio speciale alla memoria di uomini, donne e bambini assassinati a sangue freddo saharawi da parte delle truppe e le autorità della potenza occupante, presenta le sue più sentite condoglianze alle famiglie delle persone Sahara occidentale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1717009064793704423?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1717009064793704423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1717009064793704423&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1717009064793704423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1717009064793704423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-governo-saharawi-condanna-i-crimini.html' title='Il governo Saharawi condanna i crimini di guerra commessi dal Marocco nel Sahara occidentale'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3HeTLSsbI/AAAAAAAADl0/5cp0hbG075k/s72-c/bandera-saharaui_copia.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-9063327438547333057</id><published>2011-01-12T16:14:00.004+01:00</published><updated>2011-01-12T16:21:08.413+01:00</updated><title type='text'>I pescatori Saharawi: vietato pescare nella città occupata Boujdour</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3GVmfTNPI/AAAAAAAADls/ooiksqVDTTA/s1600/2585_1121520560357_1297367178_350662_4479364_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3GVmfTNPI/AAAAAAAADls/ooiksqVDTTA/s320/2585_1121520560357_1297367178_350662_4479364_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561319189283812594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Boujdour (territori occupati), 2011/12/01 (SPS) Le autorità marocchine hanno impedito Lunedi 70 Saharawi costringono i pescatori a non entrare nel porto di Boujdour e nel mercato di pesce nella città Saharawi sotto l'occupazione marocchina, ha riferito il organizzazione internazionale Sahara occidentale Resource Watch (WSRW)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La polizia marocchina hanno impedito pescatori Saharawi di raggiungere le loro barche. Questo atto ha portato a scontri con la polizia marocchina e sostenuta da coloni marocchini contro il popolo saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo testimoni oculari, i coloni marocchini erano armati di coltelli e bastoni, la polizia non ha fatto niente&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-9063327438547333057?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/9063327438547333057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=9063327438547333057&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9063327438547333057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9063327438547333057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/i-pescatori-saharawi-vietato-pescare.html' title='I pescatori Saharawi: vietato pescare nella città occupata Boujdour'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3GVmfTNPI/AAAAAAAADls/ooiksqVDTTA/s72-c/2585_1121520560357_1297367178_350662_4479364_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-8437895721581974348</id><published>2011-01-12T16:11:00.002+01:00</published><updated>2011-01-12T16:13:28.030+01:00</updated><title type='text'>Due norvegesi espulsi dal Sahara occidentale per aver incontrato la famiglia di un prigioniero politico saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3FC0mmp-I/AAAAAAAADlk/cxYN0lxHPtE/s1600/Trygve%2BUtstumoen.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 166px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3FC0mmp-I/AAAAAAAADlk/cxYN0lxHPtE/s320/Trygve%2BUtstumoen.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561317767143401442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Aaiun (territori occupati) 12 gen 2011 (SPS) Le autorità marocchine hanno condotto Lunedi presso l'arresto e la deportazione di due norvegesi, dopo aver incontrato la madre di un prigioniero di coscienza saharawi, Dahane , ha riferito il comitato norvegese per il Sahara occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la spiegazione ufficiale da parte della polizia marocchina, arresto e la deportazione dei due norvegese ha avuto luogo a causa della loro "contatto con la popolazione locale che non è esplicitamente permesso", ha detto la fonte .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due norvegesi voluto indagare la situazione della Dahane famiglia dopo il suo arresto nell'ottobre del 2009, sapendo che aveva vinto un premio per i diritti umani lo scorso anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Hanno cercato dappertutto e abbiamo intervistato. La polizia ci ha chiesto le foto che abbiamo avuto in un lampo della nostra fotocamera Dahane madre della riunione", ha detto il norvegese Trygve Utstumoen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decine di gruppi di osservatori, parlamentari e giornalisti sono stati espulsi dal Sahara Occidentale, ha detto che lo fa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-8437895721581974348?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/8437895721581974348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=8437895721581974348&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8437895721581974348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8437895721581974348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/due-norvegesi-espulsi-dal-sahara.html' title='Due norvegesi espulsi dal Sahara occidentale per aver incontrato la famiglia di un prigioniero politico saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TS3FC0mmp-I/AAAAAAAADlk/cxYN0lxHPtE/s72-c/Trygve%2BUtstumoen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-9064994810682753687</id><published>2011-01-11T21:31:00.002+01:00</published><updated>2011-01-11T21:44:15.249+01:00</updated><title type='text'>Ossin al processo di Casablanca dei sette attivisti Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSzBERVLVFI/AAAAAAAADlc/rfSpIHoWcqc/s1600/7_GRUPO2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 50px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSzBERVLVFI/AAAAAAAADlc/rfSpIHoWcqc/s320/7_GRUPO2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561031919011583058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ossin al processo di Casablanca&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; Sahara Occidentale, gennaio 2010 - Un comunicato di Ossin sulla partecipazione alla prossima udienza del 7 gennaio 2011 del processo contro i sette attivisti saharawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Napoli, 3 gennaio 2011&lt;br /&gt;E’ fissata per il prossimo 7 gennaio 2011, dinanzi al Tribunale di 1° istanza di Ain Seba’a (Casablanca) la nuova udienza del processo contro i 7 militanti saharawi,  Brahim Dahane, Lachgare Degia, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, Yahdih Ettarrouzi Rachid Sghavar e Saleh Lebaihi, accusati di “attentato alla sicurezza interna dello Stato marocchino”, per avere pubblicamente reclamato il diritto del loro popolo a decidere del futuro del loro paese.&lt;br /&gt;Non sarà dunque un processo ad atti di violenza o criminali, ma un processo ai diritti, primo tra tutti quello di autodeterminazione dei popoli, riconosciuto e sancito per il popolo saharawi da numerose risoluzioni dell’ONU.&lt;br /&gt;Per questa ragione, Brahim Dahane, Ali Salem Tamek e Ahmed Naciri sono detenuti da oltre un anno.&lt;br /&gt;Nel corso delle prime tre udienze (il 15 ottobre, il 5 novembre ed il 17 dicembre), il processo è stato rinviato a causa di disordini provocati da avvocati marocchini in toga, che hanno inscenato manifestazioni contro gli imputati, e vi sono state vere e proprie aggressioni contro i familiari e gli osservatori internazionali da parte di gruppi di civili marocchini, sotto l’occhio compiacente e benevolo delle forze dell’ordine.&lt;br /&gt;Nei giorni seguenti, anche a seguito dei gravi scontri verificatisi a Laayoune, queste aggressioni fisiche contro i Saharawi in quanto popolo si sono intensificate, assumendo sempre di più il carattere di un regolamento dei conti interetnico.&lt;br /&gt;Il sentimento di paura che grava in questi giorni sui Saharawi renderà probabilmente anche l’udienza del 7 gennaio un processo senza imputati e senza pubblico.&lt;br /&gt;Un gruppo di osservatori italiani sarà a presente al processo di Casablanca. Si tratta di Nicola Quatrano, magistrato a Napoli, Francesco Marco de Martino, avvocato a Napoli, Luciano Capuano, procuratore legale a Napoli, Cinzia Terzi, militante associativa di Reggio Emilia, don Eugenio Morlini, sacerdote a Reggio Emilia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’esito della precedente udienza del 17 dicembre, gli osservatori presenti hanno diramato il seguente comunicato:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Oggi, 17 dicembre 2010, dinanzi il tribunale di prima istanza di Ain Seba’a (Casablanca) vi è stata l’udienza del processo a carico dei sette militanti saharawi Brahim Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, Lachgare Degia, Yahdih Ettarrouzi, Rachid Sghavar, Saleh Lebaihidi, i primi tre ancora detenuti dal giorno 8 ottobre 2009. Erano presenti i seguenti osservatori internazionali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia (Aline Chanu avvocato - Parigi)&lt;br /&gt;Italia (Maria Donatella Aschettino, Paola Russo, Nicola Quatrano – magistrati a Napoli; Bruno Larosa, Annalisa Senese – avvocati a Napoli; Alessia Alvino, Roberta Galeano, Giovanna Izzo – osservatori civili a Napoli) &lt;br /&gt;Spagna (Dolores Travieso, Luis Mantrane, Rimma Arbesu, Ravel Ruiz, Victoria Rosell, Magdalena Such, José Revert, Francisco Serrano, Rosalia Perera, Antonio Mateos, Andres Marin)&lt;br /&gt;Erano presenti inoltre osservatori svedesi e di altri paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo è stato rinviato al 7 gennaio 2011, e il Tribunale ha riservato la decisione sulla istanza di libertà provvisoria dei detenuti al prossimo 22 dicembre.&lt;br /&gt;Anche l’udienza di oggi è stata caratterizzata da una forte tensione, come quelle che l’hanno preceduta del 15 ottobre e 5 novembre, quando – secondo gli osservatori che vi hanno partecipato – si sono verificate aggressioni contro gli imputati, i loro familiari, alcuni osservatori internazionali e due giornalisti spagnoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell’odierna udienza gli osservatori hanno potuto constatare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)           Le procedure di ingresso al Tribunale e, successivamente, in aula sono state particolarmente macchinose nei confronti degli osservatori internazionali (attese prolungate, controllo dei passaporti, perquisizioni, annotazione dei nomi), mentre sono state fluide per il resto del pubblico. All’ingresso del Tribunale vi erano diverse persone, delle quali si ignora la professione, che fotografavano gli osservatori. A questi ultimi è stato imposto di lasciare in deposito telefoni portatili, computer, macchine fotografiche e perfino innocui modem da computer, con modalità che ne rallentavano l’ingresso. Il resto del pubblico accedeva senza particolari problemi e alla gran parte veniva consentito di portare con sé il telefono portatile. Nel corso dell’udienza abbiamo potuto notare persone presumibilmente di cittadinanza marocchina, munite di vistose macchine fotografiche che scattavano foto senza problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)           La polizia ha tentato di impedire l’ingresso in aula di Chbari Abdelmoumene, giornalista marocchino, membro della segreteria della Voie Démocratique (il partito della sinistra radicale marocchina), noto per le sue posizioni a favore dell’autodeterminazione del popolo saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)           Va segnalato che due osservatori (Luciano Capuano e Louis Ndong) non hanno potuto partecipare all’udienza, perché il tassista si è rifiutato di accompagnarli al Tribunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4)           L’aula di udienza era affollatissima, con una presenza di oltre ottanta avvocati (che non avevano niente a che vedere con l’udienza), che hanno occupato tutta la parte anteriore dell’aula, la maggior parte in piedi, impedendo agli osservatori di poter seguire il processo. Tutti i posti a sedere erano occupati da civili marocchini. Va segnalato che agli osservatori è stato impedito l’ingresso prima delle 13.30, ma a quell’ora l’aula era già completamente occupata da avvocati e civili marocchini, molti dei quali esibivano bandiere del Marocco e foto del Re Mohammed VI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)           Tra il pubblico non vi era nessun saharawi, ed erano anche assenti gli imputati a piede libero. Da notizie apprese dagli avvocati della difesa, essi erano impauriti a causa delle aggressioni subite nel corso delle due precedenti udienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6)           Gli osservatori sono stati fatti oggetto di intimidazioni insulti da parte del pubblico e di alcuni avvocati marocchini (“bastardi”, “prezzolati dell’Algeria”, “che cosa sei venuto a farw?”) e i poliziotti presenti, cui è stato richiesto di identificare gli aggressori per poterli querelare, si sono rifiutati di farlo. L’avvocato francese Aline Chanu è stata schiaffeggiata, l’osservatore spagnolo (avv. Andres Marin) è stato spintonato, picchiato e gli è stata strappata la camicia, l’osservatrice italiana Alessia Alvino ha ricevuto uno sputo in faccia. L’interprete saharawi del gruppo degli osservatori spagnoli, Hamdi Mebarki, è stato aggredito e successivamente, in serata, è stato fermato dalla Polizia e condotto in Commissariato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7)           Gli avvocati che difendevano gli imputati sono stati oggetto di intimidazioni. Essi erano relegati in una posizione molto arretrata rispetto al banco dei giudici, per la presenza di molti altri avvocati, non impegnati nel processo, che impedivano loro di avvicinarsi. Mustapha  Errachidi,  avvocato marocchino e difensore degli imputati, è stato insultato dai colleghi, che lo hanno chiamato “traditore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8)           Alcuni passaggi delle arringhe difensive sono state accompagnate da grida del pubblico, come anche l’ingresso in aula degli imputati detenuti. Alla sospensione dell’udienza, quasi tutto il pubblico è uscito dall’aula scandendo slogan patriottici e brandendo bandiere marocchine e foto del Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9)           Solo a questo punto, quando il Tribunale è rientrato per discutere della richiesta di libertà provvisoria per gli imputati, l’udienza si è svolta in una situazione di relativa calma, e gli osservatori che sono potuti restare in aula sono stati in grado di osservare e di ascoltare tutte le parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione gli osservatori rilevano che l’udienza odierna è stata caratterizzata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-             Da una costante situazione di intimidazione nei confronti degli imputati, dei loro difensori, degli osservatori internazionali e, indirettamente, anche del collegio giudicante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-             Dall’assenza degli imputati a piede libero e di tutti i loro familiari e amici saharawi (i soli realisticamente interessati a questo, peraltro affollatissimo, processo), come conseguenza delle intimidazioni denunciate nel corso delle precedenti udienze. Inoltre è stata proprio la forzata assenza degli imputati a piede libero ad essere utilizzata dal Pubblico Ministero come dimostrazione della necessità di mantenere in carcere gli imputati detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-             Date queste premesse (e, a prescindere da ogni altra questione), gli osservatori internazionali non ritengono possibile che il processo possa svolgersi secondo i canoni universalmente riconosciuti per un “processo equo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casablanca, 17 dicembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aline Chanu, Maria Donatella Aschettino, Nicola Quatrano, Paola Russo, Bruno Larosa, Annalisa Senese, Luciano Capuano, Alessia  Alvino, Roberta Galeano, Giovanna Izzo, Louis Ndong&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-9064994810682753687?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/9064994810682753687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=9064994810682753687&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9064994810682753687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/9064994810682753687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/ossin-al-processo-di-casablanca-dei.html' title='Ossin al processo di Casablanca dei sette attivisti Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSzBERVLVFI/AAAAAAAADlc/rfSpIHoWcqc/s72-c/7_GRUPO2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3281214372802652161</id><published>2011-01-11T21:29:00.001+01:00</published><updated>2011-01-11T21:31:03.162+01:00</updated><title type='text'>Cosa dovrebbe fare l'UNESCO per difendere la cultura e l'identità del popolo saharawi?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy9-dGPkLI/AAAAAAAADlU/FJEyVhLhOYo/s1600/20160_1316174472814_1484291529_30854976_3256781_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy9-dGPkLI/AAAAAAAADlU/FJEyVhLhOYo/s320/20160_1316174472814_1484291529_30854976_3256781_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561028520556073138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambasciatori di buona volontà dell'UNESCO sono persone eminenti che hanno messo il loro talento e fama alla diffusione degli ideali di questa organizzazione, al fine di sensibilizzare il pubblico sulle loro attività. Come si definiva, l'UNESCO è un'agenzia specializzata in seno alle Nazioni Unite contribuisce alla costruzione della pace, lotta contro la povertà, sviluppo sostenibile e il dialogo interculturale attraverso l'istruzione, la scienza , cultura, comunicazione e informazione.&lt;br /&gt;L'UNESCO ha da tempo deciso di dare priorità per l'Africa e ha sviluppato obiettivi strategici. Ad esempio, per il periodo 2008-2013 si segnala il decimo gol ( "dimostrare l'importanza di interazione e dialogo tra le culture per la coesione sociale e la riconciliazione per promuovere una cultura di pace" ) e undicesimo ( " paesi, il sostegno nella fase di post-conflitto e disastri attraverso i campi di competenza dell'UNESCO).&lt;br /&gt;In relazione a questi due obiettivi ed estrapolati al caso del Sahara occidentale, troviamo che l'UNESCO non solo non facendo nulla, ma sostenendo per più di tutto il resto, è stato dato, consapevolmente o inconsapevolmente, per rendere il gioco un membro di tale organizzazione, in Marocco, che non solo è il rappresentante del popolo saharawi, ma è sottomesso con le armi. E questo gioco è tra le tante cose indecenti, di presentare la cultura saharawi come appartenente al marocchino attraverso Ambasciatori di buona volontà, come è il caso Kitin Muñoz , un ragazzo che non si stanca di ripetere che l'argomento ... Un tale oscenità enorme semplicemente vergogna UNESCO! Hai fatto consapevolmente?&lt;br /&gt;Non l'UNESCO, che è dedicata a contribuire alla pace attraverso il dialogo interculturale attraverso l'istruzione, scienza, cultura, comunicazione e informazione? Se si vuole contribuire alla pace deve essere informazioni veritiere e non disinformazione.&lt;br /&gt;UNESCO dovrebbe revisionato il suo trattamento del Sahara occidentale e di correggere gli errori terribile che è stato fatto fino ad oggi. Se l'UNESCO ha inequivocabile volontà di raggiungere i suoi obiettivi di pace dovrebbe riconsiderare il titolo di "Ambasciatore di Buona Volontà" dato a Kitin Muñoz per infedeltà alla causa che si deve difendere, dal momento che non aiuta a salvaguardare la cultura e l'identità saharawi e quindi non contribuisce alla pace nel Sahara occidentale. E 'proprio il popolo Saharawi, che viene attaccato e ferito dalle azioni di quest'uomo che serve ordine del re Mohamed VI (e presumibilmente quindi a pagamento) per l'antica cultura saharawi, tra poesia Hassani così tanto come il signor . Muñoz , è fagocitato dal Marocco e private della loro tribù sahrawi lignaggio reale per essere presentato al mondo con l'etichetta del Marocco.&lt;br /&gt;Ha chiesto l'UNESCO per il Fronte Polisario, riconosciuto dall'ONU come legittimo rappresentante del popolo Saharawi, se ha accettato la nomina della persona, come ambasciatore? No, mai. Si può accettare che un organismo internazionale come l'Unesco?&lt;br /&gt;Infine, una storia recente molto illuminante. In una relazione pubblicata sulla rivista 'Ciao ', il 5 gennaio Kitin Muñoz in molti (città illegalmente consegnati dalla Spagna al Marocco negli anni '50 del secolo scorso) le informazioni presentate, che ha detto che il Sahara marocchino, è venuto sostenuto dal logo UNESCO, come Muñoz è stato incaricato di fornire il vostro biglietto da visita come ambasciatore e riprodurre alla fine del testo. Con questo, il lettore può comprendere che questa informazione è sostenuta dall'UNESCO. Questo è molto grave e deve essere esaminato se in definitiva non si dimostra d'accordo.&lt;br /&gt;Fortunatamente, le leggi spagnole consentire Mr. Muñoz arrivare a dire quello che vuole, che manca di più, anche le più aberranti menzogne storiche, se volete contare, ho anche difendere il loro diritto di fare, naturalmente, ma quello che non ha diritto Mr. Muñoz è quello di presentare le loro opinioni personali sul Sahara, con il sostegno dell'UNESCO, come ripeto, non coincidono con quelli derivanti dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3281214372802652161?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3281214372802652161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3281214372802652161&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3281214372802652161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3281214372802652161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/cosa-dovrebbe-fare-lunesco-per.html' title='Cosa dovrebbe fare l&apos;UNESCO per difendere la cultura e l&apos;identità del popolo saharawi?'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy9-dGPkLI/AAAAAAAADlU/FJEyVhLhOYo/s72-c/20160_1316174472814_1484291529_30854976_3256781_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4154644804533281918</id><published>2011-01-11T21:27:00.001+01:00</published><updated>2011-01-11T21:27:46.784+01:00</updated><title type='text'>l processo dei sette diritti umani saharawi riportati al prossimo Venerdì</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy9MfWehMI/AAAAAAAADlM/nAlqbaHz13g/s1600/group%2B07.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 120px; height: 100px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy9MfWehMI/AAAAAAAADlM/nAlqbaHz13g/s320/group%2B07.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561027662167573698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rabat , 2011/01/07 (SPS) Il giudice marocchino di primo grado Ain Sebaa (nei pressi di Casablanca) il Venerdì rinviato il processo di sette per i diritti umani saharawi il 14 gennaio per decidere sulle domande relative condizioni di difesa, in particolare, si estendeva il corso del processo, APS riferito citando una fonte vicina al tribunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Sahrawi Salem Tamek, Brahim Dahan e Ahmed presenti Naciri corso del processo e Degja Lachgar, Yahdih TAROUZI Rashid Saleh Labouihi Sghaier e sono a piede libero sono accusati di "mettere in pericolo la sicurezza dello Stato" da effettuarsi 26 settembre-6 ottobre 2009 una visita a parenti nei campi profughi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice ha rifiutato lo scorso dicembre 22, la richiesta della difesa dei saharawi tre Salem Tamek, Brahim Dahan Ahmed Naciri e beneficiare di una cauzione. Essi sono in custodia cautelare in Oukacha (Casablanca).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 novembre, Tamek, Naciri e Dahan sono stati trasferiti dal carcere di Salé, dove hanno trascorso un anno in prigione Oukacha. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Tribunale è stato rinviato lo scorso dicembre 17 per la terza prova, che aveva causato la reazione del Human Rights Watch (HRW), che aveva rilasciato una dichiarazione in cui ha chiamato le autorità marocchine di garantire un processo equo o rilasciare i tre attivisti sono rimasti in detenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il record di sette militanti sono stati inviati dalla procura militare di Rabat Tribunale di primo grado a Casablanca, luogo di giurisdizione in cui furono arrestati i sette attivisti al loro ritorno da una visita alle loro famiglie nei campi profughi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4154644804533281918?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4154644804533281918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4154644804533281918&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4154644804533281918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4154644804533281918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/l-processo-dei-sette-diritti-umani.html' title='l processo dei sette diritti umani saharawi riportati al prossimo Venerdì'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy9MfWehMI/AAAAAAAADlM/nAlqbaHz13g/s72-c/group%2B07.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-5225758258647558438</id><published>2011-01-11T21:24:00.001+01:00</published><updated>2011-01-11T21:25:35.885+01:00</updated><title type='text'>L'espulsione di tre osservatori internazionali nella città occupata di El Aaiun</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy8tjiNhRI/AAAAAAAADlE/xslpcYbVZmQ/s1600/TRES%2BCHICAS.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 182px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy8tjiNhRI/AAAAAAAADlE/xslpcYbVZmQ/s320/TRES%2BCHICAS.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561027130714588434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Aaiun (territori occupati), 2011/01/09 (SPS) Le autorità di occupazione marocchine hanno condotto Sabato ore l'espulsione di tre osservatori stranieri (due spagnoli e uno in Argentina) della città occupata di El Aaiun per la riunione con i diritti umani saharawi e le vittime dell'assalto omicida guidata dal campo l'esercito marocchino contro Gdeim Izik l'8 novembre e la repressione delle proteste che sono stati attivati nella stessa della città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli osservatori stranieri sono stati sorpresi dalla presenza di agenti della polizia marocchina ei servizi segreti in giro per l'hotel in cui non abitava lontano dal luogo di Dcheira, ha detto una fonte giudiziaria saharawi lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato impedito di lasciare l'hotel per quattro giorni prima di essere portato in una stazione degli autobus marocchino per il trasferimento a Marrakech (Marocco), in attesa di tornare ai loro paesi di origine, ha aggiunto la fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre osservatori in precedenza aveva visitato la città occupata di Dakhla, dove sono stati sottoposti a vessazioni e provocazione per visitare i Saharawi attivista dei diritti umani, Cheikh Oulad Mahjoub, dove fu assediato la sua casa e sottoposta a rigido controllo da parte marocchino forze di occupazione, ha detto che lo fa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-5225758258647558438?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/5225758258647558438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=5225758258647558438&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5225758258647558438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5225758258647558438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/lespulsione-di-tre-osservatori.html' title='L&apos;espulsione di tre osservatori internazionali nella città occupata di El Aaiun'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy8tjiNhRI/AAAAAAAADlE/xslpcYbVZmQ/s72-c/TRES%2BCHICAS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3297129963543377344</id><published>2011-01-11T21:21:00.003+01:00</published><updated>2011-01-11T21:23:46.894+01:00</updated><title type='text'>Sahrawi a Casablanca: gli attacchi contro gli osservatori internazionali</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy8SOTC5dI/AAAAAAAADk8/3DhDcJVP05g/s1600/31074_1406055925774_1663702687_949732_4730475_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 238px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy8SOTC5dI/AAAAAAAADk8/3DhDcJVP05g/s320/31074_1406055925774_1663702687_949732_4730475_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561026661157365202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sahrawi a Casablanca: gli attacchi contro gli osservatori internazionali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma , 2011/01/09 (SPS) Il processo di attivisti saharawi, rinviato alla prossima settimana, ha portato a Casablanca (Marocco), come in precedenti audizioni, verbali e aggressioni fisiche contro gli osservatori internazionali, è stato imparato Domenica con un osservatore italiano a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'udienza è stata di provare lui per "mettere in pericolo la sicurezza dello stato", accusato Sahrawi Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek LACHGAR Degia, Yahdih Ettarrouzi Rashid Sghavar Lebaihi e Saleh. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli osservatori internazionali presenti in udienza, ha detto che prima che il palazzo di giustizia, ci sono stati "diversi gruppi di manifestanti sventolano bandiere lodando il Sahara marocchino + +, per intimidire i testimoni, compresi gli stranieri", ha detto la signora Cinzia Terzi . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Entrando in aula, gli osservatori sono stati accolti da una folla di fotografi e le procedure per l'ammissione alla sala erano abbastanza fluido," questa volta ", ha aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli osservatori sono stati espropriati dei loro telefoni cellulari e macchine fotografiche e alcuni di essi sono stati scavati, a differenza di marocchini. "Nel corso dell'udienza, c'erano un centinaio di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli osservatori sono stati invitati da un inserviente di sedersi in fondo alla stanza, mentre gli avvocati sono stati di carica ai giudici, che non permetteva di osservatori per monitorare visivamente quello che stava accadendo ", ha ha detto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il pubblico non vi era alcuna saharawi, saharawi e l'imputato in libertà provvisoria, erano assenti, hanno detto, affermando sulla base delle informazioni ricevute dagli avvocati della difesa che gli assenti avevano paura attacchi che ha avuto luogo durante le tre sessioni precedenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un sentimento di ostilità regnava ancora", ha osservato, aggiungendo che "le donne nel pubblico coperto il volto dell'avvocato Martino Marco con una bandiera del Marocco». Inoltre, l'avvocato dell'imputato sono stati spesso interrotti durante la loro parola e talvolta violenti, ha detto al osservatori, osservando che "l'argomento di consiglio per marocchino accusato Mustapha Errachidia, è stato chiuso dopo soli quattro minuti ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno detto che avevano assistito a "un violento attacco verbale da un avvocato per l'accusa, sostenuta dal successo di pubblico e dai suoi colleghi", aggiungendo che "alcuni passaggi nelle memorie degli avvocati della difesa sono state accompagnate da grida da parte del pubblico come quando sono entrati in aula.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi hanno anche osservato che "il presidente non è riuscito a esercitare la sua autorità, con conseguente interruzione del dibattimento e le minacce contro gli imputati e dei loro sostenitori". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha anche detto che "quando Errachidia consiglio è stato aggredito dal suo collega della parte civile, il presidente ha lasciato da fare", permettendo a chiunque tra il pubblico in piedi, ma che richiede il Delegato di Svezia sit ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Anche gli avvocati si sono distinti come in precedenti audizioni, da azioni violente e aggressive contro gli imputati, i loro avvocati e osservatori internazionali", ha riferito, notando che il pubblico inclusi molti attivisti delle associazioni marocchine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In queste circostanze, gli osservatori internazionali ribadiscono la convinzione che il processo non si dipana secondo generalmente accettati", per chiamarlo un "processo equo", ha aggiunto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presente a questa udienza, gli osservatori italiani Luciano Capuano, Marco Francesco De Martino, Nicola Quatrano, Eugenio Morlini, Cinzia Terzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano presenti anche Matteo Lehrfeld la U. S. Consolato Generale a Casablanca, Henrik Samuelsson, Primo Segretario, Ambasciata di Svezia in Marocco, Dagmar Schmidt Tartaglia, Ambasciata di Svizzera in Marocco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3297129963543377344?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3297129963543377344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3297129963543377344&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3297129963543377344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3297129963543377344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/sahrawi-casablanca-gli-attacchi-contro.html' title='Sahrawi a Casablanca: gli attacchi contro gli osservatori internazionali'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy8SOTC5dI/AAAAAAAADk8/3DhDcJVP05g/s72-c/31074_1406055925774_1663702687_949732_4730475_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-259739879405856454</id><published>2011-01-11T21:16:00.002+01:00</published><updated>2011-01-11T21:19:26.430+01:00</updated><title type='text'>Tre prigionieri Saharawi  in sciopero della fame</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy7JTefj9I/AAAAAAAADkw/G8JZ1HnrKcQ/s1600/7activists082009.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 247px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy7JTefj9I/AAAAAAAADkw/G8JZ1HnrKcQ/s320/7activists082009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5561025408417107922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tre prigionieri Saharawi in sciopero della fame&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casablanca , 2011/10/01 (SPS) I prigionieri politici saharawi nel carcere di Casablanca Oukacha Tamek Ibrahim Hamadi Naceri Dahane e hanno deciso di avviare un avvertimento sciopero della fame da 48 ore martedì per protestare contro le condizioni povera in cui il loro processo ha avuto luogo, funzionari hanno detto una fonte giudiziaria Saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tre detenuti hanno sostenuto che lo sciopero è stato deciso a causa delle condizioni straordinarie in cui è stato tenuto il loro processo. Hanno sottolineato che i servizi segreti marocchini hanno impedito loro famiglie a partecipare a prove e mobilitato un gruppo di cittadini marocchini e avvocati per protesta di fronte e in aula canto quello che definito "un razzista" .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I prigionieri sono insorti contro tale comportamento "incoraggiato dal procuratore generale e la presidenza dell 'audizione" e contro le posizioni ostili di alcuni avvocati marocchini che sono in conflitto con la legge e il diritto alla libertà di espressione e di parere, sottolineando il sostegno delle associazioni dei diritti umani, osservatori, giornalisti e avvocati internazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I detenuti hanno chiesto le condizioni di un giusto processo, per migliorare le loro condizioni di detenzione e il recupero dei diritti di cui sono state cedute. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sciopero è il primo del suo genere lanciato dai tre prigionieri saharawi di coscienza dopo il loro trasferimento, il 4 novembre scorso nel carcere di Rabat Salé Oukacha a Casablanca, il tribunale militare è stata recentemente dichiarata incompetente e ha inviato il file dei detenuti il giudice del processo a Ain Sbaâ (Marocco).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-259739879405856454?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/259739879405856454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=259739879405856454&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/259739879405856454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/259739879405856454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/tre-prigionieri-saharawi-in-sciopero.html' title='Tre prigionieri Saharawi  in sciopero della fame'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSy7JTefj9I/AAAAAAAADkw/G8JZ1HnrKcQ/s72-c/7activists082009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3381529777069865197</id><published>2011-01-09T17:50:00.002+01:00</published><updated>2011-01-09T17:54:00.776+01:00</updated><title type='text'>Il comunicato degli osservatori al processo di Casablanca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSnoCVth2WI/AAAAAAAADko/DT8DV2-OuDM/s1600/osservatorio.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 281px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSnoCVth2WI/AAAAAAAADko/DT8DV2-OuDM/s320/osservatorio.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560230341851076962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Giustizia...ti a Casablanca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sahara Occidentale, 7 gennaio 2011 - A Casablanca è pronto un plotone di esecuzione contro i 7 saharawi accusati di "attentato alla sicurezza interna dello stato marocchino". E lo chiamano processo... (Nella foto, gli osservatori italiani) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Il comunicato degli osservatori al processo di Casablanca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, 7 gennaio 2011, dinanzi il tribunale di prima istanza di Ain Seba’a (Casablanca) vi è stata l’udienza del processo a carico dei sette militanti saharawi Brahim Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, Lachgare Degia, Yahdih Ettarrouzi, Rachid Sghavar, Saleh Lebaihidi, i primi tre ancora detenuti dal giorno 8 ottobre 2009. Erano presenti cinque osservatori internazionali italiani, Luciano Capuano (procuratore legale, Napoli), Francesco Marco de Martino (avvocato, Napoli), Eugenio Morlini (sacerdote, Reggio Emilia), Nicola Quatrano (magistrato, Napoli), Cinzia Terzi (insegnante, Reggio Emilia).&lt;br /&gt;Erano altresì presenti: Matthew Lehrfeld (Consolato Generale USA di Casablanca), Henrik Samuelson (Primo Segretario, Ambasciata Svedese in Marocco), Dagmar Schmidt Tartagli (Ambasciata Svizzera in Marocco).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’udienza si è esaurita nella trattazione di questioni preliminari. Il processo è stato rinviato al 14 gennaio 2011, e il Tribunale ha riservato la decisione sulle eccezioni sollevate dagli avvocati della difesa, relative alla regolarità degli avvisi agli imputati a piede libero e delle costituzioni di parte civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’udienza di oggi è stata caratterizzata da forte tensione, come quelle che l’hanno preceduta del 15 ottobre, 5 novembre e 17 dicembre 2010, quando – secondo gli osservatori che vi hanno partecipato – si sono verificate aggressioni contro gli imputati, gli avvocati della difesa, alcuni osservatori internazionali e due giornalisti spagnoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va registrato che gli avvocati saharawi della difesa, Abd El Aziz NWIDI, Mohamed BOUKHALED, Mohamed Elhabib ERGUIBI, Razaid LAHMAD, Abd Ellah SHALLOUK, Mohamed Fadel LEILI, hanno diffuso nei giorni scorsi un comunicato nel quale dichiarano di aver deciso di boicottare il processo, perché mancano le condizioni minime che caratterizzano un processo equo, dopo le manifestazioni politiche che si sono svolte contro gli imputati all’interno del Tribunale e della stessa aula d’udienza e dopo le aggressioni verbali e fisiche contro imputati, avvocati della difesa e osservatori internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difesa degli imputati è stata comunque assicurata dalla generosa presenza di tre avvocati marocchini, Mustapha Errachidi, Mohamed Sadkod, Masoidi Mohamed Sabbar. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell’odierna udienza gli osservatori hanno potuto constatare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Davanti al Tribunale vi erano gruppi di manifestanti e numerosi striscioni che inneggiavano alla “marocchinità del Sahara”. All’ingresso gli osservatori sono stati accolti da un folto gruppo di fotografi. Le procedure di ingresso al Tribunale sono state abbastanza fluide. Agli osservatori sono state ritirati telefoni cellulari e fotocamere e alcuni di essi sono stati perquisiti. Per contro è stato permesso l’ingresso di altri soggetti muniti di vistose macchine fotografiche, nonché di bandiere marocchine e di immagini del Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Nell’aula di udienza vi erano un centinaio di persone. Gli osservatori sono stati invitati da un addetto a sedersi in una fila arretrata. L’affollamento dell’aula e la presenza di diversi avvocati in piedi davanti al banco dei giudici (alcuni dei quali non impegnati nel processo) ha impedito agli osservatori di seguire visivamente quanto accadeva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Tra il pubblico non vi era nessun saharawi, ed erano anche assenti gli imputati a piede libero. Da notizie apprese dagli avvocati della difesa, essi erano impauriti a causa delle aggressioni subite nel corso delle tre precedenti udienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Gli osservatori non sono stati fatti oggetto di intimidazioni, ma della ostile e continua attenzione del pubblico. In una occasione, alcune donne del pubblico – subito dopo rimproverate da altri presenti – hanno  coperto il capo e il volto dell’avvocato Marco de Martino con una bandiera del Marocco.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Gli avvocati che difendevano gli imputati sono stati oggetto di interruzioni ripetute e violente. In particolare l’intervento dell’avvocato Mustapha Errachidi è stato interrotto, dopo soli quattro minuti, da una violenta aggressione verbale da parte di un avvocato della parte civile, appoggiato dalle acclamazioni del pubblico e dall’incoraggiamento dei colleghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Alcuni passaggi delle arringhe difensive sono state accompagnate da grida del pubblico, come anche l’ingresso in aula e l’uscita degli imputati detenuti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Il presidente del collegio ha omesso di svolgere qualsiasi compito di polizia e disciplina  dell’udienza, consentendo un disordinato svolgimento della stessa, nonché interruzioni e minacce contro gli imputati e i loro difensori. Quando l’avvocato Errachidi è stato aggredito dal collega della parte civile, il presidente lo ha lasciato fare, salvo abbandonare l’aula insieme al collegio quando il clamore del pubblico è diventato assordante. Ha interrotto diverse volte le arringhe dei difensori degli imputati, ma ha lasciato parlare liberamente i difensori di parte civile e il pubblico ministero. Ha consentito a tutti nel pubblico di alzarsi in piedi ripetutamente, salvo imporre al solo delegato dell’ambasciata svedese di mettersi a sedere nel momento in cui lo stesso si era alzato in piedi per guardare oltre la folla di persone in piedi davanti a lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Alcuni degli stessi avvocati che si sono distinti nel corso delle precedenti udienze per una presenza violenta e aggressiva nei confronti degli imputati, dei loro difensori e degli osservatori internazionali, sono comparsi nella presente udienza come difensori di parte civile, costituitisi solo nell’ultima settimana, in rappresentanza di numerose associazioni, quali l’”Association des marocains du monde”, il “Mouvement international pour soutenir le parachévement de l’intègrité territoriale du Royaume du Maroc”, il “Conseil préfectoral de Casablanca”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione gli osservatori rilevano che l’udienza odierna è stata caratterizzata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dal perdurare delle intimidazioni nei confronti degli imputati, dei loro difensori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dall’assenza degli imputati a piede libero, di tutti i loro familiari e di gran parte dei loro difensori, come conseguenza delle intimidazioni denunciate nel corso delle precedenti udienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  Da una inadeguata conduzione dell’udienza da parte del presidente del collegio giudicante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Date queste premesse (e, a prescindere da ogni altra questione), gli osservatori internazionali ribadiscono la convinzione che il processo non si stia svolgendo secondo i canoni universalmente riconosciuti per un “processo equo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casablanca, 7 gennaio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luciano Capuano, Francesco Marco de Martino, Nicola Quatrano, Eugenio Morlini, Cinzia Terzi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3381529777069865197?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3381529777069865197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3381529777069865197&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3381529777069865197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3381529777069865197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/il-comunicato-degli-osservatori-al.html' title='Il comunicato degli osservatori al processo di Casablanca'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSnoCVth2WI/AAAAAAAADko/DT8DV2-OuDM/s72-c/osservatorio.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1308277453469757226</id><published>2011-01-04T16:12:00.002+01:00</published><updated>2011-01-04T16:15:42.981+01:00</updated><title type='text'>L'aggressione contro i prigionieri politici saharawi nel Carcel Negra  a El Aaiun, occupato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM5ifszWOI/AAAAAAAADkg/41pDeSNjrR8/s1600/mugtalat%2B%25281%2529.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 295px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM5ifszWOI/AAAAAAAADkg/41pDeSNjrR8/s320/mugtalat%2B%25281%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558349629893073122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'aggressione contro i prigionieri politici saharawi nel Carcel Negra (Black carcere) a El Aaiun, occupato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El Aaiun (territori occupati), 31/12/2010 (SPS) Saharawi attaccato erano prigionieri politici Mercoledì da un funzionario dell'amministrazione penitenziaria marocchina di Carcel negra di El Aaiun occupata, ha detto una fonte del ministero territori occupati e le comunità Saharawi con sede all'estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi sono: EmFadli Giuda, Zahra Alansari, Fatimatu Alsaba, Hayat Rgueibi, Nguiya Hawassi, e Lala Khaiduma Joumani che sono stati brutalmente aggrediti da alcuni prigionieri marocchini di diritti comuni assunti dall'amministrazione del carcere, ha detto il stessa fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo le dichiarazioni da parte delle famiglie "non è la prima volta che il carcere attacco prigionieri politici Saharawi come parte di una feroce campagna condotta dallo Stato marocchino contro i diritti umani saharawi" ha aggiunto la fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I sei attivisti saharawi per i diritti umani vengono privati del contatto con il mondo esterno e visitare le loro famiglie ei vostri cari, non ci ricordiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1308277453469757226?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1308277453469757226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1308277453469757226&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1308277453469757226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1308277453469757226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/laggressione-contro-i-prigionieri.html' title='L&apos;aggressione contro i prigionieri politici saharawi nel Carcel Negra  a El Aaiun, occupato'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM5ifszWOI/AAAAAAAADkg/41pDeSNjrR8/s72-c/mugtalat%2B%25281%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-6768336125713851966</id><published>2011-01-04T16:01:00.003+01:00</published><updated>2011-01-04T16:05:34.565+01:00</updated><title type='text'>ll cubano Medical Mission celebrato il 52 anniversario del trionfo della Rivoluzione cubana nei campi profughi Saharawi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM3JOOXgvI/AAAAAAAADkQ/BD3OTFIM_l4/s1600/flagcubsah-300x169.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 169px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM3JOOXgvI/AAAAAAAADkQ/BD3OTFIM_l4/s320/flagcubsah-300x169.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558346996682031858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ll cubano Medical Mission celebrato il 52 anniversario del trionfo della Rivoluzione cubana nei campi profughi Saharawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cubano Medical Mission, che è nei campi profughi Saharawi terrà questo Sabato, il 52 ° anniversario del trionfo della Rivoluzione Cubana, il General Hospital Chahid Il Hafed, con la presenza del Ministro della Sanità Saharawi, Sidi Ahmed Tayeb anche funzionari dello Stato saharawi e il ministero della salute pubblica.&lt;br /&gt;Nel suo discorso di Sidi Ahmed Tayeb, ha elogiato le posizioni della Rivoluzione cubana a sostegno della giusta lotta del popolo saharawi, dicendo che "Cuba rimane sul lato della causa Saharawi, nonostante la crisi economica che colpisce"&lt;br /&gt;"La presenza di queste missioni mediche e centinaia di studenti saharawi che studiano nelle università cubane e college è la migliore prova tangibile dei buoni rapporti esistenti tra i due paesi", ha aggiunto il ministro.&lt;br /&gt;"La nostra presenza in questo momento con i membri della Missione per celebrare il 52 ° anniversario della Rivoluzione cubana, è un omaggio, così come la nostra gratitudine al posizioni fisse di Cuba", dice Tayeb.&lt;br /&gt;Da parte sua, il Presidente della Missione di Cuba, Miguel Caballero Céspedes, la nostra presenza nei campi profughi Saharawi, è quello di fornire assistenza medica e la nostra esperienza per contribuire alla salute saharawi in vari campi della medicina.&lt;br /&gt;Alla cerimonia hanno partecipato il Segretario di Stato per l'ambiente, Ahmed Mohamed Fall Yahdih e membri del Ministero della Sanità Saharawi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-6768336125713851966?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/6768336125713851966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=6768336125713851966&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6768336125713851966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/6768336125713851966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/ll-cubano-medical-mission-celebrato-il.html' title='ll cubano Medical Mission celebrato il 52 anniversario del trionfo della Rivoluzione cubana nei campi profughi Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM3JOOXgvI/AAAAAAAADkQ/BD3OTFIM_l4/s72-c/flagcubsah-300x169.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3545589009488870863</id><published>2011-01-04T15:56:00.004+01:00</published><updated>2011-01-04T15:59:52.682+01:00</updated><title type='text'>Vi chiediamo di intervenire con il Marocco a liberare Sid'Ahmed Lemjeyid, e garantire la propria sicurezza personale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM148MMZOI/AAAAAAAADkI/T--iGtanECI/s1600/images-300x90.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 90px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM148MMZOI/AAAAAAAADkI/T--iGtanECI/s320/images-300x90.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558345617451541730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sahrawi ONG Amnesty International chiede di intervenire per la liberazione del suo Presidente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostegno del Comitato Saharawi per il piano di pace delle Nazioni Unite e la protezione delle risorse naturali nel Sahara occidentale ha chiesto Amnesty International (AI), il suo discorso al governo di occupazione marocchina per la liberazione del suo presidente, Sid ' Lemjeyid Ahmed, secondo una lettera ricevuta dal SPS di Domenica.&lt;br /&gt;"Vi chiediamo di intervenire con il Marocco a liberare Sid'Ahmed Lemjeyid, e garantire la propria sicurezza personale, fisica e tutti i diritti garantiti dalla convenzioni internazionali sui diritti umani", dice la lettera.&lt;br /&gt;La commissione ha condannato il rapimento di Sid'Ahmed Lemjeyid, e di tutti gli attivisti saharawi dei diritti umani, affermando che questo "atto è una flagrante violazione del diritto internazionale e diritti umani".&lt;br /&gt;Lemjeyid Sid'Ahmed, è stato rapito il 25 dicembre terrà a Laayoune dalla polizia marocchina. Trovato il giorno dopo in tribunale a Laayoune, per essere trasferito al tribunale militare di Rabat, accusato di essere in connessione con gli avvenimenti del campo di protesta Izik Gdeim ", aggiunge la fonte.&lt;br /&gt;attivista saharawi è stato arrestato diverse volte per protestare contro il saccheggio illegale delle risorse naturali del Sahara Occidentale dall'occupazione marocchina e la sua rivendicazione del diritto del popolo Saharawi per l'indipendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, le autorità di occupazione sono stati trasferiti a 19 Saharawi cittadini marocchini Salé carcere dal 14 novembre, a causa della loro partecipazione nel campo Izik Gdeim e manifestazioni successive a Laayoune, iniziata dopo l'aggressione criminalità che si è verificato l'8 novembre per lo smantellamento del campo, concludeva la lettera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3545589009488870863?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3545589009488870863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3545589009488870863&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3545589009488870863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3545589009488870863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/vi-chiediamo-di-intervenire-con-il.html' title='Vi chiediamo di intervenire con il Marocco a liberare Sid&apos;Ahmed Lemjeyid, e garantire la propria sicurezza personale'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSM148MMZOI/AAAAAAAADkI/T--iGtanECI/s72-c/images-300x90.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-5217999217398463104</id><published>2011-01-04T15:46:00.002+01:00</published><updated>2011-01-04T15:50:55.608+01:00</updated><title type='text'>Le autorità marocchine hanno proceduto all'arresto del giovane Saharawi Ahmed Abnon 35 anni nella città di Boujdour (Sahara Occidentale)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSMzv-5WfuI/AAAAAAAADkA/wgfI1TEtHPc/s1600/JOVENES%2BDETENIDOS.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 77px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSMzv-5WfuI/AAAAAAAADkA/wgfI1TEtHPc/s320/JOVENES%2BDETENIDOS.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558343264535740130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Martedì 4 gennaio 2011&lt;br /&gt;Laayoune ricorso un gruppo di arrestati per il loro collegamento con il campo "Gdeim Izik" a El Aaiun (Sahara Occidentale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le autorità marocchine hanno proceduto all'arresto alle ore 18.00 il 1 ° gennaio 2011 e il Saharawi Ahmed Abnon 35 anni nella città di Boujdour (Sahara Occidentale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la famiglia è andato alla stazione di polizia nella città per conoscere lo stato del detenuto anche proceduto ad arrestare la sorella M'barka Abnoun di 37 anni che è stato interrogato per diverse ore prima di essere rilasciato, suo fratello è stato preso in custodia e trasferiti a El Aaiun sulla base di un mandato di perquisizione e di arresto emesso dalla procura del Tribunale di Laayoune, nel Sahara occidentale per la loro partecipazione nel campo profughi Izik Gdeim &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 3 Gennaio 2011 il giudice ha ordinato la Ahmed Abnon carcere di Black Aaiun (Sahara Occidentale) con il compito penale dal Procuratore Generale, dopo prendere una dichiarazione.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella stessa data e in relazione diretta con la partecipazione in campo Gdeim Izik e dimostrazioni per protestare contro il suo sgombero violento effettuate nella città di El Aaiun dal 8 novembre 2010, il Coroner's Court appello è stato ascoltato dalla città sotto la guida della procedura per un gruppo di otto detenuti saharawi Zayen R'guaibi Mohamed, Ahmed Naji, Ali Baiba Salem, Sami SOULHEAD Abdeslam, Hamadi H'mimidi, Boufarra Jamal Mohamed, Mohamed Dadda e Mohamed Aobaid .    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;detenuti saharawi sono stati presi dalla polizia marocchina presso il Tribunale di primo grado di Laayoune, la seconda volta entro 60 giorni dopo il suo arresto, circondato da strette misure di sicurezza e di agenti dei servizi segreti che hanno circondato l'edificio della Corte di Appello di Laayoune, nel Sahara occidentale, e tutte le vie adiacenti, temendo che le famiglie degli oltre 160 prigionieri saharawi potrebbe organizzare una protesta chiedendo la loro liberazione.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aobaid famiglia di Mohamed di 34 anni, uno dei prigionieri che è apparso davanti al tribunale il 1 ° gennaio 2011, ha detto che è stato aggredito da quattro guardie lo scortavano in carcere e punito in isolamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Collettivo dei difensori dei diritti umani saharawi. CODESA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laayoune, nel Sahara occidentale, 3 gennaio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-5217999217398463104?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/5217999217398463104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=5217999217398463104&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5217999217398463104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5217999217398463104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2011/01/le-autorita-marocchine-hanno-proceduto.html' title='Le autorità marocchine hanno proceduto all&apos;arresto del giovane Saharawi Ahmed Abnon 35 anni nella città di Boujdour (Sahara Occidentale)'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TSMzv-5WfuI/AAAAAAAADkA/wgfI1TEtHPc/s72-c/JOVENES%2BDETENIDOS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-886993117344383708</id><published>2010-12-23T21:12:00.002+01:00</published><updated>2010-12-23T21:17:25.340+01:00</updated><title type='text'>Nel Sahara Occidentale occorre un'indagine</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROuSBlQpII/AAAAAAAADj0/g9vePOH1RV0/s1600/34ee.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 317px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROuSBlQpII/AAAAAAAADj0/g9vePOH1RV0/s320/34ee.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553974390163547266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel Sahara occorre un'indagine &lt;br /&gt;Fuerzas marroquíes desmantelan un campamento de miles de viviendas de saharauis cerca de El Aaiún &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo lo sgombro violento dell'accampamento di Gadaym Izik, vicino a L'Aaiún, Amnesty International ha visitato la zona per investigare i presunti abusi contro i diritti umani commessi durante gli eventi successi l' 8 di novembre. Durante questa visita, la delegazione di AI si è incontrata con tutte le parti implicate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La principale conclusione di questa visita rileva la necessità urgente di portare a termine un'indagine indipendente, imparziale ed esaustiva sui fatti. La delegazione di Amnesty International ha constatato che durante gli scontri morirono 13 persone, 11 membri delle forze di sicurezza marocchine e 2 saharahuis. Il maggiore numero di vittime si è avuto durante lo smantellamento dell'accampamento. Durante lo sgombro, in alcuni casi, la forza utilizzata contro i manifestanti fu eccessiva, perfino contro quelli che non opponevano nessuna resistenza. Gli scontri si trasferirono poi a L'Aaiún, dove sia manifestanti saharauis che residenti marocchini attaccarono tende, negozi e abitazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa 200 saharauis furono fermati per questi incidenti e più di 130 sono ancora imprigionati. La nostra organizzazione si è incontrata con alcuni degli arrestati poi rilasciati. Questi hanno spiegato come furono picchiati, torturati e sottoposti a maltrattamenti nel momento dell'arresto o durante la permanenza in carcere. La maggioranza avevano cicatrici e ferite visibili. Inoltre, in alcuni anche casi affermano di essere stati obbligati a firmare dichiarazioni che non gli hanno nemmeno permesso di leggere. Ci preoccupa che si usino gli arresti per gli avvenimenti dell' 8 novembre per colpire i difensori saharauis dei diritti umani che denunciano le violazioni che si commentino nella regione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le autorità marocchine devono garantire ai detenuti che le norme internazionali su processi giusti siano sempre rispettate e che tutte le persone processate abbiano l'opportuna e dovuta assistenza, e che non si tenga conto delle confessioni ottenute sotto tortura. E' anche necessaria un'indagine completa, indipendente ed imparziale sulle presunte violazioni dei diritti umani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fatti successi nel Sahara Occidentale evidenziano più che mai la necessità che i diritti umani non siano ignorati. Un primo passo sarebbe affidare la vigilanza dei diritti umani alla Missione delle Nazioni Unite per il Referendum del Sahara Occidentale (MINURSO). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tua firma continua ad essere cruciale affinché nessun abuso rimanga impunito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agisci! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.es.amnesty.org/actua/acciones/sahara-investigacion-justicia/ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compila con i tuoi dati perché invieremo un messaggio a tuo nome ( leggi) al governo del Marocco, il messaggio inviato conterrà il tuo nome, cognome e posta elettronica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sig.. Mohamed Naciri &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro di Giustizia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Place Mamounia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rabat &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marocco &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Signore. Ministro: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la presente mi permetto di mettermi in contatto con lei per esprimerle la mia più profonda preoccupazione per i recenti fatti che hanno avuto luogo nell'accampamento di Gadaym Izik, l'insediamento informale di tende ed abitazioni estemporanee che ospitava migliaia di saharauis. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indagine che Amnesty International ha realizzato nella zona in novembre, ha constatato che durante gli scontri nell'accampamento e a L'Aaiún, morirono 13 persone, 11 membri delle forze di sicurezza marocchine e 2 saharahuis. Il maggiore numero di vittime si è avuto durante lo smantellamento dell'accampamento, la forza utilizzata durante lo sgombra contro i manifestanti è stata, in alcuni casi, eccessiva, perfino contro quelli che non opponevano nessuna resistenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Circa 200 saharauis furono fermati per questi incidenti e più di 130 sono ancora in carcere. La nostra organizzazione si è incontrata con molti degli arrestati e poi rilasciati che hanno spiegato come furono picchiati, torturati e sottoposti a maltrattamenti nel momento dell'arresto o durante la detenzione. La maggioranza aveva cicatrici e ferite visibili. Inoltre alcuni affermano di essere stati obbligati a firmare dichiarazioni che non gli hanno nemmeno consentito di leggere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti alla gravità dei fatti che hanno avuto luogo, mi permetto di sollecitarla ,come rappresentante del governo marocchino ad aprire immediatamente un'indagine completa, indipendente ed imparziale sulle presunte violazioni dei diritti umani commessi. I risultati di tale indagine dovranno essere resi pubblici ed i responsabili portati davanti alla giustizia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ugualmente le autorità marocchine devono garantire che le norme internazionali su processi giusti siano sempre rispettate e che tutte le persone processate possano avere la dovuta assistenza e che non si tenga conto delle confessioni ottenute sotto tortura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distintamente,&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-886993117344383708?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/886993117344383708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=886993117344383708&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/886993117344383708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/886993117344383708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/nel-sahara-occidentale-occorre.html' title='Nel Sahara Occidentale occorre un&apos;indagine'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROuSBlQpII/AAAAAAAADj0/g9vePOH1RV0/s72-c/34ee.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3017125238122787713</id><published>2010-12-23T21:09:00.001+01:00</published><updated>2010-12-23T21:11:53.094+01:00</updated><title type='text'>SAHARA OCCIDENTALE: aggiornamenti  territori occupati saharawi.omar</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROs6tzL9SI/AAAAAAAADjs/27cOPeS6o8c/s1600/3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 259px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROs6tzL9SI/AAAAAAAADjs/27cOPeS6o8c/s320/3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553972890204632354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sahara Occidentale | Relazione dell'organizzazione internazionale &lt;br /&gt;AI esige dall'ONU la difesa dei diritti umani dei saharauis lunedì 20/12/2010 &lt;br /&gt;Una relazione di Amnesty International sollecita l'ONU a dare alla Minurso (Missione dell'ONU per il Referendum nel Sahara Occidentale) un mandato che comprenda la vigilanza ed investigazione sulla situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale. Amnesty precisa che la protezione dei diritti dei saharauis dovrà esserci sia nei territori sotto controllo del Marocco sia negli accampamenti dei rifugiati di Tinduf (Algeria), amministrati dal Fronte Polisario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Minurso è l'unica missione delle Nazioni Unite che non ha un mandato sui diritti umani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di una delle conclusioni contenuta nella relazione di AI sullo smantellamento dell'accampamento di protesta saharaui di Gdeim Izik, il passato 8 novembre, e i successivi incidenti a L'Aaiún. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento, quasi 30 pagine con fotografie, chiede al Marocco di fare un'indagine affinché i responsabili di torture e maltrattamenti a decine di saharauis arrestati "siano perseguiti in base agli standard degli accordi internazionali sulla giustizia" e che provveda perché i saharauis "arrestati siano completamente protetti contro la tortura ed altri maltrattamenti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International chiede anche a Rabat di rendere pubblici i nomi degli arrestati e i relativi capi d'accusa. Tra i saharauis arrestati durante la repressione dopo l'assalto a Gdeim Izik ci sono cinque attivisti dei diritti umani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'organizzazione segnala la necessità di assicurare il diritto di "tutti i saharauis alla libertà di espressione, associazione ed assemblea; e garantire che coloro che si esprimono pacificamente a favore dell'autodeterminazione non subiscano rappresaglie". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dossier pubblicato oggi da AI contiene le informazioni anticipate da ELMUNDO.es tre settimane fa. Constata che ci furono torture generalizzate ai saharauis arrestati (violazioni comprese) che le autorità non informarono le famiglie sulla situazione dei detenuti che ci furono attacchi a proprietà ed abitazioni dei saharauis da parte di uomini in divisa e di coloni marocchini. Documenta, inoltre, che molti saharauis furono feriti da armi da fuoco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò con la totale impunità delle forze di sicurezza per tali abusi. "Fino ad oggi, AI non ha notizia che si siano stati presi provvedimenti da parte delle autorità del Marocco per mettere in moto un'indagine affinchè i membri delle forze di sicurezza responsabili degli assalti fuori dalla legge ed altri abusi ne rendano conto davanti alla giustizia", continua il testo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli investigatori di AI segnalano che "lo smantellamento del campo da parte delle forze di sicurezza, marocchine, fu accompagnato da una considerabile violenza", ma evidenziano anche che "c'era un chiara e seria resistenza tra i saharauis da parte di alcuni persone presenti nel campo, col risultato che nove membri delle forze di sicurezza sono morti con per mano dei manifestanti saharauis, in circostanze che devono essere ancora chiarite, benché in alcuni casi morirono per ferite da arma bianca". Nei giorni successivi sono morti altri due gendarmi marocchini. Per la parte saharaui, AI documenta la morte di due civili negli incidenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riassunto da ElMundo.es &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 Gennaio 2010 &lt;br /&gt;Durante il sesto giorno del 17º Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti a Pretoria (Sudafrica) membri della delegazione del Marocco, armati con manganelli estensibili, hanno aggredito militanti di IU, UJCE e PCE che stavano srotolando uno striscione contro l'occupazione marocchina del Sahara occidentale e le continue violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato Organizzatore Internazionale del Festival ha considerato inammissibili questi fatti, gli ultimi di una serie di provocazioni della delegazione del Marocco. Jeff Cardenas, membro del COI in rappresentanza della Spagna ha detto che in seguito alle continue provocazioni non c'era altra soluzione che l'espulsione, ma il vero problema non è questo incidente ma il fatto di una delegazione imperialista, agli ordini dei servizi di sicurezza marocchina sia presente al festival per disturbare la pace e la calma che deve caratterizzare un evento solidale come il Festival. Con questa decisione vogliamo chiarire che non si permettono atteggiamenti contro i principi della Federazione". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le autorità marocchine hanno la partecipazione in Sudafrica di molti delegati e delegate provenienti dai territori saharauis occupati. Per Esther López, coordinatrice dell'Area di Gioventù di IU "la delegazione marocchina non è altro che la mano del Governo marocchino per controllare il movimento di solidarietà internazionale col popolo saharaui, e denunciamo che militanti di IU sono stati fotografati e schedati" . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Festival Mondiale partecipano più di 114 paesi e circa 15.000 delegate e delegati, 100 assemblee e seminari, sulla situazione delle lotte di emancipazione nel mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte Poemario &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 dicembre 2010 &lt;br /&gt;Il disco spagnolo dell'anno è saharaui. Shouka, terzo album della cantante in esilio Mariem Hassan, Cinquanta giornalisti di venti radio europee l'hanno scelto come quarto miglior disco etnico della stagione, dietro a Sierra Leone's Refugee All Stars (Rise and shine), Hindi Zahra (Handmade) e Ali Farka Touré con Toumani Diabaté (Ali &amp; Toumani), in una selezione finale di duecento dischi su 866 candidati. "Che la musica tradizionale saharaui sia conosciuta in tutto il mondo mi inorgoglisce, mi riempie di allegria vedere al mio paese contento", dicce Mariem Hassan in conversazione telefonica dall'accampamento dei rifugiati in Tinduf (Algeria). "Shouka è una spina inchiodata da quando la Spagna ci abbandonò e ci dimenticò", dice. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mariem Hassan è una figlia più della diaspora saharaui. Nacque nel 1958 nella città da Smara, nell'antica provincia spagnola a 17 anni uscì in esilio. Con la sua famiglia fuggì sull'automobile dai suoi due fratelli, antichi militari nel Sahara. Hassan ha passato 30 anni a Tinduf poi si è trasferita a Sabadell, dove risiede coi suoi due figli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3017125238122787713?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3017125238122787713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3017125238122787713&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3017125238122787713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3017125238122787713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/sahara-occidentale-aggiornamenti.html' title='SAHARA OCCIDENTALE: aggiornamenti  territori occupati saharawi.omar'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROs6tzL9SI/AAAAAAAADjs/27cOPeS6o8c/s72-c/3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-5472560283836598518</id><published>2010-12-23T19:43:00.005+01:00</published><updated>2010-12-23T20:00:28.396+01:00</updated><title type='text'>Amnesty International: è stato confermato in un rapporto, l'arresto di circa 200 saharawi da parte delle forze di sicurezza marochine</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROcOGYFpTI/AAAAAAAADjk/uKwN8gjqjlE/s1600/Amnesty%252520International.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 167px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROcOGYFpTI/AAAAAAAADjk/uKwN8gjqjlE/s320/Amnesty%252520International.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553954531521701170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ATI conferma l'arresto e la persecuzione durante lo smantellamento del campo saharawi Gdeim Izik&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;London, 22/12/2010 (SPS) Amnesty International (AI) è stato confermato in un rapporto pubblicato Lunedi, l'arresto di circa 200 saharawi da parte delle forze di sicurezza marocchine durante e dopo lo smantellamento del campo e Gdeim Izik repressione nella città di El Aaiun, capitale occupata del Sahara Occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I saharawi che hanno protestato contro i loro diritti violati, di violenza e repressione, condotta contro di loro da oltre 35 anni ", sono stati arrestati, picchiati e sottoposti a tortura o altri maltrattamenti", ha detto nuovo rapporto di Amnesty International.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Né arresto né penale in relazione agli attacchi da parte dei coloni contro i marocchini saharawi, le loro case saccheggiate e le loro proprietà distrutte o bruciate, ha avuto luogo», si lamentò AI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le circostanze esatte non sono ancora stabiliti, ma i ricercatori AI hanno visitato il sito alla fine di novembre ha intervistato numerosi testimoni che hanno detto loro che i membri delle forze di sicurezza non hanno esitato a colpire le donne anziane con bastoni di costringerle a lasciare prima dello strappo le loro tende. Alcuni portavano ancora ferite visibili più di due settimane più tardi ", ha aggiunto la fonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Tutti i sahrawi intervistato da AI descritto come sono stati picchiati, torturati o maltrattamenti cui sono state inflitte loro durante il loro arresto o di detenzione da parte delle autorità marocchine, la maggior parte di loro aveva cicatrici visibili e lesioni a sostegno della loro testimonianza ", ha osservato CEW.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante questo, le autorità marocchine hanno preso alcun provvedimento per indagare sulle accuse di tortura e altri maltrattamenti come previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti e il Patto internazionale sui diritti civili e politici, di cui il Marocco è partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto di Amnesty International mette in luce anche la mancanza di informazioni fornite alle famiglie dei detenuti da parte delle autorità, a volte per due settimane, in violazione della legge marocchina. Questa assenza è accompagnata da restrizioni imposte dalle autorità marocchine accesso alle informazioni, soprattutto per i giornalisti che desiderano coprire gli eventi e il cui accesso è stato negato El Aaiun, "Generazione di inutili ansie per le famiglie alcuni temevano che i loro parenti erano stati uccisi. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più di 130 Saharawi sono attualmente di fronte a un'azione legale dopo gli eventi di Lunedi '8 novembre. Diciannove di loro comparire davanti a un tribunale militare, anche se sono civili, alcuni sono già noti attivisti politici che promuovono la Sahrawi all'autodeterminazione del Sahara Occidentale. "Il loro arresto ha scatenato rinnovati timori che le autorità cercherà di coinvolgere negli eventi del mese di novembre 8 persone critico dei critici del governo e sereno, a causa delle loro opinioni politiche."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni degli imputati è apparso davanti al giudice senza assistenza legale e molti di loro hanno mostrato evidenti segni di tortura e altri maltrattamenti e, stando alle denunciato l'abuso. Nessuno è stato visto da un medico e nessuna indagine, a quanto pare, è stato avviato sul tema delle loro denunce, secondo il rapporto di Amnesty International.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I detenuti ha detto che dopo l'interrogatorio ", hanno dovuto firmare o identificazione personale sul fondo di dichiarazioni non erano autorizzati a leggere, che teme che queste dichiarazioni sotto tortura o di coercizione usati come prova contro di loro al loro processo, in violazione del diritto internazionale ", AI ha espresso preoccupazione nella sua relazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-5472560283836598518?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/5472560283836598518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=5472560283836598518&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5472560283836598518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/5472560283836598518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/amnesty-international-e-stato.html' title='Amnesty International: è stato confermato in un rapporto, l&apos;arresto di circa 200 saharawi da parte delle forze di sicurezza marochine'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROcOGYFpTI/AAAAAAAADjk/uKwN8gjqjlE/s72-c/Amnesty%252520International.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-8762479610374583492</id><published>2010-12-23T19:41:00.000+01:00</published><updated>2010-12-23T19:42:22.410+01:00</updated><title type='text'>La giustizia marocchina negata la cauzione di tre prigionieri politici Saharawi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROYBg8ZaQI/AAAAAAAADjc/fV8YZv0M-Og/s1600/7activists082009.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 247px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROYBg8ZaQI/AAAAAAAADjc/fV8YZv0M-Og/s320/7activists082009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553949917268502786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ain Sbaa (Marocco), 2010/12/23 (SPS) La Corte marocchino di primo grado di Ain Sbaa (Casablanca) il Mercoledì ha respinto la richiesta della difesa di libertà provvisoria per i prigionieri politici Saharawi e attivisti dei diritti umani Ahmed Naciri, Brahim Dahan e Ali Salem Tamek, in attesa di giudizio in quanto il loro arresto nel mese di ottobre 2009, ha detto una fonte giudiziaria Saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Lo stesso giudice rinviato il processo 'ultima settimana di tre prigionieri politici fino al 7 gennaio 2011 in assenza di altri quattro imputati, Degja Lachgar, Labihi Rashid Saleh Ettarouzi Yahdih Sghayar, in libertà provvisoria per alcuni mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questa è la terza volta la richiesta di libertà vigilata è stata respinta per i prigionieri politici saharawi Tamek, Brahim Dahan e Ahmed Naciri, ha detto che lo fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Imputati Sahrawi (Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek Lachgar Degia, Yahdih Ettarrouzi Rashid Saleh e Sghavar Lebaihi), giudicati dal accusa di "minare la sicurezza dello Stato del Marocco", sostenendo pubblicamente il diritto del popolo saharawi di decidere liberamente del loro futuro attraverso un referendum di autodeterminazione, ha detto che lo fa ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-8762479610374583492?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/8762479610374583492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=8762479610374583492&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8762479610374583492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8762479610374583492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/la-giustizia-marocchina-negata-la.html' title='La giustizia marocchina negata la cauzione di tre prigionieri politici Saharawi'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TROYBg8ZaQI/AAAAAAAADjc/fV8YZv0M-Og/s72-c/7activists082009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-149190703222279511</id><published>2010-12-21T19:31:00.004+01:00</published><updated>2010-12-21T19:39:26.064+01:00</updated><title type='text'>Il Marocco non è indagherà sugli eventi di Laayoune(8 novembre 2010), secondo Amnesty International</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDzNg8BLwI/AAAAAAAADjU/1_OilyZ04_M/s1600/153176_campamento_destruido-300x192.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 192px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDzNg8BLwI/AAAAAAAADjU/1_OilyZ04_M/s320/153176_campamento_destruido-300x192.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553205754053340930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Marocco non è indagherà sugli eventi di Laayoune(8 novembre 2010), secondo Amnesty International&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gli incidenti, secondo i dati elaborati dalla ONG, ha lasciato un totale di 200 detenuti saharawi e oggetto, nella maggior parte dei casi di torture e abusi, tra cui due casi di stupro, i cui segnali potevano ancora vedere nei corpi di Sahrawi, al momento di essere intervistato da l'organizzazione, la quale afferma che lontano Marocco si è impegnato qualsiasi indagine ", nonostante il peso delle prove".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua relazione di diritti calpestati. Proteste, violenza e repressione nel Sahara occidentale, pubblicato Lunedi, la ONG ha descritto come "intollerabile" questo comportamento, che richiede il Marocco per i responsabili siano consegnati alla giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il documento, AI assicura che le forze marocchine proceduto a lasciare il campo è incontrato con "seria resistenza" da parte di alcuni residenti, con il risultato di nove membri delle forze di sicurezza marocchine uccisi dai dimostranti Saharawi 'in circostanze ancora non del tutto chiara, ma nella maggior parte dei casi dovuti a coltellate ", una mossa che Amnesty International deplora e condanna".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dettagliata AI che altri due membri delle forze di sicurezza marocchine sono morti a causa delle violenze l'8 novembre a Laayoune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due morti Saharawi, uno di loro "con un passaporto spagnolo, morto a Laayoune 'in circostanze in attesa di chiarimenti", dice AI. Il primo è Davide Brahim, 42 anni e padre di due figli. Il secondo è deceduto il cittadino saharawi con un passaporto spagnolo Mahmoud Ould Brahim Babi Gargar Hamadi, 26 anni, che è stato colpito da un veicolo della polizia che sono fuggiti il giorno dell'incidente a Laayoune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DETENZIONE, torture e abusi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché il numero di detenuti, AI assicura che tutti i circa 200 arrestati durante le proteste in campo e la città è il Sahara occidentale. Di questi, il giorno della pubblicazione del rapporto, 130 sono in attesa di giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In alcuni casi, gli intervistati era stato picchiato così violentemente che avevano gli arti spezzati, causato o aveva fatto loro perdere i sensi", dicono i rappresentanti di Amnesty, che sostengono che "molti degli intervistati aveva ferite visibili sul suo testa, viso, schiena o alle articolazioni ", che sono stati" coerenti con le loro accuse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alcuni dei detenuti sostengono di essere stati picchiati al momento che si rifiutarono di giurare fedeltà al re di Marocco o nazionalità marocchina conferma" dice il rapporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, nessuna evidenza di altre "forme di tortura e altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti", con particolare riferimento a due casi di stupro, uno dei quali è stato denunciato dalla fermata non-specificato il loro sex-davanti al giudice turno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mancanza di ricerca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI segnala che non vi è alcuna prova che "le autorità marocchine, né il procuratore degli Stati Uniti né i giudici hanno adottato alcuna misura per condurre una ricerca sulle forze di sicurezza di trovare i responsabili degli abusi." A questo proposito, la ONG Rabat ha ricordato l'obbligo di effettuare "un'indagine rapida ed indipendente" in considerazione le accuse di tortura con i trattati internazionali umanitari a cui il Marocco è una parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo, Amnesty International afferma che 19 dei detenuti saharawi sono stati a disposizione di un tribunale militare a Rabat, accusato di "attentato alla sicurezza dello Stato". Gli Stati AI "respingere inequivocabilmente il processo di civili davanti a tribunali militari, in quanto questi tribunali" offrono poche garanzie per un processo equo "e" sollevare questioni circa la sua indipendenza e imparzialità ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai no DIFESA DI RESPONSABILITA SAHARAWI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International ha riscontrato che, mentre le forze di sicurezza marocchine avevano alcuna intenzione di uso eccessivo della forza a sgomberare il campo, aggressioni commesse contro "Sahrawi non rappresentava alcuna minaccia" ha contribuito a aumentare la violenza nel Sahara occidentale, in particolare a Laayoune, dove la polizia è venuto a utilizzare munizioni vere per disperdere i manifestanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, nella sua relazione, la ONG non esonera la responsabilità saharawi nell'incidente, e sostiene che le azioni dei manifestanti saharawi, "l'attacco deliberato su un sospetto di" forze marocchine in atti di "violenza pianificata" ha fatto anche la loro parte per aumentare la tensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty International contraddice esplicitamente il ministro degli Interni marocchino, Taieb Cherkaoui, che ha detto di "non aver sparato un colpo". La ONG nella sua relazione citato testimoni che non solo hanno visto come il Saharawi è stato colpito da proiettili di gomma, munizioni, ma nel tumulto della capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Bassa tolleranza" de Rabat&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amnesty sottolinea anche la "bassa tolleranza" mostrata dalle autorità marocchine contro coloro che esprimono apertamente l'autodeterminazione del Sahara occidentale, dove il lavoro dei difensori dei diritti umani è "ristretto" e limitato a "abusi, la sorveglianza, restrizioni alla libertà di movimento e persecuzioni a sfondo politico. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI dice anche che, rispetto ai circa 200 detenuti saharawi, al momento, nessun membro delle forze di sicurezza marocchine sono stati accusati di atti di violenza. Per AI, ricordando che il Marocco quattro anni fa ha approvato una legge contro la tortura ", modello lungo di impunità" esposto da parte del regno alawita "rimane immutata".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ONG lamentato che "le restrizioni stretta" imposta dalle autorità marocchine, quando sul terreno sa cosa è avvenuto non solo difficile ottenere informazioni, ma "in parte" hanno portato alla segnalazione notizie errate sulla morte di un certo numero di Sahrawi massimo stimato per finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ACCESSO GRATUITO A 130 DETENUTI SAHARAWI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI si rammarica del fatto che è stato negato l'accesso a circa 130 prigionieri saharawi ancora in carcere per circa 200 inizialmente arrestati, di cui il numero Rabat non ha fornito più di "informazioni inesatte" - così come la possibilità di intervistare membri delle forze di sicurezza marocchine feriti durante gli scontri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In termini generali, "le autorità marocchine hanno rilasciato poche informazioni aggiuntive al di là di quanto è già stato reso pubblico dai media", secondo la ONG, che garantisce che Rabat non ha fornito alcun elemento di prova "per sostenere l'idea che alcuni abitanti del campo sono stati trattenuti contro la loro volontà, i funzionari dicono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, AI richiede la divulgazione delle immagini intatto, inedite, scattate da loro assalto proprie forze del campo, operazione che è durata per 50 minuti e hanno postato solo 14 minuti di "chiaro contenuto edited" che "riflette la violenza esposti dai dimostranti Saharawi".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-149190703222279511?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/149190703222279511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=149190703222279511&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/149190703222279511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/149190703222279511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/il-marocco-non-e-indaghera-sugli-eventi.html' title='Il Marocco non è indagherà sugli eventi di Laayoune(8 novembre 2010), secondo Amnesty International'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDzNg8BLwI/AAAAAAAADjU/1_OilyZ04_M/s72-c/153176_campamento_destruido-300x192.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4502239284774438849</id><published>2010-12-21T19:26:00.003+01:00</published><updated>2010-12-21T19:28:59.568+01:00</updated><title type='text'>Le organizzazioni degli Stati Uniti stanno chiedendo alle Nazioni Unite l'emergere di un meccanismo per monitorare i diritti umani nel Sahara Occ.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDx3FHKoKI/AAAAAAAADjM/ntIxlbzNoos/s1600/show_image_NpAdvMainFea.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 102px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDx3FHKoKI/AAAAAAAADjM/ntIxlbzNoos/s320/show_image_NpAdvMainFea.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553204269115154594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sahara Occidentale: le organizzazioni degli Stati Uniti stanno chiedendo alle Nazioni Unite l'emergere di un meccanismo per monitorare i diritti umani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'organizzazione per i diritti umani degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Center for Justice and Human Rights (RFK Center, con sede a Washington) e la Fondazione Open Society Foundation (New York) ha esortato oggi il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite concernente l'attuazione urgente di un meccanismo di controllo diritti umani all'interno della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una lettera al Presidente in carica del Consiglio di Sicurezza, Susan Rice, entrambe le organizzazioni hanno espresso "delusione per il fallimento del Consiglio di Sicurezza lo scorso novembre, la proposta di inviare una missione d'inchiesta sui tragici eventi nel Sahara occidentali "dopo l'assalto al campo militare del Sahara marocchino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tale riguardo, essi hanno sottolineato che la Rice, che è anche il rappresentante permanente e l'Ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, "il Consiglio di sicurezza ha l'obbligo di proteggere la stabilità e diritti umani nel Sahara occidentale", aggiungendo che è stato "deplorevole che le misure supplementari non sono state prese per affrontare la crescente violenza e instabilità."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Vi esorto a riconsiderare tale decisione una petizione alle Nazioni Unite di svolgere un'indagine sulle recenti incidenti nel Sahara occidentale", la lettera che una copia è stata inviata anche al segretario di Stato Hillary Clinton.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ricordare la brutalità e dei mezzi usati dalle forze marocchine contro i saharawi, arresti arbitrari, le condizioni di detenzione dei saharawi e il difficile accesso ai territori occupati della stampa, organizzazioni non governative (ONG) e MINURSO queste due organizzazioni ha sostenuto che "questi incidenti potrebbero essere ridotte al minimo, se il mandato della MINURSO essere estesa a questioni dei diritti umani".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, nota nella loro lettera, "mentre il governo marocchino prevede di condurre un'indagine su questi fatti, l'inchiesta internazionale indipendente guidato dalle Nazioni Unite è essenziale per comprendere le cause e le circostanze di violenza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In proposito, sottolineano che hanno aderito al Parlamento europeo per il suo "chiedere un'indagine internazionale per accertare i fatti che sono essenziali per i negoziati."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il recente conflitto e la mancanza di informazioni affidabili evidenziando ancora una volta l'urgente necessità di un sistema di monitoraggio dei diritti umani da includere nel mandato della MINURSO," dice RFK Center e la Open Society Foundation, il cui fondatore e Presidente è il famoso finanziere e filantropo George Soros.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, le due organizzazioni hanno ricordato al presidente del Consiglio di Sicurezza al suo inizio nel 1991, l'obiettivo principale della MINURSO per supervisionare il cessate il fuoco e di organizzare un referendum sulla autodeterminazione in conformità con le risoluzioni delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, ha aggiunto, "Quasi due decenni dopo, il referendum non è stata effettuata" e "Nel frattempo, il popolo del Sahara Occidentale era stato gravi violazioni dei diritti individuali e diritti collettivi, tra cui gli ultimi incidenti Izik Gdaim".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per attirare l'attenzione su Rice, diverse organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch e l'Ufficio dell'Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR), hanno più volte denunciato violazioni dei diritti umani e ha chiesto la creazione di un meccanismo per assicurare un adeguato monitoraggio e persistente situazione dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Preoccupato per le violazioni dei diritti umani contro il popolo saharawi, vi esortiamo a sostenere la creazione di un meccanismo per il monitoraggio e relazione sui diritti umani nei territori Saharawi e che, quando il Consiglio di Sicurezza si riunirà in aprile 2011 al riesame mandato della MINURSO, queste organizzazioni appello al Presidente del Consiglio di Sicurezza ha chiesto, "rivedere la decisione di rifiutare l'invio di una commissione di inchiesta in recenti episodi di violenza nel Sahara occidentale, dopo il veto di un membro del Consiglio di sicurezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4502239284774438849?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4502239284774438849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4502239284774438849&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4502239284774438849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4502239284774438849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/le-organizzazioni-degli-stati-uniti.html' title='Le organizzazioni degli Stati Uniti stanno chiedendo alle Nazioni Unite l&apos;emergere di un meccanismo per monitorare i diritti umani nel Sahara Occ.'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDx3FHKoKI/AAAAAAAADjM/ntIxlbzNoos/s72-c/show_image_NpAdvMainFea.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1845748514797729456</id><published>2010-12-21T19:17:00.002+01:00</published><updated>2010-12-21T19:20:35.093+01:00</updated><title type='text'>Il rappresentante Saharawi al Consiglio di Sicurezza dell'ONU raccomanda il rischio di collasso del processo di negoziazione</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDv3THLufI/AAAAAAAADjE/awn1u-y7lws/s1600/ahmed_boukhari132.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 121px; height: 180px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDv3THLufI/AAAAAAAADjE/awn1u-y7lws/s320/ahmed_boukhari132.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553202073850067442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NEW YORK, 20/12/2010 (SPS) Polisario rappresentante alle Nazioni Unite, Ahmed Boukhari, ha avvertito Lunedi il Consiglio di Sicurezza di "rischio di collasso" del processo di negoziati con il Marocco che "la atteggiamento di disprezzo per l'autorità e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza mina la credibilità dell'intero processo. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una lettera al Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Susan E. representative Rice, Saharawi alle Nazioni Unite ha detto che in base ai risultati della quarta riunione delle discussioni informali tra le due parti si sono incontrate lo scorso venerdì e sabato a Manhasset (New York), "mentre il processo è soggetto ad un rischio sostanziale collasso con tutte le conseguenze che ne derivano per la coerenza dell'impegno del Consiglio di sicurezza e le aspettative per l'intera regione la cui stabilità e sicurezza sono in gran parte legato a una soluzione giusta e duratura di questo decolonizzazione conflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, ha detto Rice che, come i due precedenti incontri informali a febbraio e novembre, l'inviato personale del Segretario generale dell'ONU per il Sahara occidentale, Christopher Ross, incluso nel L'agenda del 4 ° turno della necessità per il Marocco per discutere e rivedere la proposta presentata da parte del Fronte Polisario e viceversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa logica, egli dice, si basa sulle risoluzioni che il Consiglio di Sicurezza ha adottato dal 2007 in base al quale ha preso atto di entrambe le proposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se il Fronte Polisario "ha dimostrato la sua disponibilità a rispondere in modo tangibile, su richiesta del rappresentante personale, il Marocco ha ribadito, tuttavia, il suo rifiuto di esaminare e discutere la proposta del Fronte Polisario", dice i saharawi ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conseguenza, "questo atteggiamento negativo impedisce il processo di negoziazione in avanti verso una soluzione politica reciprocamente accettabile che prevede il diritto del popolo Saharawi all'autodeterminazione", avverte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella lettera indirizzata al presidente del Consiglio di Sicurezza, il sig Bukhari ha detto che "le prospettive del processo di negoziazione non sono molto promettenti, nonostante gli sforzi e le idee di ambasciatore Christopher Ross".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Anche se entrambe le parti avevano concordato di proseguire i colloqui nel gennaio e nel marzo 2011, l'atteggiamento ostruzionista visualizzato dal Marocco, il suo disprezzo nei confronti dell'autorità e delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e il suo disprezzo per il valore dei diritti umani minare la credibilità di tutto il processo, "si lamenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conseguenza, il rappresentante Saharawi consiglia, inoltre, la Rice that''the del Consiglio di sicurezza dovrebbero essere consapevoli dei rischi che circondano il processo negoziale e deve intervenire per evitare il crollo o il suo utilizzo da parte della potenza occupante come scudo per consolidare la sua occupazione illegale del territorio ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, il signor Bukhari ha espresso alla signora Rice che "i recenti tragici eventi che hanno avuto luogo 8 novembre alle Gdaim Izik e l'ondata di repressione e persecuzione contro i civili saharawi che hanno seguito l'operazione di smantellamento brutale, hanno evidenziato la mancanza contro-produttiva e ingiustificabile un meccanismo di monitoraggio dei diritti umani nel territorio. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'espulsione sistematica di giornalisti e osservatori internazionali, nonché le restrizioni alla libertà di movimento della MINURSO nel settore sono la prova delle intenzioni del Marocco a continuare la sua politica di violazione dei diritti umani senza la presenza di testimoni ", osserva nella sua lettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Per le Nazioni Unite, il Sahara Occidentale è un territorio non autonomo che il Marocco non ha alcuna sovranità, il potere amministrare nel senso richiesto dalla Carta delle Nazioni Unite", ricorda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso, egli ha sottolineato che "gli eventi che hanno avuto luogo nel territorio richiedono una imparziale e trasparente da parte di agenzie internazionali per accertare la verità, il Marocco non può pretendere di essere giudice e vittima contro questi tragici eventi ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ricordare che dopo l'ultimo round di negoziati informali, il capo della delegazione Saharawi, il Sig. Khatri Addouh, ha detto ai giornalisti che la soluzione proposta al conflitto sono state presentate da entrambe le parti, ma senza progressi in la discussione, perché "la delegazione è rimasta radicata nel suo atteggiamento ostruzionistico gratificante un anti-democratico e superate e, quindi, ignorando le chiamate inviato&lt;br /&gt;il personale e il Consiglio di Sicurezza chiede un dialogo sostanziale e la negoziazione&lt;br /&gt;gratuitamente e senza pre-condizioni per raggiungere una soluzione che garantisca il diritto&lt;br /&gt;la determinazione del popolo del Sahara Occidentale ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua, il coordinatore del Saharawi con MINURSO, Mr. Mhamed Khadad, ha avvertito che "lo svolgimento di incontri informali tra gennaio e marzo prossimo non deve essere utilizzato dal Marocco come un pretesto per guadagnare tempo, e questo a scapito della soluzione del conflitto nel Sahara occidentale ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua scia, ha affermato che nella sua prossima riunione sul Sahara Occidentale in aprile di quest'anno, il Consiglio di sicurezza è chiamato ad assumersi le proprie responsabilità, imponendo la parte recalcitrante (Marocco) di negoziare in maniera seria e senza pre-condizioni per accelerare l'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sul Sahara Occidentale ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai sensi della Dichiarazione sulla concessione dell'indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali, l'Assemblea generale dell'ONU ha adottato la risoluzione la scorsa settimana a sostegno del processo di negoziazione per raggiungere "una soluzione giusta politica sostenibile e che costituirà per la determinazione del popolo del Sahara Occidentale ", ricorda lì.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1845748514797729456?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1845748514797729456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1845748514797729456&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1845748514797729456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1845748514797729456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/il-rappresentante-saharawi-al-consiglio.html' title='Il rappresentante Saharawi al Consiglio di Sicurezza dell&apos;ONU raccomanda il rischio di collasso del processo di negoziazione'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDv3THLufI/AAAAAAAADjE/awn1u-y7lws/s72-c/ahmed_boukhari132.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-2351158711596743389</id><published>2010-12-21T19:11:00.001+01:00</published><updated>2010-12-21T19:13:50.961+01:00</updated><title type='text'>Il processo di Casablanca</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDuJUsGlXI/AAAAAAAADi8/SckTYzkprMk/s1600/gazzarra1-web.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 239px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDuJUsGlXI/AAAAAAAADi8/SckTYzkprMk/s320/gazzarra1-web.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553200184487744882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; Marocco, 17 dicembre 2010 - E' stata rinviata per la terza volta l'apertura del processo contrto i sette militanti saharawi. Per la terza volta gli osservatori internazionali presenti in aula sono stati aggrediti sotto gli occhi compiacenti delle autorità marocchine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto degli osservatori italiani e francesi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Il rapporto degli osservatori&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, 17 dicembre 2010, dinanzi il tribunale di prima istanza di Ain Seba’a (Casablanca) vi è stata l’udienza del processo a carico dei sette militanti saharawi Brahim Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, Lachgare Degia, Yahdih Ettarrouzi, Rachid Sghavar, Saleh Lebaihidi, i primi tre ancora detenuti dal giorno 8 ottobre 2009. Erano presenti i seguenti osservatori internazionali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia: (Aline Chanu avvocato - Parigi)&lt;br /&gt;Italia: (Maria Donatella Aschettino, Paola Russo, Nicola Quatrano – magistrati a Napoli; Bruno Larosa, Annalisa Senese – avvocati a Napoli; Alessia Alvino, Roberta Galeano, Giovanna Izzo – osservatori civili a Napoli) &lt;br /&gt;Spagna: (Dolores Travieso, Luis Mantrane, Rimma Arbesu, Ravel Ruiz, Victoria Rosell, Magdalena Such, José Revert, Francisco Serrano, Rosalia Perera, Antonio Mateos, Andres Marin)&lt;br /&gt;Erano presenti inoltre osservatori svedesi e di altri paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo è stato rinviato al 7 gennaio 2011, e il Tribunale ha riservato la decisione sulla istanza di libertà provvisoria dei detenuti al prossimo 22 dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’udienza di oggi è stata caratterizzata da una forte tensione, come quelle che l’hanno preceduta del 15 ottobre e 5 novembre, quando – secondo gli osservatori che vi hanno partecipato – si sono verificate aggressioni contro gli imputati, i loro familiari, alcuni osservatori internazionali e due giornalisti spagnoli.&lt;br /&gt;Nel corso dell’odierna udienza gli osservatori hanno potuto constatare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Le procedure di ingresso al Tribunale e, successivamente, in aula sono state particolarmente macchinose nei confronti degli osservatori internazionali (attese prolungate, controllo dei passaporti, perquisizioni, annotazione dei nomi), mentre sono state fluide per il resto del pubblico. All’ingresso del Tribunale vi erano diverse persone, delle quali si ignora la professione, che fotografavano gli osservatori. A questi ultimi è stato imposto di lasciare in deposito telefoni portatili, computer, macchine fotografiche e perfino innocui modem da computer, con modalità che ne rallentavano l’ingresso. Il resto del pubblico accedeva senza particolari problemi e alla gran parte veniva consentito di portare con sé il telefono portatile. Nel corso dell’udienza abbiamo potuto notare persone presumibilmente di cittadinanza marocchina, munite di vistose macchine fotografiche che scattavano foto senza problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) La polizia ha tentato di impedire l’ingresso in aula di Chbari Abdelmoumene, giornalista marocchino, membro della segreteria della Voie Démocratique (il partito della sinistra radicale marocchina), noto per le sue posizioni a favore dell’autodeterminazione del popolo saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Va segnalato che due osservatori (Luciano Capuano e Louis Ndong) non hanno potuto partecipare all’udienza, perché il tassista si è rifiutato di accompagnarli al Tribunale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) L’aula di udienza era affollatissima, con una presenza di oltre ottanta avvocati (che non avevano niente a che vedere con l’udienza), che hanno occupato tutta la parte anteriore dell’aula, la maggior parte in piedi, impedendo agli osservatori di poter seguire il processo. Tutti i posti a sedere erano occupati da civili marocchini. Va segnalato che agli osservatori è stato impedito l’ingresso prima delle 13.30, ma a quell’ora l’aula era già completamente occupata da avvocati e civili marocchini, molti dei quali esibivano bandiere del Marocco e foto del Re Mohammed VI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Tra il pubblico non vi era nessun saharawi, ed erano anche assenti gli imputati a piede libero. Da notizie apprese dagli avvocati della difesa, essi erano impauriti a causa delle aggressioni subite nel corso delle due precedenti udienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Gli osservatori sono stati fatti oggetto di intimidazioni insulti da parte del pubblico e di alcuni avvocati marocchini (“bastardi”, “prezzolati dell’Algeria”, “che cosa sei venuto a farw?”) e i poliziotti presenti, cui è stato richiesto di identificare gli aggressori per poterli querelare, si sono rifiutati di farlo. L’avvocato francese Aline Chanu è stata schiaffeggiata, l’osservatore spagnolo (avv. Andres Marin) è stato spintonato, picchiato e gli è stata strappata la camicia, l’osservatrice italiana Alessia Alvino ha ricevuto uno sputo in faccia. L’interprete saharawi del gruppo degli osservatori spagnoli, Hamdi Mebarki, è stato aggredito e successivamente, in serata, è stato fermato dalla Polizia e condotto in Commissariato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Gli avvocati che difendevano gli imputati sono stati oggetto di intimidazioni. Essi erano relegati in una posizione molto arretrata rispetto al banco dei giudici, per la presenza di molti altri avvocati, non impegnati nel processo, che impedivano loro di avvicinarsi. Mustapha  Errachidi,  avvocato marocchino e difensore degli imputati, è stato insultato dai colleghi, che lo hanno chiamato “traditore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Alcuni passaggi delle arringhe difensive sono state accompagnate da grida del pubblico, come anche l’ingresso in aula degli imputati detenuti. Alla sospensione dell’udienza, quasi tutto il pubblico è uscito dall’aula scandendo slogan patriottici e brandendo bandiere marocchine e foto del Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Solo a questo punto, quando il Tribunale è rientrato per discutere della richiesta di libertà provvisoria per gli imputati, l’udienza si è svolta in una situazione di relativa calma, e gli osservatori che sono potuti restare in aula sono stati in grado di osservare e di ascoltare tutte le parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione gli osservatori rilevano che l’udienza odierna è stata caratterizzata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Da una costante situazione di intimidazione nei confronti degli imputati, dei loro difensori, degli osservatori internazionali e, indirettamente, anche del collegio giudicante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dall’assenza degli imputati a piede libero e di tutti i loro familiari e amici saharawi (i soli realisticamente interessati a questo, peraltro affollatissimo, processo), come conseguenza delle intimidazioni denunciate nel corso delle precedenti udienze. Inoltre è stata proprio la forzata assenza degli imputati a piede libero ad essere utilizzata dal Pubblico Ministero come dimostrazione della necessità di mantenere in carcere gli imputati detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Date queste premesse (e, a prescindere da ogni altra questione), gli osservatori internazionali non ritengono possibile che il processo possa svolgersi secondo i canoni universalmente riconosciuti per un “processo equo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casablanca, 17 dicembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aline Chanu, Maria Donatella Aschettino, Nicola Quatrano, Paola Russo, Bruno Larosa, Annalisa Senese, Luciano Capuano, Alessia  Alvino, Roberta Galeano, Giovanna Izzo, Louis Ndong&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-2351158711596743389?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/2351158711596743389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=2351158711596743389&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2351158711596743389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2351158711596743389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/il-processo-di-casablanca.html' title='Il processo di Casablanca'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TRDuJUsGlXI/AAAAAAAADi8/SckTYzkprMk/s72-c/gazzarra1-web.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-2953628700629559424</id><published>2010-12-19T18:57:00.001+01:00</published><updated>2010-12-19T18:59:03.315+01:00</updated><title type='text'>SAHARAWI PROCESSO AI 7 ATTIVISTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ5H0hU2psI/AAAAAAAADi0/BkJZOoYBTBA/s1600/7activists.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 218px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ5H0hU2psI/AAAAAAAADi0/BkJZOoYBTBA/s320/7activists.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552454358219007682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;AGGIORNAMENTI SAHARA OCCIDNTALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, 17 dicembre 2010, dinanzi il tribunale di prima istanza di Ain Seba'a (Casablanca) vi è stata l'udienza del processo a carico dei sette militanti saharawi Brahim Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, Lachgare Degia, Yahdih Ettarrouzi, Rachid Sghavar, Saleh Lebaihidi, i primi tre ancora detenuti dal giorno 8 ottobre 2009. Erano presenti i seguenti osservatori internazionali: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francia (Aline Chanu avvocato - Parigi) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italia (Maria Donatella Aschettino, Paola Russo, Nicola Quatrano - magistrati a Napoli; Bruno Larosa, Annalisa Senese - avvocati a Napoli; Alessia Alvino, Roberta Galeano, Giovanna Izzo - osservatori civili a Napoli) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spagna (Dolores Travieso, Luis Mantrane, Rimma Arbesu, Ravel Ruiz, Victoria Rosell, Magdalena Such, José Revert, Francisco Serrano, Rosalia Perera, Antonio Mateos, Andres Marin) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano presenti inoltre osservatori svedesi e di altri paesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo è stato rinviato al 7 gennaio 2011, e il Tribunale ha riservato la decisione sulla istanza di libertà provvisoria dei detenuti al prossimo 22 dicembre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l'udienza di oggi è stata caratterizzata da una forte tensione, come quelle che l'hanno preceduta del 15 ottobre e 5 novembre, quando - secondo gli osservatori che vi hanno partecipato - si sono verificate aggressioni contro gli imputati, i loro familiari, alcuni osservatori internazionali e due giornalisti spagnoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso dell'odierna udienza gli osservatori hanno potuto constatare: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Le procedure di ingresso al Tribunale e, successivamente, in aula sono state particolarmente macchinose nei confronti degli osservatori internazionali (attese prolungate, controllo dei passaporti, perquisizioni, annotazione dei nomi), mentre sono state fluide per il resto del pubblico. All'ingresso del Tribunale vi erano diverse persone, delle quali si ignora la professione, che fotografavano gli osservatori. A questi ultimi è stato imposto di lasciare in deposito telefoni portatili, computer, macchine fotografiche e perfino innocui modem da computer, con modalità che ne rallentavano l'ingresso. Il resto del pubblico accedeva senza particolari problemi e alla gran parte veniva consentito di portare con sé il telefono portatile. Nel corso dell'udienza abbiamo potuto notare persone presumibilmente di cittadinanza marocchina, munite di vistose macchine fotografiche che scattavano foto senza problemi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) La polizia ha tentato di impedire l'ingresso in aula di Chbari Abdelmoumene, giornalista marocchino, membro della segreteria della Voie Démocratique (il partito della sinistra radicale marocchina), noto per le sue posizioni a favore dell'autodeterminazione del popolo saharawi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Va segnalato che due osservatori (Luciano Capuano e Louis Ndong) non hanno potuto partecipare all'udienza, perché il tassista si è rifiutato di accompagnarli al Tribunale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) L'aula di udienza era affollatissima, con una presenza di oltre ottanta avvocati (che non avevano niente a che vedere con l'udienza), che hanno occupato tutta la parte anteriore dell'aula, la maggior parte in piedi, impedendo agli osservatori di poter seguire il processo. Tutti i posti a sedere erano occupati da civili marocchini. Va segnalato che agli osservatori è stato impedito l'ingresso prima delle 13.30, ma a quell'ora l'aula era già completamente occupata da avvocati e civili marocchini, molti dei quali esibivano bandiere del Marocco e foto del Re Mohammed VI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Tra il pubblico non vi era nessun saharawi, ed erano anche assenti gli imputati a piede libero. Da notizie apprese dagli avvocati della difesa, essi erano impauriti a causa delle aggressioni subite nel corso delle due precedenti udienze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Gli osservatori sono stati fatti oggetto di intimidazioni insulti da parte del pubblico e di alcuni avvocati marocchini ("bastardi", "prezzolati dell'Algeria", "che cosa sei venuto a fare?") e i poliziotti presenti, cui è stato richiesto di identificare gli aggressori per poterli querelare, si sono rifiutati di farlo. L'avvocato francese Aline Chanu è stata schiaffeggiata, l'osservatore spagnolo (avv. Andres Marin) è stato spintonato, picchiato e gli è stata strappata la camicia, l'osservatrice italiana Alessia Alvino ha ricevuto uno sputo in faccia. L'interprete saharawi del gruppo degli osservatori spagnoli, Hamdi Mebarki, è stato aggredito e successivamente, in serata, è stato fermato dalla Polizia e condotto in Commissariato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Gli avvocati che difendevano gli imputati sono stati oggetto di intimidazioni. Essi erano relegati in una posizione molto arretrata rispetto al banco dei giudici, per la presenza di molti altri avvocati, non impegnati nel processo, che impedivano loro di avvicinarsi. Mustapha Errachidi, avvocato marocchino e difensore degli imputati, è stato insultato dai colleghi, che lo hanno chiamato "traditore". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Alcuni passaggi delle arringhe difensive sono state accompagnate da grida del pubblico, come anche l'ingresso in aula degli imputati detenuti. Alla sospensione dell'udienza, quasi tutto il pubblico è uscito dall'aula scandendo slogan patriottici e brandendo bandiere marocchine e foto del Re. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Solo a questo punto, quando il Tribunale è rientrato per discutere della richiesta di libertà provvisoria per gli imputati, l'udienza si è svolta in una situazione di relativa calma, e gli osservatori che sono potuti restare in aula sono stati in grado di osservare e di ascoltare tutte le parti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione gli osservatori rilevano che l'udienza odierna è stata caratterizzata: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Da una costante situazione di intimidazione nei confronti degli imputati, dei loro difensori, degli osservatori internazionali e, indirettamente, anche del collegio giudicante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Dall'assenza degli imputati a piede libero e di tutti i loro familiari e amici saharawi (i soli realisticamente interessati a questo, peraltro affollatissimo, processo), come conseguenza delle intimidazioni denunciate nel corso delle precedenti udienze. Inoltre è stata proprio la forzata assenza degli imputati a piede libero ad essere utilizzata dal Pubblico Ministero come dimostrazione della necessità di mantenere in carcere gli imputati detenuti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Date queste premesse (e, a prescindere da ogni altra questione), gli osservatori internazionali non ritengono possibile che il processo possa svolgersi secondo i canoni universalmente riconosciuti per un "processo equo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Casablanca, 17 dicembre 2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aline Chanu, Maria Donatella Aschettino, Nicola Quatrano, Paola Russo, Bruno Larosa, Annalisa Senese, Luciano Capuano, Alessia Alvino, Roberta Galeano, Giovanna Izzo, Louis Ndong&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-2953628700629559424?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/2953628700629559424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=2953628700629559424&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2953628700629559424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2953628700629559424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/saharawi-processo-ai-7-attivisti.html' title='SAHARAWI PROCESSO AI 7 ATTIVISTI'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ5H0hU2psI/AAAAAAAADi0/BkJZOoYBTBA/s72-c/7activists.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4285214721767409630</id><published>2010-12-19T18:54:00.001+01:00</published><updated>2010-12-19T18:56:51.484+01:00</updated><title type='text'>Stagnante il dialogo informale tra Marocco e Polisario all'ONU</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ5HWOlDfBI/AAAAAAAADis/7tOcsWD-0u4/s1600/western-sahara-sahrawi-arab-democratic-republic-national-flag.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ5HWOlDfBI/AAAAAAAADis/7tOcsWD-0u4/s320/western-sahara-sahrawi-arab-democratic-republic-national-flag.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552453837790608402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Internazionale | 19/12/2010 - 10:14h &lt;br /&gt;New York. (EP). - Marocco e Fronte Polisario hanno terminato l'ultimo incontro per i negoziati informali auspicati dalle Nazioni Unite senza raggiungere nessun accordo, eccetto quello di riunirsi a gennaio e accelerare le conversazioni sul futuro status del Sahara Occidentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ogni parte continua a respingere la proposta dell'altra come base per futuri negoziati", ha detto il mediatore Christopher Ross dopo tre giorni di conversazioni tra i rappresentanti marocchini e saharauis, l'ottavo incontro dal 2007. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rabat offre l'autonomia al Sahara come parte del Marocco, ma il Fronte Polisario chiede un referendum con l'indipendenza come una delle opzioni. L'ONU considera che una delle due posizioni deve essere considerata la base per le conversazioni, ma nessuna delle due parti cede su questo aspetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ross ha detto anche che se ci trova a un punto morto, entrambi le parti "desiderano creare una nuova dinamica nei negoziati" nel 2011 basandosi su riunioni più frequenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso, faranno un incontro il 21 e 22 di gennaio e di nuovo in marzo. Il posto non è ancora stato deciso, fonti ufficiali delle Nazioni Unite dicono a Manhasset, lo stesso posto nel quale si sono tenuti gli incontri precedenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ross ha dichiarato che entrambe le parti hanno proposto di "concretizzare le idee" per migliorare i negoziati. Il rappresentante alle Nazioni Unite del Polisario, Ahmed Boujari, ha detto che sono "idee formali più che sostanziali, e non toccano l'essenza del problema", e ha detto di imparare da controversie simili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro degli Esteri marocchino, Taieb Fassi Fihri, ha detto che la delegazione del suo paese ha presentato "molte proposte per accelerare il ritmo per avvicinarsi ad una soluzione politica." In questo senso, ha aggiunto che l'obiettivo è "creare un clima migliore per negoziati reali, profondi e sinceri". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, il capo della delegazione del Polisario, Jatri Addu, ha affermato che nell'ultima negoziato "non c'è stato nessun progresso, poiché la delegazione marocchina rimane ferma nel suo atteggiamento di ostruzione".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4285214721767409630?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4285214721767409630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4285214721767409630&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4285214721767409630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4285214721767409630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/stagnante-il-dialogo-informale-tra.html' title='Stagnante il dialogo informale tra Marocco e Polisario all&apos;ONU'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ5HWOlDfBI/AAAAAAAADis/7tOcsWD-0u4/s72-c/western-sahara-sahrawi-arab-democratic-republic-national-flag.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-8923191853085979158</id><published>2010-12-19T16:41:00.002+01:00</published><updated>2010-12-19T16:44:15.737+01:00</updated><title type='text'>Marocco e il Fronte Polisario hanno concluso oggi un nuovo round di colloqui informali, senza progresso, ma con un impegno di riunirsi nuovamente</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ4oPjZu8uI/AAAAAAAADik/O9RImoMjiQo/s1600/ALeqM5hWN3HDqwY3x1PnBRcbG3TYVz6fEQ-300x233.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 233px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ4oPjZu8uI/AAAAAAAADik/O9RImoMjiQo/s320/ALeqM5hWN3HDqwY3x1PnBRcbG3TYVz6fEQ-300x233.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552419638260724450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Marocco e il Fronte Polisario si riunirà di nuovo a gennaio e marzo 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marocco e il Fronte Polisario hanno concluso oggi un nuovo round di colloqui informali, senza progresso, ma con un impegno di riunirsi nuovamente il 21 e 22 gennaio e una data da stabilirsi a marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Alla fine della riunione, ogni lato ha continuato a respingere le proposte degli altri come unica base dei futuri negoziati," ha detto l'inviato speciale delle Nazioni Unite per il conflitto, Christopher Ross, dopo la riunione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrambe le delegazioni hanno, sotto l'egida delle Nazioni Unite, hanno iniziato il loro quarto ciclo di colloqui informali su Giovedi in strutture che l'organismo internazionale ha nella città di Greentree (al di fuori di New York).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riunione ha anche partecipato come osservatori in Algeria e Mauritania, in quanto paesi limitrofi, che frequentano le sessioni di apertura e di chiusura, così come i colloqui sulle misure per creare fiducia tra le parti, le Nazioni Unite ha detto in una dichiarazione di stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ross ha osservato che "come nelle precedenti riunioni informali, discussioni si sono svolte in un clima di impegno serio, apertura e rispetto reciproco", in cui entrambe le parti hanno presentato le nuove proposte, già noto per il futuro del Sahara occidentale, ma non registrato progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rabat dice l'unico modo realistico per 30 anni di conflitto è la sua proposta di autonomia, mentre il Polisario insiste su un referendum in cui l'indipendenza è un'opzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite ha ricordato anche questo conflitto, come in precedenti occasioni, che il Marocco e il Fronte Polisario ha accettato di "discussioni approfondite su approcci innovativi per costruire una nuova dinamica al processo di negoziato, 2011 basata su incontri regolari ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, il Marocco e il Polisario hanno proposto idee specifiche da sviluppare nei prossimi due incontri di discussioni informali che si terrà il 21 e il 22 gennaio prossimo e nel marzo del 2011, "ha detto Ross.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da parte sua, il rappresentante del Fronte Polisario per l'ONU, Ahmed Bukhari, Efe ha detto dopo l'incontro che "non vi è stato alcun progresso nelle discussioni, la delegazione marocchina è rimasta nel rifiuto di discutere le proposte del Polisario".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione Saharawi anche rilasciato una dichiarazione al termine della riunione, che ha anche osservato che affrontare gli eventi del 8 novembre, quando le forze di sicurezza marocchine smantellati con la forza le proteste campo Izik Gdaim, situato nella periferia di Laayoune, la capitale del Sahara Occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'erano stati installati circa 15.000 saharawi rivendicare i loro diritti economici e sociali, che sono stati sfrattati con la forza dalle autorità marocchine, provocando undici morti nelle loro file, e che la brutalità degli sgomberi e delle convinzioni provocato gravi disordini da parte delle organizzazioni e governi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, Bukhari Efe ha detto che "ancora una volta il Fronte Polisario ha chiesto l'apertura di un'inchiesta internazionale (di questi eventi), come ha fatto il Parlamento europeo", e "porre fine agli arresti arbitrari e processi così come per aprire il territorio alla stampa internazionale ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ross, nel frattempo, anche di cui le due delegazioni hanno discusso del programma di misure di fiducia che corre l'Alto Commissario ONU per i Rifugiati (UNHCR) e ha confermato il proseguimento delle visite familiari in aereo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marocco, Polisario, Algeria e Mauritania si incontreranno con il capo dell'UNHCR a Ginevra nel prossimo futuro "per discutere il piano d'azione per le visite dei familiari ai campi Saharawi in questi paesi, e di esplorare la possibilità di effettuare lo terra, l'ONU ha detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ross anche invitato le parti, ha detto che le Nazioni Unite, che "ha creato un clima di fiducia favorevole al progresso dei negoziati e per evitare ciò che potrebbe essere pericoloso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la seconda volta in poco più di un mese che delle Nazioni Unite si è riunito in Marocco e il Polisario per far avanzare il processo di negoziazione di una soluzione concordata del conflitto nella ex colonia spagnola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2007 le due parti hanno tenuto quattro riunioni a New York diretto sponsorizzato Nazioni Unite, senza ottenere il benché minimo progresso sulle questioni di fondo del conflitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-8923191853085979158?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/8923191853085979158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=8923191853085979158&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8923191853085979158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/8923191853085979158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/marocco-e-il-fronte-polisario-hanno.html' title='Marocco e il Fronte Polisario hanno concluso oggi un nuovo round di colloqui informali, senza progresso, ma con un impegno di riunirsi nuovamente'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ4oPjZu8uI/AAAAAAAADik/O9RImoMjiQo/s72-c/ALeqM5hWN3HDqwY3x1PnBRcbG3TYVz6fEQ-300x233.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-1821045151736145094</id><published>2010-12-19T16:30:00.004+01:00</published><updated>2010-12-19T16:39:04.678+01:00</updated><title type='text'>Fronte Polisario ha condannato l'atteggiamento negativo del Marocco per trovare una giusta e pacifica soluzione</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ4nBxdHyOI/AAAAAAAADic/A7dHV3685I0/s1600/t_presidente_del_parlamento_saharaui_149-240x300.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ4nBxdHyOI/AAAAAAAADic/A7dHV3685I0/s320/t_presidente_del_parlamento_saharaui_149-240x300.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552418302003235042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;l capo della delegazione del Saharawi ha partecipato alla riunione con i funzionari marocchini sponsorizzato dalle Nazioni Unite, Jatra Addouh, ha denunciato l'atteggiamento di "ostruzione" da parte del governo marocchino ha inviato al dibattito informale tenutasi a Manhasset, New York, 17 e 18 di questo mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Proposte per una soluzione del conflitto sono state presentate da entrambe le parti, ma senza progressi nel corso del dibattito, la sua delegazione sono rimasti profondamente radicate nel loro comportamento ostruzionistico", ha detto Addouh una conferenza stampa dopo il contatto, registrati dall'agenzia Sahrawi notizie SPS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Responsabile per il Saharawi, il governo del Marocco "è antidemocratica, perché blocca gli sforzi del Consiglio di Sicurezza che chiede dialogo sostanziale e negoziati onesti, senza condizioni preliminari per raggiungere una soluzione che garantisce il diritto alla autodeterminazione nel Sahara occidentale ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante gli incontri, gli incidenti durante lo smontaggio Addouh sollevato la protesta campo Agdeim Izik saharawi e disordini successivi a Laayoune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, "la delegazione del Fronte Polisario ha chiesto l'invio di una commissione internazionale di inchiesta sul territorio, come è stato sostenuto dal Parlamento europeo, vari parlamenti nazionali, partiti politici e varie organizzazioni non governative. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione Saharawi anche chiesto la liberazione "di tutti i prigionieri politici saharawi in Marocco, a cessare gli arresti arbitrari e processi sommari e l'apertura del territorio alla stampa, le ONG e osservatori internazionali come un requisito fondamentale in tutte le le fasi della trattativa ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti i casi, Addouh valutato questa quarta serie di incontri informali con il Marocco come "un'opportunità per una discussione approfondita tra le due parti su approcci innovativi in grado di rafforzare il processo negoziale nel pieno rispetto della natura del conflitto soluzione di cui, come ribadito dalla comunità internazionale è in stretta conformità con il diritto del diritto inalienabile del popolo saharawi all'autodeterminazione. "&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle misure di fiducia e di promozione di visite familiari tra i territori occupati dal Marocco e nei campi profughi di Tindouf, in Algeria, Addouh ha detto di aver ribadito alla riunione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due parti hanno convenuto di tenere due riunioni supplementari informale di gennaio e marzo 2011 e ha respinto l'approccio dell'altro principio di base da cui partire per iniziare i negoziati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-1821045151736145094?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/1821045151736145094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=1821045151736145094&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1821045151736145094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/1821045151736145094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/fronte-polisario-ha-condannato.html' title='Fronte Polisario ha condannato l&apos;atteggiamento negativo del Marocco per trovare una giusta e pacifica soluzione'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQ4nBxdHyOI/AAAAAAAADic/A7dHV3685I0/s72-c/t_presidente_del_parlamento_saharaui_149-240x300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4255058857441775666</id><published>2010-12-18T13:01:00.002+01:00</published><updated>2010-12-18T13:03:43.283+01:00</updated><title type='text'>Rinvio del processo dei sette attivisti Saharawi al 7 gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQyi3yynAuI/AAAAAAAADiU/nMgI_EbcoPY/s1600/7activists082009.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 247px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQyi3yynAuI/AAAAAAAADiU/nMgI_EbcoPY/s320/7activists082009.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551991520051528418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ain Sbaa (Casablanca), 17/12/2010 (SPS), il processo di sette diritti umani saharawi è stato rinviato al 7 gennaio 2011 a causa di interruzioni causate da alcuni avvocati del Marocco e di assistenza che hanno impedito i suoi progressi e, in presenza di molti osservatori stranieri e della stampa marocchina e internazionale, si è trovato lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice deve pronunciarsi Mercoledì prossimo sulla richiesta di consiglio sulla cauzione dell'imputato Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek, presente in aula.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In consiglio le difese orali svolte per la difesa ha evidenziato l'impossibilità di tenere un processo in una stanza non conforme (taglia piccola) ed a causa di pressioni da parte dei convenuti, la sicurezza non garantita della riunione imputati e non condizioni per un processo equo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trial è stato interrotto all'interno e all'esterno della sala con grida di "Sahara marocchino", alla presenza dei difensori dei diritti umani in Europa, in particolare Italia e Spagna, uno di loro, uno spagnolo, è stato quasi linciato dalla folla dopo aver lasciato la corte prima di rappresentanti del Corpo diplomatico (USA, Svezia, Finlandia, Spagna).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli avvocati della difesa hanno sostenuto collettiva per i diritti dei saharawi. In risposta a quelle che trattano la giudicati Saharawi "criminali", un avvocato ha chiesto: "Qual è attualmente il governo marocchino a New York, se si sta negoziando con il Fronte Polisario?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imputati Sahrawi (Dahane, Ahmed Nassiri, Ali Salem Tamek Degja Lachgar, Yahdih Ettarrouzi Rashid Saleh e Sghayar Lebaihi), giudicati dal accusa di "minare la sicurezza dello Stato del Marocco", sostenendo pubblicamente il diritto del popolo saharawi di decidere liberamente del loro futuro attraverso un referendum di autodeterminazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4255058857441775666?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4255058857441775666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4255058857441775666&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4255058857441775666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4255058857441775666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/rinvio-del-processo-dei-sette-attivisti.html' title='Rinvio del processo dei sette attivisti Saharawi al 7 gennaio 2011'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQyi3yynAuI/AAAAAAAADiU/nMgI_EbcoPY/s72-c/7activists082009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3315208105168279057</id><published>2010-12-18T12:01:00.002+01:00</published><updated>2010-12-18T12:05:06.370+01:00</updated><title type='text'>«Congeliamo la Rasd per il bene della pace» Intervista al presidente della Repubblica Araba Sahrawi Democratica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQyVVf47ZLI/AAAAAAAADiM/ka8jyeZHTaY/s1600/abdelaziz_pousse_touchant_index.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQyVVf47ZLI/AAAAAAAADiM/ka8jyeZHTaY/s320/abdelaziz_pousse_touchant_index.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551976637211042994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Congeliamo la Rasd per il bene della pace»&lt;br /&gt;Intervista al presidente della Repubblica araba sahrawi democratica. Che accusa le forze marocchine per lo sgombero violento del campo di Gdeim Izik. E rilancia: siamo pronti a mettere temporaneamente tra parentesi lo stato che abbiamo fondato 35 anni fa, se anche Rabat si decide a fare un passo indietro Mohammed Abdelaziz si pronuncia sui negoziati con il Marocco &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Stefano Liberti INVIATO AD ALGERI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo di uno stato che esiste solo sulla carta. Mohammed Abdelaziz è il presidente della Repubblica araba sahrawi democratica (Rasd), proclamata nel 1976 dai rappresentanti del popolo sahrawi dall'esilio dei campi di Tindouf, in Algeria. Dopo 35 anni di attesa, oggi il Sahara occidentale è ancora in sospeso. Il referendum per l'autodeterminazione previsto dal cessate-il-fuoco firmato nel 1991 non si è ancora tenuto. Il Marocco ormai la considera un'«opzione obsoleta» e propone un piano di larga autonomia. Il Fronte Polisario, che rappresenta i sahrawi, insiste nel chiedere il rispetto dell'accordo. Oggi comincia un nuovo round di negoziati diretti tra le parti, a Manhasset, nei pressi di New York. Incontriamo Abdelaziz nella sua stanza d'albergo ad Algeri, dove ha partecipato ai lavori della conferenza per il cinquantenario della risoluzione 1514 sul diritto all'autodeterminazione dei popoli sotto tutela coloniale. Signor presidente, sono passati 50 anni dall'approvazione della risoluzione 1514 dell'Assemblea generale delle Nazioni unite. Il Sahara Occidentale è ancora in attesa della sua decolonizzazione. Cosa è andato storto? La risoluzione 1514 del 14 dicembre 1960 è uno strumento importantissimo, che ha portato grande beneficio a diversi popoli e stati che erano sotto tutela coloniale. Altri, come il Sahara Occidentale, sono ancora in attesa di poter esercitare la propria autodeterminazione. Io credo che momenti come la conferenza che si è tenuta qui ad Algeri siano importantissimi per rimettere al centro dell'agenda la discussione sui popoli ancora colonizzati. Alla conferenza erano presenti le Nazioni Unite, l'Unione Africana, la Lega Araba, più molte altre istituzioni. Credo che questa possa essere un'occasione per rimettere al centro del dibattito internazionale la questione sahrawi. Che possa cioè essere un modo per esercitare pressioni per la realizzazione finale della risoluzione 1514. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I colloqui diretti Marocco-Fronte Polisario sono ripresi. Ma i negoziati non avanzano, ognuno rimane trincerato sulla propria posizione. Ritiene sempre possibile una soluzione negoziata? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2007 noi abbiamo presentato una proposta all'Onu e tre giorni dopo il Marocco ha presentato il suo piano di autonomia per il Sahara Occidentale all'interno del territorio marocchino. Il Marocco ha respinto la proposta del Fronte Polisario. O meglio, non l'ha nemmeno presa in considerazione. Noi invece abbiamo incluso la proposta marocchina nel nostro piano: pensiamo che, tra le opzioni previste dal referendum nel Sahara Occidentale, ci debba essere anche quella dell'autonomia all'interno del Marocco, oltre all'indipendenza e all'annessione al territorio marocchino. La nostra proposta è aperta, mentre quella di Rabat è chiusa. Aggiungo che siamo pronti a fare un'altra enorme concessione, se questo può aiutare a trovare una soluzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quale? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il bene della pace, siamo disposti a mettere tra parentesi la Repubblica araba sahrawi democratica (Rasd) che noi abbiamo proclamato ormai 35 anni fa. Nonostante sia uno stato sovrano, riconosciuto da più di 80 paesi, membro fondatore dell'Unione africana, possiamo temporaneamente congelarla, se questo può far avanzare il dossier. Allo stesso tempo, il Marocco deve però mettere da parte l'idea del tutto illegittima dal punto di vista del diritto internazionale che è lui a dover esercitare l'autorità sul territorio del Sahara Occidentale. Per noi, l'importante è che il popolo sahrawi scelga il proprio futuro. E, dirò di più, nel caso in cui i cittadini del Sahara Occidentale scegliessero l'indipendenza, siamo pronti a negoziare in modo aperto su tutte quelle questioni - di natura economica, strategica e securitaria - che preoccupano il Marocco. Il nuovo round di negoziati è cominciato subito dopo lo smantellamento violento da parte del Marocco del campo di Gdeim Izik nei pressi di Al Aaiun, in cui si erano riuniti per protesta migliaia di sahrawi che vivono nella zona sotto occupazione. Perché dopo l'assalto avete continuato a partecipare alle trattative? Non era forse meglio lasciare il tavolo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno, l'8 novembre scorso, è stato molto lungo e difficile. Il campo di Gdeim Izik è stato preso d'assalto dai marocchini alle 6 di mattina. Alle 9 ora di New York dovevano cominciare i negoziati diretti con il Marocco. Questo vuol dire che, con il fuso orario, c'erano otto ore di differenza. In quelle otto ore, noi abbiamo sentito per telefono il grido di dolore dei nostri concittadini da Al Aaiun, il rumore dei blindati che li assalivano, il crepitio del fuoco, le urla delle donne e dei bambini. Abbiamo pensato di abbandonare il tavolo per protesta. Ma poi, analizzata la coincidenza temporale, siamo giunti alla conclusione che il Marocco aveva attuato quell'attacco proprio per spingerci ad abbondare la trattativa e addossarci la colpa del fallimento. Volevano tenderci una trappola. E noi abbiamo sventato il loro piano. Eppure, la gente nei campi non nutre più alcuna fiducia nelle Nazioni unite. Ormai molti giovani chiedono apertamente il ritorno alle armi... Il sentimento generale è che l'Onu abbia tradito l'impegno preso solennemente il 6 settembre 1991, quando ha presieduto il cessate-il-fuoco tra il Fronte Polisario e il Marocco, promettendo di organizzare un referendum sull'autodeterminazione entro otto mesi. Sono passati 19 anni e quel referendum non si è ancora tenuto. Anzi, ormai il Marocco dice apertamente e pubblicamente che il voto non si terrà, senza suscitare alcuna protesta da parte delle Nazioni unite. Inoltre, la sede della Minurso, la missione dell'Onu nel Sahara Occidentale, è ad Al Aaiun. Ebbene, quell'8 novembre, quando i nostri giovani sono stati presi d'assalto nel campo di Gdeim Izik, che è a 12 chilometri da Al Aaiun, l'Onu non ha mosso un dito, né ha promosso alcuna inchiesta dopo i fatti. È naturale che ormai tra la nostra gente c'è la convinzione che l'Onu sia debole, impotente, se non complice del Marocco. Il popolo sahrawi deve difendersi, deve difendere le proprie donne, i propri diritti. Per questo ormai si parla di riprendere le armi. Io spero che le Nazioni unite sentano la pressione del popolo sahrawi e si attivino per salvare la pace. Rispetto al campo di Gdeim Izik, il Marocco vi accusa di aver manovrato i militanti e di aver aizzato una minoranza violenta. Che cosa rispondete? Io sto ai fatti: 30mila cittadini e cittadine sahrawi hanno deciso di abbandonare la città di Al Aaiun e andare a vivere all'interno di 8000 tende per protestare contro il mancato rispetto del proprio diritto alla casa, al lavoro, all'educazione. Hanno scelto di protestare fuori città anche per non perturbare la vita dei cittadini marocchini che abitano ad Al Aaiun. Hanno vissuto nelle tende in pace e tranquillità finché l'esercito marocchino non li ha sgombrati con la forza. Tutto quello che dice il Marocco è pura propaganda. È il tentativo di addossare la responsabilità di un'aggressione alla vittima di quell'agressione. La malafede del Marocco è evidente. Se veramente i dirigenti di Rabat fossero convinti di quello che dicono, accetterebbero l'idea di una commissione d'inchiesta indipendente sugli eventi di Gdeim Izik e permetterebbero l'accesso al Sahara Occidentale occupato agli osservatori e alla stampa internazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3315208105168279057?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3315208105168279057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3315208105168279057&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3315208105168279057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3315208105168279057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/congeliamo-la-rasd-per-il-bene-della.html' title='«Congeliamo la Rasd per il bene della pace» Intervista al presidente della Repubblica Araba Sahrawi Democratica'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQyVVf47ZLI/AAAAAAAADiM/ka8jyeZHTaY/s72-c/abdelaziz_pousse_touchant_index.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-2214115614424066544</id><published>2010-12-17T18:46:00.002+01:00</published><updated>2010-12-17T18:50:56.328+01:00</updated><title type='text'>L'Associazione delle Donne Saharawi esprime la sua più ferma condanna per la detenzione arbitraria di sei donne Sahrawi nel Sahara Occidentale</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQui7BLETRI/AAAAAAAADiE/55KlATs8krw/s1600/seis-mujeres-ecarceladas-dic_-2010-300x225.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQui7BLETRI/AAAAAAAADiE/55KlATs8krw/s320/seis-mujeres-ecarceladas-dic_-2010-300x225.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551710100475104530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;AMSE: condanna la reclusione di sei donne saharawi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Associazione delle Donne Saharawi in Spagna (AMSE) esprime la sua più ferma condanna per la detenzione arbitraria di sei donne sahrawi nella foto che sono noti per la loro lotta pacifica per la libertà e la giustizia per il popolo Saharawi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;diversi parenti delle vittime sono stati in contatto con AMSE esprimere la sua profonda preoccupazione per la sorte delle loro figlie e sorelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la prima volta le autorità di occupazione marocchine hanno sporto denuncia contro sei detenuti donne Saharawi saranno giudicati dai tribunali ordinari nelle sezioni prima e seconda Sezione penale della Corte di Appello di Laayoune, nel Sahara occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli arresti di difensori dei diritti umani saharawi ENGUIYA ELKHAWDI e HAYAT RGUEIBI entrambi 20, noto ALHAMANI GhaIia ELKHAIDOUMA 29, OUM ALFADLI GAOIDA 48, Fatimetou ASABI 44, AZAHRA Alansari si verificano nello smantellamento Izik Gdeim Camp e gli avvenimenti successivi che hanno avuto luogo nella città e il porto di Laayoune, nel Sahara occidentale, l'8 novembre 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come confermato dalle famiglie dei prigionieri saharawi dopo il loro arresto da parte di agenti dei servizi segreti marocchini, non è stato permesso di visitarlo o fornire loro forniture per un lungo periodo di tempo, ignorando sia la situazione in cui si trova come il motivo della sua detenzione come l'amministrazione penitenziaria ha rifiutato di gestire la richiesta per una visita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le famiglie inoltre segnalare che tutti i detenuti, comprese le donne che sono nella tristemente nota come la Prigione Nera di Aaiun nel Sahara occidentale, sono vittime di abusi e violazioni dei diritti umani, il divieto delle visite, la corrispondenza , gestione dei reclami e considerare le loro procedure, di comunicare telefonicamente o per fornire rifornimenti, cibo e medicine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le famiglie di visitare il centro di detenzione, sotto controllo e di ispezione preventiva, è stato condotto in una stanza molto stretta di 21 metri quadrati separati i prigionieri da un tramezzo, una situazione che ha impedito alle famiglie di conoscere le circostanze in cui gli arresti e le accuse mosse nei loro confronti, nonché il tipo di tortura e maltrattamenti a cui sono stati sottoposti a causa delle condizioni ambientali in cui la visita è stata molto rumoroso e con un monito per le guardie detenuti per evitare di parlare della sofferenza e le condizioni della loro detenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni che disciplinano lo svolgimento delle visite sono state due membri di ciascuna famiglia per un tempo massimo di 10 minuti in un clima di urla e rumore, che non consentiva l'intimità corretto con le famiglie, senza riguardo per il fisico e psicologico Essa si verifica nelle ragazze in stato di detenzione e le loro madri, le famiglie non poteva avere un rapporto familiare caldo e chiudere con i detenuti, soprattutto donne con bambini e prigionieri detenuti giovani, che soffrono di malattie croniche, come ad esempio un diabetico Ghalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va notato che le autorità marocchine di 44 anni arrestato Fatimetou ASABI e Alani AZAHRA nella città portuale di Marsa a 25 km. El Aaiun, a ENGUIYA ELKHAWDI, HAYAT RGUEIBI e Oum ALFADLI JAWDA in aeroporto Laayoune Sahara Occidentale e ALHAMANI ELKHAIDOUMA GHALIA conosciuto in aeroporto Mohammed V di Casablanca in Marocco, mentre si preparavano a recarsi in Algeria e Sud Africa per partecipare al forum Giornata Mondiale della Gioventù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne Saharawi prendere questa triste occasione per lanciare un appello urggente la comunità internazionale e soprattutto l'Unione europea e il governo spagnolo di esercitare pressioni sul Marocco per rispettare il diritto internazionale e si assicura almeno il rispetto scrupoloso dei diritti umani città occupate del Sahara occidentale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-2214115614424066544?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/2214115614424066544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=2214115614424066544&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2214115614424066544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/2214115614424066544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/lassociazione-delle-donne-saharawi.html' title='L&apos;Associazione delle Donne Saharawi esprime la sua più ferma condanna per la detenzione arbitraria di sei donne Sahrawi nel Sahara Occidentale'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQui7BLETRI/AAAAAAAADiE/55KlATs8krw/s72-c/seis-mujeres-ecarceladas-dic_-2010-300x225.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-3576226415783165627</id><published>2010-12-17T18:13:00.001+01:00</published><updated>2010-12-17T18:15:26.901+01:00</updated><title type='text'>Apertura della 4 ° riunione di Manhasset informali tra il Polisario e il Marocco</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuajwWk9aI/AAAAAAAADh8/cgrbtFn478c/s1600/polisario_maroc2_.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuajwWk9aI/AAAAAAAADh8/cgrbtFn478c/s320/polisario_maroc2_.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551700904729965986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;New York, 17/12/2010 (SPS) La quarta riunione informale tra il Fronte Polisario e il Marocco ha aperto il Venerdì a porte chiuse presso l'abitazione di Greentree Estate (Manhasset - New York) per un periodo di due giorni sotto il egida delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo nuovo incontro, tenutosi poco più di un mese da quando il terzo turno di informale, si svolge sotto l'egida dell'inviato personale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara occidentale, Christopher Ross, cui hanno partecipato delegazioni dei due Parti e da rappresentanti dei due paesi osservatori, Algeria e Mauritania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La delegazione Saharawi, guidata dal presidente del Consiglio Nazionale (Parlamento), il Sig. Khatri Addouh è composto dal coordinatore con la Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO), il signor M'hamed Khaddad, e il rappresentante del Polisario alle Nazioni Unite, Ahmed Boukhari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della riunione precedente nel mese di novembre, le due delegazioni avevano concordato di incontrarsi nuovamente nel mese di dicembre, e all'inizio del prossimo anno, per continuare il processo negoziale che è stato richiesto da risoluzioni del Consiglio Sicurezza delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una dichiarazione alla stampa algerina Agenzia, APS alla vigilia della partecipazione dei colloqui imminenti, il sig Bukhari ha detto che come il presidente saharawi, Mohamed Abdelaziz, ha recentemente dichiarato ad Algeri durante la conferenza internazionale celebrare il 50 ° anniversario della Dichiarazione sulla concessione dell'indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali (risoluzione 1514), la delegazione saharawi si recherà a l'incontro con "una mano tesa per la pace".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo attitude''of il Fronte Polisario non è nuova. Lo è sempre stato fin dall'inizio del processo negoziale, perché crediamo che non possiamo cambiare la geografia, e il Marocco è un paese confinante con il quale abbiamo un problema che è che l'occupazione illegale del Sahara West''continues il rappresentante Saharawi alle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo proposito, egli ritiene sia qu'''une la questione del Sahara occidentale risolto in maniera chiara, equa e duratura attraverso il rispetto per il diritto alla autodeterminazione e l'indipendenza del nostro popolo, saremo pronti costruire con il Marocco e altri paesi vicini integrazione del Maghreb ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, lamenta,''non abbiamo ancora trovato un adeguato eco nella dirigenti marocchini che rimangono bloccati in una visione e terra inaccettabili rivendicazioni basate sulle cui basi sono state confutate dalla comunità internazionale e la Corte internazionale di giustizia ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso, egli ritiene that''it è questo punto di vista fisso di leader marocchina che è responsabile della attuale situazione di stallo e di tutti gli eccessi contro il popolo Saharawi, in entrambe le aree occupate territorio del Sahara occidentale nel corso intransigenza mostrata da tutte le delegazioni marocchini che hanno partecipato durante tutto il processo dei negoziati ".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra pace hand''for è sempre stata tesa, ma ogni volta che andiamo indietro con la mano vuota il fatto che i funzionari marocchini non è riuscito a imparare le lezioni rilevanti della storia, "dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ricordare che, secondo la Dichiarazione sulla concessione dell'indipendenza ai paesi ed ai popoli coloniali, l'Assemblea generale dell'ONU ha adottato la risoluzione la scorsa settimana a sostegno del processo di negoziazione per raggiungere ' una soluzione politica giusta, durevole e reciprocamente accettabile per consentire la determinazione del popolo del Sahara occidentale.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apprezzando gli sforzi in tal senso dal segretario generale e il suo inviato personale, l'Assemblea generale dell'ONU ha chiesto al Comitato delle Nazioni Unite incaricato di Quarto decolonizzazione di continuare a monitorare la situazione nel Sahara occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marocco e il Fronte Polisario nel giugno 2007 aveva avviato una trattativa diretta, sotto gli auspici delle Nazioni Unite, con quattro gare che hanno avuto luogo a Manhasset, e tre riunioni informali a Vienna e Manhasset.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-3576226415783165627?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/3576226415783165627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=3576226415783165627&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3576226415783165627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/3576226415783165627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/apertura-della-4-riunione-di-manhasset.html' title='Apertura della 4 ° riunione di Manhasset informali tra il Polisario e il Marocco'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuajwWk9aI/AAAAAAAADh8/cgrbtFn478c/s72-c/polisario_maroc2_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-7725144647445177828</id><published>2010-12-17T18:10:00.002+01:00</published><updated>2010-12-17T18:11:27.727+01:00</updated><title type='text'>Il popolo del deserto nell’eterno conflitto del Sahara Occidentale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuZsn6MjuI/AAAAAAAADh0/gF-6ZQD5-6s/s1600/_aziz_471507756.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuZsn6MjuI/AAAAAAAADh0/gF-6ZQD5-6s/s320/_aziz_471507756.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551699957570637538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Intorno al XIV secolo, con l’avvento nel territorio del Sahara Occidentale dei Beni Hassan, ramo di un’antica tribù araba di provenienza yemenita, ebbe inizio la fusione con il gruppo berbero dei Sanhaja che diede vita al futuro popolo di lingua hassaniya e scrittura simile all’arabo classico: i Saharawi, letteralmente “originari del deserto”. In epoca precoloniale, la popolazione sahariana si strutturò in diverse frazioni, le cabilas, di cui la più numerosa costituita dai guerrieri Erguibat, dislocati geograficamente fra il Río de Oro e la frontiera mauritana. Presero il nome da Sidahamed Erguibi, un discendente del Profeta Muhammad giunto nel deserto nel 1503, così come altre tribù vantavano l’appartenenza alla stessa stirpe: la cabila Toubalt, custode di antichi testi scritti, Arosien e Filala, entrambe di grande prestigio religioso e situate nelle zone intermedie e costiere. A queste si aggiungevano Ulad Delim, guerrieri di lignaggio puro della dinastia Beni Hassan e Ulad Bu Sba, altra cabila guerriera giunta nel deserto dopo essersi ribellata nel 1672 al sultano marocchino. Nella regione vi erano inoltre varie frazioni berbere con legami di parentela e origini comuni, come Izarguien e Ahel Berikallah. Contraddistinte dalla ricerca d’indipendenza durante i secoli, queste genti fondarono la loro unità sociale sulla famiglia, attribuendone l’autorità ad un anziano e onorevole capo lignaggio, incaricato di arbitrare le dispute sotto la supervisione della Yemàa, un’assemblea con la funzione di coordinare le tribù e dirigerle in caso di aggressioni esterne. Il territorio a nord della provincia è il Saguía el Hamra, attraversato da un fiume che trasporta sabbie rosse, zona ricca del fosfato concentrato nei giacimenti di Bu-Craa, oltre alla probabile presenza di gas e petrolio; a sud il Río de Oro possiede invece zone costiere fra le più pescose al mondo, un ampio e variegato banco di pesci, molluschi e crostacei. Riserve d’acqua nel sottosuolo e pozzi sono situati al centro-ovest: oltre alle dune ed una pianura alluvionale con alcune depressioni fertili e riserve saline, qui il paesaggio è dominato dalla hammada, un esteso e brullo altopiano desertico; principale fonte di benessere del popolo saharawi è l’allevamento del dromedario, assieme a capre o pecore.&lt;br /&gt;Sul finire del 1400, in seguito alla conquista spagnola delle isole Canarie, iniziarono le prime ricerche d’oro e schiavi nel Sahara Occidentale. Ma fu solo nella seconda metà dell’Ottocento che si ebbero i primi resoconti sulla zona: il capitano di origine italiana Emilio Bonelli y Hernando (1855-1926) della Compagnia Commerciale Ispano-Africana di Barcellona, uno dei primi colonizzatori, elaborò una mappa territoriale delle localizzazioni tribali, dislocando piccole industrie in vari punti del litorale. Nel 1884 Madrid consolidò tale impresa fondando il primo protettorato spagnolo del Sahara Occidentale (Río de Oro) –rivaleggiante col sultano del Marocco – e ponendo sotto il proprio controllo Saguía el Hamra, ossia le coste africane comprese fra Capo Bojador a sud, e a nord Capo Juby (protettorato spagnolo del Marocco secondo il trattato ibero-francese del 1912). Contro il comune disegno imperialistico di Spagna e Francia sulle rispettive aree d’influenza nella fascia desertica all’altezza del Tropico del Cancro, sorse il movimento anticoloniale saharawi.&lt;br /&gt;In risposta alla devastazione della città di Smara, principale centro politico e religioso, avvenuta per mano francese nel 1913 e alla dispersione dell’originario patrimonio culturale ad opera degli spagnoli, si sollevarono le tribù guerriere Ulad Delim ed Erguibat: le ostilità si conclusero però nel 1934 con la loro sottomissione al governo di Madrid ed il successivo insediamento di un’amministrazione che attribuì stato civile e documenti d’identità alla popolazione. Questo fortificò il sentimento d’appartenenza al Sahara Spagnolo, segnando il declino della struttura tribale indigena e la disgregazione delle varie yemàa, assorbite da un’Assemblea Generale del Sahara creata dal governo spagnolo.&lt;br /&gt;Fino agli anni Sessanta le colonie furono affidate ad un prefetto e alcune unità militari e si cercò la collaborazione dei nativi per lo sfruttamento dei giacimenti di fosfato, attuando varie riforme (dal 1969 il territorio da colonia diventò provincia). Lo spirito d’indipendenza dei saharawi non si era comunque estinto: nel 1970 si manifestò apertamente nel Movimento di Liberazione del Sahara sotto la guida di Mohamed Bassiri, movimento soffocato in breve tempo da una sanguinosa repressione. Un nuovo incipiente moto diede origine nel 1973 al Fronte Polisario – Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro – partito indipendentista dedito alla guerriglia contro i colonizzatori e nato in clandestinità attorno al leader El Wali Mustafa Sayed.&lt;br /&gt;Fu appoggiato da organizzazioni terroristiche spagnole e sostenuto dalla vicina Mauritania, finché non rivendicò l’autonomia completa del Sahara. A quel punto dovette difendersi anche dalle aggressioni della suddetta, e soprattutto dall’ambizioso Hassan II, determinato ad annettere i territori sahariani nel progetto di un Grande Marocco, assieme alla totalità della Mauritania, buona parte del territorio algerino e le regioni nord-occidentali del Sudan francese (odierna Mali).&lt;br /&gt;Nel 1975 una moltitudine di marocchini (circa 350mila) oltrepassò la frontiera meridionale, ciascuno armato di Corano e bandiera verde: una plateale dimostrazione di superiorità che incentivò la rinuncia spagnola al Sahara, la cui posizione africana era degradata al punto tale che la guardia personale del capo di Stato della Guinea Equatoriale, ex possedimento spagnolo indipendente dal 1968, era composta da soldati marocchini piuttosto che da spagnoli.&lt;br /&gt;Nel frattempo, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, di cui nel 1955 era entrata a far parte la Spagna, sollecitava con varie risoluzioni il governo affinché giungesse alla liberazione del territorio: nel 1974 Madrid informò il Segretario Generale dell’Onu dell’intenzione di tenere un referendum per l’autodeterminazione del popolo saharawi. Venne dunque indetto un censimento che individuò 73.497 indigeni e 20.126 europei. &lt;br /&gt;Hassan II minacciò di ricorrere alle armi se la Spagna avesse proseguito nell’intento, quindi nonostante l’impegno preso, nell’ottobre del 1975 – penultimo mese di vita del caudillo Francisco Franco – in seguito alla Marcia Verde il ministro spagnolo José Solís Ruiz consegnò il Sahara Occidentale nelle mani del Marocco. Con la ritirata spagnola dal territorio, il 27 febbraio 1976 fu proclamata dal Fronte Polisario – che allora beneficiava in segreto del sostegno militare della Libia e palese dell’Algeria (che irradiava in arabo e spagnolo l’emittente radio del Polisario), la Repubblica Araba Saharawi Democratica (República Árabe Saharaui Democrática, Rasd) – riconosciuta dall’Organizzazione dell’Unità Africana (dal 2002 Unione Africana) e da numerosi Stati non solo di quel Continente.&lt;br /&gt;La Mauritania abbandonò stremata la contesa nel 1979, mentre il Marocco – appoggiato da Stati Uniti e Francia – perseverò nell’occupazione, noncurante della grave crisi economica interna provocata dalla stessa guerra contro il Fronte Polisario, e perfino degli squilibri sociopolitici che avevano visto susseguirsi dai primi anni Settanta una minacciosa serie di tentati colpi di Stato militari, brogli elettorali e violenze culminate nell’assassinio del Comandante Supremo delle Forze Armate Ahmed Dlimi. Dal 1981 al 1986 furono costruiti nel Sahara Occidentale sei muri, estesi per 2.800 chilometri, all’ombra dei quali Hassan II fece insediare una nuova ondata di coloni marocchini – oltre 200 mila – deportando allo stesso tempo migliaia di giovani saharawi. Nel 1991 si costituì la Missione delle Nazioni Unite per l’Organizzazione di un Referendum nel Sahara Occidentale (Minurso), con il compito di compilare le liste elettorali secondo l’originario censimento spagnolo. L’ex Segretario di Stato americano James Baker fu incaricato di riconciliare le parti in causa, e nel 1997 si giunse alla firma degli Accordi di Houston circa il criterio di identificazione dei votanti, il rilascio dei prigionieri ed il ritiro delle truppe, fissando il referendum al luglio del 2000. In realtà, le negoziazioni internazionali per un piano di pace su cui fondare il referendum sono ancora in corso, poiché il governo di Rabat continua ad esercitare pressioni, indicando stime numericamente superiori ai votanti riconosciuti dalla Rasd. Il rimpatrio dei rifugiati si trova nelle mani dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, le cui valutazioni indicavano nel 1998 circa 105 mila saharawi nella zona desertica di Tindouf, altri 10 mila rifugiati in Mauritania e 5 mila in altri Paesi.&lt;br /&gt;Gran parte della popolazione scappò dal Sahara Occidentale durante l’occupazione marocchina, per andare a rifugiarsi nei campi profughi allestiti dal Fronte Polisario, le tendopoli della hammada su cui sorge Tindouf, e dove si estende per molti chilometri l’ultima base militare algerina. Si tratta in realtà del confine di Stato tra la Rasd e Algeria, poco distante dal centro direzionale di Rabuni: una zona completamente desertica, spazzata da impietosi venti di scirocco in cui le sporadiche precipitazioni danno luogo ai sabka, fiumi che evaporano in breve tempo o vengono rapidamente assorbiti dal terreno. In queste sfavorevoli condizioni ambientali sono stutturati i campi nomadi, dislocati in un raggio di circa un centinaio di chilometri: le necessità primarie sono soddisfatte dal governo, che rifornisce in egual misura ogni famiglia, distribuendo i beni provenienti perlopiù dagli aiuti umanitari.&lt;br /&gt;La Rasd, virtualmente estesa sull’intero Sahara Occidentale, dal momento della sua creazione ad oggi ha acquisito il riconoscimento internazionale della maggioranza delle nazioni africane, riconoscimento negato da Francia e Stati Uniti, e non ammesso da alcun paese della Comunità europea. Molti deputati del Parlamento europeo appoggiano il diritto all’autodeterminazione del popolo saharawi, condannando la violazione dei diritti umani perpetrata dal Marocco, le cui pretese d’annessione furono giudicate prive di legittimità dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, nel 1974.&lt;br /&gt;Appare però improbabile che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, unico responsabile del conflitto dal 1991, raggiunga l’unanimità indispensabile al riconoscimento del nuovo Stato: con Ris. 1598 del 28 aprile 2005 (The situation concerning Western Sahara) si limitò a prorogare il mandato della Minurso.&lt;br /&gt;Da alcune settimane, 20 mila saharawi hanno ripreso a ribellarsi per le pietose condizioni in cui versano gli accampamenti nell’estremo lembo di sabbia in cui sono confinati da oltre trent’anni: polizia e coloni marocchini hanno effettuato una violenta irruzione nel campo profughi distruggendo migliaia di tende. Un assalto avvenuto nel momento in cui l’Onu ha riaperto le trattative tra Fronte Polisario e Marocco.&lt;br /&gt;E nuove vittime di un ancestrale conflitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-7725144647445177828?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/7725144647445177828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=7725144647445177828&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7725144647445177828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/7725144647445177828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/il-popolo-del-deserto-nelleterno.html' title='Il popolo del deserto nell’eterno conflitto del Sahara Occidentale'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuZsn6MjuI/AAAAAAAADh0/gF-6ZQD5-6s/s72-c/_aziz_471507756.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4425066680752594422</id><published>2010-12-17T18:06:00.002+01:00</published><updated>2010-12-17T18:09:10.511+01:00</updated><title type='text'>Marocco e Sahara occidentale: uno spassionato punto di vista</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuZI5A1NNI/AAAAAAAADhs/69NaTNJwAUY/s1600/30-anos-_FP.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuZI5A1NNI/AAAAAAAADhs/69NaTNJwAUY/s320/30-anos-_FP.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551699343686579410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Marocco e Sahara occidentale: uno spassionato punto di vista  &lt;br /&gt;        &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;DI HISHAM, TRADOTTO DA NORMA LELLI &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In un mio recente post ho incluso un intervento dello storico francese Bernard Lugan, personaggio controverso come hanno ben sottolineato parecchi commenti. Ammetto che avrei dovuto informarmi meglio sulle sue credenziali, ma nonostante le accuse che gli sono state rivolte e il suo sconcertante discorso politico, ne avrei ugualmente pubblicato il video [nel quale parla della fondatezza storica della pretesa del Marocco all'unità nazionale con il Sahara occidentale, contrapposta alla spinta dell'Algeria in favore della divisione delle due entità a causa della gelosia nei confronti del Marocco e la volontà di controllare il territorio conteso al fine di ottenere uno sbocco verso l'Atlantico] perché credo che il contenuto sia piuttosto "kosher".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per anni ho sentito aspre discussioni sul tema. Si è parlato spesso in modo altezzoso o esageratamente patriottico, per lo meno così è stato da parte del Marocco, degli avvenimenti violenti dello scorso novembre, che hanno causato così tanti morti e feriti a Gadaym Izik, accampamento di protesta organizzato nei pressi di Laayoune, nel Marocco meridionale (o Sahara occidentale, secondo il punto di vista dal quale lo si considera). Non ho intenzione di dar spazio a simili tesi, ma sono stato felice nei giorni scorsi di avere avuto colloqui ragionevoli e discussioni realmente spassionate, offline e online, su alcuni aspetti della questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad essere sinceri, ritengo che le persone accampate a Gadaym Izik avessero tutto il diritto di riunirsi come protesta per le loro misere condizioni di vita. Mi è dispiaciuto che la situazione sia stata gestita in modo pessimo da parte delle autorità marocchine, che hanno fatto il possibile per peggiorarla, trasformando una protesta di natura pacata in una crisi politica estremamente imprevedibile, con il disastro mediatico che ne è scaturito e di cui siamo stati testimoni in quei giorni. Entrambe le parti del conflitto [Marocco e Saharawi] rivendicano il diritto di sovranità su quel territorio. Un concetto controverso che tuttavia in questo caso ha un certo peso. E se si rivendica la sovranità di un territorio, credo che all'origine debba esserci una base culturale e storica rilevante, nonostante quanto possa pensare qualche mio amico “internazionalista”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non pretendo di avere risposte, e sicuramente le domande sono più numerose delle risposte, ma ritengo interessante condividerne per lo meno alcune con i lettori. La storia ha il suo peso, e da questo punto di vista, è interessante fare un'analisi del tipo di relazione esistente in passato tra il Makhzen (lo Stato marocchino) e i suoi sudditi, sia del nord sia del sud del Paese. Principalmente, seppur non in modo esclusivo, tale rapporto consisteva nel riscuotere le tasse e nella forza bruta, da qui la spaventosa reputazione che il Makhzen è andato creandosi nei secoli. Tutto ciò è alla base dell'astio da parte delle tribù dissidenti rispetto alla storia marocchina. Periodicamente si ribellavano, rifiutando l'imposizione di stampo mafioso (prendendo in prestito l'espressione di un lettore) alla quale erano assoggettate, ma mantenevano un certo tipo di deferenza nei confronti dell'autorità centrale/spirituale dei Sultani. Sono convinto che le stesse dinamiche abbiano prevalso nel Sahara occidentale finché la Spagna e la neonata Algeria iniziarono ad intromettersi. Il fatto che l'Algeria e la Mauritania non esistessero prima che venissero create dalla Francia è, secondo me, il fulcro del problema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo conflitto, insieme alle infinite dispute relative alle frontiere, sono state deliberatamente impiantate dai precedenti poteri coloniali proprio per mantenere una costante dipendenza da questi. Divide et impera. Oltre ai cicli ripetuti di ribellione (Siba) contrapposta alla successiva sottomissione, si era instaurato un consistente scambio commerciale e culturale tra il Marocco e il Sahara occidentale, che ha posto le basi per la futura nascita di uno stato nazionale, secoli prima che lo stesso processo cominciasse nell'occidente. Per quanto ne so, ciò si affermò come pratica comune tra le tribù. Ora, se questo fornisca un solido terreno per rivendicare la sovranità da parte del Marocco sarà da dimostrare, ma credo che il caso del Marocco sia piuttosto coerente da questo punto di vista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono un convinto sostenitore del diritto delle persone all'autodeterminazione e sottoscriverei qualsiasi scelta facessero le persone in questione, fosse questa l'autonomia, l'integrazione o la totale indipendenza. Detto questo, vi sono delle domande preliminari alle quali dovremmo rispondere prima di accettare come legittimo questo processo, e non invece frutto di un impostura orchestrata da parte dei poteri regionali coinvolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un appello per l'indipendenza deve almeno basarsi su argomentazioni coerenti. C'è tuttavia un difetto fondamentale nelle posizioni di Polisario ed è qualcosa che secondo me rende molto sospetta questa spinta separatista. Se si considera il Sahara e il suo popolo, perché dovremmo limitare la scelta solo alla parte occidentale, che è relativamente piccola considerando l'immenso territorio sahariano? La popolazione nomade Saharawi è una miscela unica tra le tribù arabe e quelle indigene berbere, le quali occupano un territorio che comprende necessariamente l'intera Mauritania e larga parte del deserto del Sahara in territorio algerino e libico. I separatisti sarebbero stati più convincenti se avessero smesso di fare la parte dei burattini per le ovvie ambizioni dei poteri regionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho anche affermato (ma sfortunatamente sono stato frainteso) che il Marocco non è come il Sudan (con tutto il rispetto per quest'ultimo), nel senso che il Marocco, nei suoi oltre 12 secoli di storia, ha acquisito una coerenza politica e geografica e coesione etnica che renderebbero la scelta separatista più letale di quanto invece sarebbe nel Sudan meridionale o in Kosovo. Penso che stabilire una democrazia liberale e genuina sia il modo migliore di risolvere il problema. Un'autorità decentrata, una monarchia parlamentare e uno Stato federale sono questioni urgenti, per il bene del popolo marocchino, inclusi i Saharawi, e per la sopravvivenza della monarchia stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea del referendum, nel contesto del conflitto sul Sahara occidentale, secondo me è datata, perché la separazione sarebbe un disastro, non solo per il Marocco, ma anche per la regione. Altrimenti potremmo contemplare l'idea di creare una nuova repubblica stile Frankenstein, amministrata dall'Algeria, ma sotto la tutela della Spagna. Così, giusto per una questione di autodeterminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; fonte:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&amp;ID_articolo=222&amp;ID_sezione=654&amp;sezione=&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4425066680752594422?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4425066680752594422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4425066680752594422&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4425066680752594422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4425066680752594422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/marocco-e-sahara-occidentale-uno.html' title='Marocco e Sahara occidentale: uno spassionato punto di vista'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQuZI5A1NNI/AAAAAAAADhs/69NaTNJwAUY/s72-c/30-anos-_FP.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-4367352458065055935</id><published>2010-12-16T17:46:00.002+01:00</published><updated>2010-12-16T17:47:54.473+01:00</updated><title type='text'>UE: migliorare la situazione dei diritti umani nel Sahara occidentale (Dichiarazione)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQpCrxhi0xI/AAAAAAAADhk/dfZx0g7KAOI/s1600/EU_logo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 273px; height: 260px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQpCrxhi0xI/AAAAAAAADhk/dfZx0g7KAOI/s320/EU_logo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551322810483397394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bruxelles&lt;/strong&gt;, 2010/12/15 (SPS) L'Unione europea (UE) ha espresso il proprio impegno al miglioramento della situazione dei diritti umani nel Sahara Occidentale, ricordando gli obblighi di ciascuna parte, in una dichiarazione Lunedi rilasciato al termine della nona sessione del Consiglio di associazione UE-Marocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'UE&lt;/strong&gt; ha espresso "preoccupazione per il conflitto nel Sahara occidentale e le sue conseguenze a livello regionale e implicazioni", deplorando i recenti avvenimenti e la violenza che ha causato la perdita di vite umane che hanno avuto luogo a El Aaiun.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha inoltre rilevato che "le parti devono dar prova di moderazione e di fare ogni sforzo per garantire che tali eventi non si ripetano", dice il comunicato ricevuto da SPS.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'UE ha inoltre espresso il suo "pieno sostegno agli sforzi del Segretario generale dell'ONU e suo inviato personale per trovare una giusta, durevole e reciprocamente accettabile per consentire la determinazione del popolo del Sahara Occidentale", come il a disposizione di risoluzioni delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto, incoraggia le parti a continuare a lavorare con l'inviato personale al fine di progredire nella ricerca di una soluzione politica negoziata tra le parti, sotto gli auspici delle Nazioni Unite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'UE ha accolto con favore la ripresa dei colloqui informali a New York l'8 e il 9 novembre 2010 e l'impegno delle parti 'di incontrarsi di nuovo nel mese di dicembre e all'inizio del prossimo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha invitato le parti a continuare a dimostrare la loro volontà politica e lavorare in un clima propizio per il dialogo al fine di avviare una fase di "trattative più intensa in buona fede e senza pre-condizioni per l'applicazione delle risoluzioni 1754 (2007), 1783 (2007), 1813 (2008), 1871 (2009) e 1920 (2010) del Consiglio di sicurezza e il successo dei negoziati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'UE ha infine accolto con favore la disponibilità delle parti a riprendere le discussioni in merito all'attuazione del CBM dell'Alto Commissariato per i rifugiati, compresi gli impegni per lanciare le visite dei familiari per via aerea e organizzare visite via terra, e incoraggia il loro successo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2929233128712934340-4367352458065055935?l=saharawi-omar.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/feeds/4367352458065055935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2929233128712934340&amp;postID=4367352458065055935&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4367352458065055935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2929233128712934340/posts/default/4367352458065055935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://saharawi-omar.blogspot.com/2010/12/ue-migliorare-la-situazione-dei-diritti.html' title='UE: migliorare la situazione dei diritti umani nel Sahara occidentale (Dichiarazione)'/><author><name>Omar Zain Bachir Mochtar</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03918238911926645411</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQpCrxhi0xI/AAAAAAAADhk/dfZx0g7KAOI/s72-c/EU_logo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2929233128712934340.post-2331368905081362140</id><published>2010-12-16T17:38:00.001+01:00</published><updated>2010-12-16T17:41:12.641+01:00</updated><title type='text'>Le parole, i nostri problemi SAHARA OCCIDENTALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZCeeeBwwVn8/TQpBDWhqDCI/AAAAAAAADhc/DnbyJBssaUc/s1600/k_naciri.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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Benchemsi, a proposito delle dichiarazioni tuonanti dei Ministri marocchini contro la Spagna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&l
